NUOTO PARALIMPICO: LE REGOLE

Il tecnico della nazionale italiana di nuoto paralimpico, Enzo Allocco, spiega le caratteristiche di questa disciplina.

Chi può praticare il nuoto paralimpico – Il nuoto paralimpico può essere praticato da tutte quelle persone che hanno una limitazione rispetto ai normodotati

FINP – Dal 25 settembre del 2010 la FINP, Federazione Italiana di nuoto Paralimpico ha preso in mano la gestione e lorganizzazione di tutto il movimento; la FINP in particolare si occupa delle disabilità fisiche e sensoriali, mentre per le disabilità intelletive e relazionali esiste un´altra Federazione.

Le gare – Sono divise in base alle potenzialità residue degli atleti, al grado di difficoltà e di disabilità.

Le Classi – Gli atleti vengono così suddivisi in classi per poter dare coerenza, omogeneità e spettacolarità alle gare. Inizialmente le classi vengono identificate attraverso una visita medica di classificazione; gli atleti vengono sottoposti a dei test, sia a secco che in acqua, ai quali viene poi assegnato un punteggio al quale poi corrisponde una classe di appartenenza. La categoria invece è riferita all´anno di nascita dell´atleta.

 

Le società sportive – Un ragazzo che vuole fare nuoto comincia prima con l´ambientamento nella sua società per poi procedere agli step successivi in base agli obiettivi che vengono stabiliti. Il sacrificio è proporzionale all´obiettivo che si vuole raggiungere. Le società presenti sul territorio non sono tante come quelle per i normodotati.

Differenze con il nuoto dei normodotati – Una differenza è quella dell´adeguamento della teoria in ogni singola disciplina rispetto a quelle che sono le potenzialità residue che ogni atleta può avere.

Il nuoto permette anche a coloro che hanno difficoltà di movimento di poter recuperare in acqua quella mobilità articolare che non possono avere stando, per esempio, seduti sulla carrozzina. In acqua quindi si può raggiungere un´incredibile grado di libertà.

I risultati – Il movimento paralimpico è cresciuto molto dal 2004 ad oggi. Oggi possiamo vedere una nazionale ricca di giovani, possiamo addirittura parlare di una nazionale maggiore e di una nazionale giovanile. Ormai sono tanti i giovani che si avvicinano al nuoto non solo per la riabilitazione ma anche per svolgere una vera e propria attività agonistica.