Spina bifida corretta in utero: nato il primo bimbo in Europa

Dopo aver subito un intervento di correzione di micro-neurochirurgia della spina bifida durante la 22esima settimana di gravidanza, un bambino è nato all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Si tratta del primo caso di spina bifida corretta in utero in tutta Europa, un primato italiano che ha visto la collaborazione di Fabio Andrioli Peralta, autorevole ostetrico ginecologo esperto in chirurgia fetale di San Paolo (Brasile), il quale ha utilizzato questa tecnica su oltre 200 pazienti.

Cos’è la spina bifida

Spina bifida è il termine usato per definire un difetto genetico della colonna vertebrale (rachide), dovuto dalla mancata saldatura degli archi vertebrali. La spina bifida è probabilmente la più comune malformazione del sistema nervoso periferico, che nel nostro Paese colpisce circa 5 bambini ogni 10.000 nati.

Spina bifida corretta in utero: primato italiano

Nell’ottobre 2018, il bimbo è stato sottoposto a un intervento chirurgico di spina bifida corretta in utero. In pratica, un’equipe multidisciplinare coordinata dal dott. Massimo Candiani, primario di Ginecologia e Ostetricia, e dal dott. Pietro Mortini, primario di Neurochirurgia, ha riparato il difetto dorsale congenito nel bambino entrando direttamente nel sacco amniotico con una piccola incisione nell’utero. In questo modo, gli specialisti hanno potuto realizzare una correzione totale della malformazione congenita con strumenti di micro-neurochirurgia, ricostruendo le strutture anatomiche malformate. Successivamente, nel gennaio 2019, il bambino è nato alla 35esima settimana gestazionale compiuta con taglio cesareo, e ora sarà monitorato da un team multidisciplinare del San Raffaele.

Il dott. Candiani: “Nuova speranza per le donne in gravidanza”

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Si tratta di un primato europeo di tutto rispetto, ottenuto “dalla combinazione di tre elementi: il ridotto trauma uterino derivante dalla piccola incisione, la correzione definitiva del difetto mediante tecnica microneurochirurgica e l’epoca gestazionale precoce”, come affermato dal dott. Candiani. Un risultato che “offre alle donne in gravidanza, che ricevono una diagnosi di spina bifida fetale, nuove speranze e opportunità terapeutiche”.

Gli fa eco il collega dott. Mortini: “La tecnica micro-neurochirurgica utilizzata mette in luce che i bambini con spina bifida operati in utero hanno una prognosi migliore dopo la nascita e maggiori possibilità di recupero rispetto a quelli operati da neonati perché dopo l’intervento di correzione completa del difetto, causato dalla chiusura incompleta di una o più vertebre, il processo di riparazione prosegue nelle settimane successive di gravidanza e porta verso la normalità le strutture e le funzioni neurologiche del bambino”.