Un campione di casa – Fabrizio Aprile

Fabrizio Aprile è campione italiano di canoa polinesiana. Vive sul lago di Bracciano dove si allena regolarmente con il suo allenatore Francesco Mazzacane. E’ un ragazzo semplice e riservato, che ogni giorno va a lavorare, un ragazzo straordinario per la sua normalità.

Fabrizio Aprile

Fabrizio Aprile

“Per me il lago di Bracciano è sempre stato una seconda casa – racconta Fabrizio Aprile – l’estate stavamo tutti i giorni sulla spiaggia. Mi è sempre piaciuto, ho sempre ammirato la sua tranquillità, le sue acque calme ed agitate, limpide e ben popolate perché poi da sopra la barca si vede il fondale, si vedono i pesci, la vita che contiene… I tramonti sul lago sono qualcosa di meraviglioso…è circondato da montagne e quando cala il sole è tutto rosso, è un panorama meraviglioso.

L’incidente

“Ho fatto un incidente con una moto, ho azzardato un sorpasso e una macchina mi ha girato davanti e mi è caduta sopra la moto…ho rotto il femore e da lì ci sono state delle complicazioni e alla fine ho perso l’arto…”

Fabrizio Aprile e la canoa polinesiana

“La canoa l’ho conosciuta grazie ad un amico Andrea Testa che faceva paracanoa e conosceva tutti i circoli della zona – prosegue Fabrizio Aprile – e mi ha indirizzato verso il Dragolago, un circolo situato nei pressi di Vigna di Valle, dove ho conosciuto Lucio Malgeri, il presidente, e Francesco Mazzacane che è diventato il mio allenatore. La canoa polinesiana è stata la prima barca dove Franky mi ha fatto sedere; è una barca che ti permette sia di farti una passeggiata che affrontare onde notevoli. Ha uno scafo simile a quello della canoa classica e in più ha due bracci con un bilanciere laterale. Normalmente le canoe da mare il bilanciere lo hanno a sinistra, mentre in quelle olimpiche, da acqua piatta, hai la possibilità di metterle sia a sinistra che a destra, dipende dall’atleta…”

I Mondiali

“L’agonismo l’abbiamo scoperto per caso, perché quando ho cominciato ad allenarmi Francesco ha visto in me un potenziale e quindi mi ha proposto di vedere fino a dove potevo arrivare. Io non gli ho messo paletti, l’ho lasciato andare per vedere anche dove potevo arrivare io. La richiesta mia è stata di non far diventare la canoa un ulteriore peso per la mia vita, già ne avevo abbastanza. Mi serviva come punto di sfogo e dovevo farla rimanere come tale. Partecipare ad un mondiale significa vedere persone che stano li da molto tempo, che dedicano tutta la loro vita a questo sport, che vedono la canoa come un idolo…è molto bello vedere come si approcciano, come si allenano, come vivono la giornata…”

Divertirsi in sicurezza

“Al centro del lago non bisogna mai perdere la concentrazione, perché comunque il lago per quanto bello sia è anche molto pericoloso. Se non si perde la concentrazione ti diverti molto, non rischi e riesci a sfruttare la vera bellezza della canoa e del lago…poi  – conclude Fabrizio Aprile – se c’è un pò di vento e qualche onda ci si diverte ancora di più…”