Morbo di Parkinson e scrittura a mano

Prevenire il Parkinson osservando la scrittura

Secondo una ricerca da parte di ricercatori israeliani dell’Università di Haifa e del Rambam Hospital, i cambiamenti nella scrittura, a causa del Parkinson, sono individuabili anni prima di arrivare al punto in cui viene diagnosticato clinicamente. Osservando la scrittura a mano libera, è dunque possibili effettuare una diagnosi precoce di Parkinson.

“Identificare i cambiamenti nella scrittura a mano potrebbe portare a una diagnosi precoce della malattia – racconta Sara Rosenblum ricercatrice dell’Università di Haifa –  e, quindi, a effettuare interventi a livello neurologico in un momento critico”. Gli studi però dimostrano che non ci sono differenze distintive tra la scrittura di pazienti affetti da Parkinson e con quelle di persone che non lo sono. La maggior parte degli studi effettuati fin ora si sono concentrati sulle capacità motorie della scrittura a mano libera, come far disegnare una spirale, in questo modo non è rilevabile da degli aspetti cognitivi della scrittura stessa, come la firma o la compilazione dei campi dell’indirizzo di residenza.

 L’esperimento

 Il team di studiosi israeliano ha preso e confrontato la scrittura di venti persone sane e di venti affette dal Parkinson ai primi stadi  e tutti quanti con lo stesso livello di studio. Hanno notato che i pazienti affetti dal morbo tendono ad esercitare meno pressione nella scrittura, tendono a scrivere più piccolo e in modo più lento.

“Questa scoperta è particolarmente importante perché, mentre il paziente tiene la penna in aria, la sua mente sta progettando la prossima azione nel processo di scrittura e la necessità di più tempo riflette la ridotta capacità cognitiva del soggetto. – spiega la Rosenblum – Cambiamenti nella scrittura a mano si possono verificare anni prima di una diagnosi clinica, e quindi possono essere un segnale precoce della malattia si avvicina.”

Da questo esperimento è emerso che, tranne per un caso, la diagnosi precoce di Parkinson è risultata esatta in tutti i pazienti, registrando un 97,5% di accuratezza. Lo studio è stato successivamente pubblicato sulla rivista “European Neurological Society” ed è stato presentato in occasione del congresso internazionale sulla malattia del Parkinson, svoltosi a Sidney in Australia.

Informazioni utili: 

Vuoi saperne di più sul Parkinson? Consulta il nostro articolo al link

https://www.abilitychannel.tv/6446/blog-science/morbo-di-parkinson/

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