Catetere vescicale: la gestione

Catetere vescicale , un campo ampio pieno di frequenti problematiche, dove le persone con lesione midollare possono presentare un quadro di vescica neurologica a volte associato a disfunzioni perineali sia colon proctologiche che sessuali.

Catetere vescicale : le lesioni midollari

catetere vescicaleLe cause più comuni che portano ad una lesione midollare sono di tipo traumatico, cioè sono il risultato  di una ferita fisica o di un trauma che provoca una frattura o un danneggiamento del midollo spinale.

Ogni danno al midollo spinale causerà una perdita di funzione motoria e/o sensoriale a seconda del punto del midollo spinale che è stato danneggiato.

Catetere vescicale : cenni di anatomia

Per una buona gestione della funzione vescicale, è utile conoscere l’anatomia dell’apparato urinario e sapere come funziona.

La vescica è un contenitore elastico costituito da muscolo liscio (detrusore). La sua funzione è di contenere l’urina che è stata filtrata dal flusso sanguigno attraverso i reni che si trovano a destra e a sinistra della colonna. I reni sono collegati alla vescica da un paio di sottili tubi chiamati ureteri.

In un sistema integro la vescica è rilassata e a riposo fino a quando non si riempie di urina e comincia a distendersi. Quando si è riempita di oltre 300-400 ml, si comincia ad avvertire lo stimolo di urinare. Controllata dal cervello, la vescica è libera di contrarsi, rilasciando contemporaneamente lo sfintere dell’uretra e di vuotarsi.

Catetere vescicale : il controllo volontario

La lesione del midollo spinale può alterare il controllo volontario della funzione vescicale. Le informazioni del sistema nervoso provenienti da o verso la vescica spesso possono non arrivare correttamente. Gli individui con una lesione midollare possono allora perdere la sensibilità allo stimolo minzionale e non avere più il comando volontario della vescica e dei loro sfinteri.

Catetere vescicale : quali rischi

catetere vescicaleIl catetere vescicale fa parte di un sistema monouso che consta di catetere, circuito e sacca di drenaggio, e sono strumenti comunemente utilizzati nella gestione dei pazienti. Essi sono usati nel 15-25% dei pazienti ospedalizzati al fine di monitorare la diuresi o per garantire il drenaggio vescicale.

Il catetere vescicale arriva alla vescica passando attraverso l’uretra e, dal momento che oltrepassa i normali sistemi di difesa dell’organismo, il suo uso è connesso a dei rischi. Le infezioni alle vie urinarie sono le più frequenti, altre sono le uretriti, stenosi uretrali, ematuria, perforazione vescicale e occlusione del catetere vescicale che determina il blocco del flusso urinario.

Catetere vescicale : i trattamenti

I trattamenti nella vescica neurologica sono:

  • Manovre di facilitazione (manovra di Credè o Valsalva, percussione sovrapubica).
  • Ausili (cateterismo a intermittenza, catetere a permanenza sovrapubico/transuretrale).
  • Trattamento farmacologico.

La classificazione del catetere vescicale

A seconda dell’impiego al quale è destinato, il catetere vescicale possiede fogge e dimensioni diverse ed è costruito con vari materiali per renderlo rigido, semirigido o flessibile. Quattro sono i parametri che li distinguono e li differenziano:

  • Catetere vescicale calibro: se utilizziamo un catetere di piccolo calibro, avremo minor rischio di lesioni uretrali, ma una evacuazione più lenta delle urine.
  • Catetere vescicale materiale: lattice (cateterismi non superiori a 15 giorni), silicone (da 30 giorni a 3 mesi), hydrogel (per soggetti allergici), pvc (cateterismo ad intermittenza).
  • Catetere vescicale: numero delle vie: a una via (cateterismo provvisorio), a due vie (deflusso urine e posizionamento stabile del catetere), a tre vie (drenaggio uriine, palloncino ed irrigazione).

I tipi di catetere vescicale

In base alla forma dell’estremità prossimale del catetere vescicale, possiamo distinguere:

  • Catetere di Nelaton (usato nella donna: prelievo per coltura)
  • Catetere di Mercier (usato nell’uomo: ritenzione urinaria da ipertrofia prostatica)
  • Catetere di Couvelaire (usato nell’uomo e nella donna: emorragia vescicale e dopo intervento di prostatectomia radicale)
  • Catetere di Tiemann (usato nell’uomo: restringimento dell’uretra)
  • Catetere Conicolivare (uretra stenotica)
  • Catetere di Foley (elevato grado di confort al paziente cateterizzato)
  • Catetere Dufour (ematuria importante per vesciche tamponate)
  • Catetere di Pezzer e catetere di malecot (ormai in disuso).

Catetere vescicale a permanenza

catetere vescicalePer eseguire una corretta prestazione è necessario che gli operatori siano due. Uno esegue la prestazione e l’altro aiuta passando il materiale con manovre antisettiche facendo attenzione a toccare solo gli involucri esterni.
L’operatore che esegue la prestazione, indossa i guanti sterili e preleva il materiale occorrente facendo attenzione a toccare solo materiali sterili.

Prescrizione del medico o dell’infermiera/ostetrica di turno

Individuazione del paziente da cateterizzare attraverso la documentazione. Accertarsi della sua identità.
Spiegare al paziente la procedura a cui sarà sottoposto, al fine di ottenere il consenso e la piena collaborazione durante la cateterizzazione.

Preparazione del materiale occorrente

catetere vescicaleDetergente e disinfettante per detersione mani, padella del paziente, brocca con acqua tiepida, sapone detergente, guanto spugnato monouso, telo per asciugare, guanti monouso non sterili, due paia di guanti sterili, soluzione antisettica per detersione genitali, tamponi sterili o garze sterili, telini sterili meglio se fenestrati, catetere vescicale sterile tipo FOLEY in lattice (inizialmente di diametro piccolo), sacca sterile di raccolta urine con rubinetto di drenaggio e valvola antireflusso, urinometro, lubrificante sterile, siringa per gonfiare palloncino, soluzione fisiologica per gonfiare palloncino, cerotto per fissare catetere o meglio fasce di fissaggio con velcro.

Preparare l’ambiente

Se è possibile eseseguire la prestazione in Sala Medicazione. Se fatta al letto del paziente salvaguerdare la privacy tramite paraventi. Far uscire dalla stanza i visitatori e i degenti che possono alzarsi dal letto e che possono camminare.

Accurato lavaggio delle mani degli operatori, con detergente e disinfettante. Protocollo di lavaggio delle mani.Utilizzo di guanti non sterili. Accurata igiene dei genitali del paziente, con acqua e sapone seguendo la direzione antero posteriore nella donna e dal centro all’esterno nell’uomo. Rinnovare ogni volta il tampone/garza usati. Indossare I° paio di guanti sterili.

Inserimento del catetere vescicale

  • Nell’uomo: sostenere il pene e detergere il glande con soluzione antisettica. Detergere accuratamente il meato urinario. Lasciare il tampone con disinfettante sul meato per alcuni secondi.
  • Nella donna: divaricare le grandi labbra. Detergere con soluzione antisettica piccole e grandi labbra in direzione anteroposteriore con particolare attenzione al meato urinario. Lasciare il tampone con disinfettante sul meato per alcuni secondi.
  • Indossare II° paio di guanti sterili. Posizionare i telini sterili in modo da creare un campo sterile attorno al meato urinario, oppure utilizzare un telino sterile fenestrato.
  • Collegare il catetere al sacchetto di drenaggio che sara’ tenuto dal II° operatore.
  • Cospargere la parte terminale del catetere con lubrificante sterile.
  • Inserire il catetere nel meato e procedere dolcemente sino alla fuoriuscita di urina.
  • Nell’uomo con una mano porre in posizione verticale il pene e con l’altra introdurre lentamente e dolcemente il catetere attraverso il meato; quando si avverte una leggera resistenza riportare il pene in posizione orizzontale e far proseguire lentamente sino alla fuoriuscita di urina.
    IMPORTANTE: Nella donna : se il catetere viene erroneamente inserito in vagina, lasciare in loco come guida ed inserire in uretra un secondo catetere. Al termine rimuovere il primo.
  • Gonfiare il palloncino con soluzione fisiologica (8–10 ml ): se durante il gonfiaggio si avverte resistenza e il paziente avverte dolore, sgonfiare il palloncino e spingere il catetere per altri 2 cm. ripetere l’operazione. Fissare con cerotto il catetere vescicale alla superficie interna della coscia nella donna e sull’addome nell’uomo per prevenire traumi uretrali.
  • Posizionare il sacchetto di drenaggio al letto del paziente evitando torsioni del tubo.
  • Controllare il paziente e monitorare la diuresi. Per tutto il periodo del cateterismo.
  • Registrare l’ora e l’avvenuta cateterizzazione.

Il rinnovo del catetere vescicale deve essere effettuato a scadenza quindicinale, ad eccezione di quello al silicone che va sostituito ogni mese.

Catetere vescicale ad intermittenza

catetere vescicaleNel caso si renda necessario cateterizzare un paziente ad intermittenza si seguirà la procedura indicata per il cateterismo a permanenza variando solamente il tipo di catetere, utilizzando cioè il catetere vescicale tipo NELATON in PVC con diametro piccolo; lo stesso verrà rimosso dopo lo svuotamento della vescica.
L’operatore dovrà registrare sulla cartella infermieristica la quantita di urina fuoriuscita.

Cateterismo in emergenza

In caso di situazioni di emergenza l’informazione al paziente verrà effettuata ovviamente solo se lo stesso sarà cosciente e risulterà necessariamente meno dettagliata; se vi sarà un solo operatore questo dovrà provvedere a preparare sia il materiale che il campo operativo sterile prima di iniziare qualunque manovra sul paziente.
Il personale che accetterà in reparto il paziente cateterizzato in emergenza, valuterà se rinnovare il cateterismo entro 24 ore o procedere alla cateterizzazione ad intermittenza come alternativa, in base alle condizioni del paziente.

 

E’ di fondamentale importanza informare il paziente e i familiari dei motivi per cui si applica il catetere vescicale, le modalità di esecuzione della pratica e ricordare di evitare qualsiasi manipolazione del catetere e del sistema di drenaggio rendendolo consapevole del rischio di infezione.