Martina Caironi: “Ora voglio solo tornare a gareggiare”

Martina Caironi potrà tornare a praticare attività agonistica dal 9 marzo 2020, in vista della Paralimpiadi di Tokyo 2020. Lo ha deciso la Seconda Sezione del Tribunale Antidoping. Si archivia così una storia abbastanza complessa per la portabandiera italiana di Rio 2016. L’instanza della Procura Nazionale Antidoping, infatti, aveva riconosciuto la non intenzionalità dell’atleta paralimpica e la necessità terapeutica per l’uso di una pomata per curare un’ulcera al moncone della gamba amputata. Quella stessa pomata che, fino a qualche settimana fa, aveva piazzato Martina Caironi al centro delle cronache.

Martina Caironi: “Fatta luce su quanto accaduto, ora sono contenta”

Insomma, la parentesi volge al termine. La squalifica di Martina Caironi è stata ridimensionata da 12 a 4 mesi. Condonati 8 mesi. Il prossimo marzo, quindi, la giovane campionessa paralimpica potrà tornare sul campo. A seguito della decisione del Tribunale, abbiamo contattato Martina Caironi per conoscere il suo stato d’animo e sapere come sta programmando i futuri impegni internazionali.

Ti aspettavi questa svolta giudiziaria?

“Fin da subito ho sperato che si riuscisse a far luce su quanto era accaduto, e a ottenere una decisione giusta dal punto di vista morale. Chiaramente ho poi scoperto esserci un regolamento molto rigido, nonostante dimostri le attenuanti varie, la non intenzionalità e il fatto che non era effettivamente doping. E infatti io 4 mesi li ho presi. Potevano essere di più, quindi sono contenta, perché almeno così è salvo l’anno più importante del quadriennio. Mi sono già messa sotto con gli allenamenti”.

A proposito di allenamenti, come l’atleta Martina Caironi è tornata ad affrontare il proprio sport? Hai avuto momenti in cui ti sei sentita sconsolata?

“Di base non potevo allenarmi nei campi, il regolamento mi ha escluso dal mondo che io frequentavo. Non bastasse quello, tra fine dicembre 2019 e inizio gennaio 2020, ho avuto un’infezione alla mia solita ferita, e sono stata circa 20 giorni con le stampelle. Non ho potuto fisicamente fare nulla, neanche andare in piscina. A livello emotivo non c’era la stessa voglia e motivazione che ho adesso. Allenarsi costa fatica. Se già c’è una fatica emotiva, devi pescare un po’ più a fondo nelle forze che hai, anche solo per alzarti dal letto perché senti di vivere un incubo, come se ti avessero fatto un torto”.

Dopo lo scoppio della notizia, hai avuto casi di malelingue?

“Nei primi giorni non ho proprio aperto i social, alla fine è da lì che arrivano le malelingue. Le persone che ti conoscono, semmai, sono preoccupate per te. Anche quelle con cui mi sono avvicinata a Bologna o a Bergamo sono state dalla mia parte. Alla fine, anche sui social ho visto grande solidarietà. Giusto un paio di ignoranti, che ignorano proprio [ride, ndr], ha sparato qualche bomba. Sarà interessante vedere come andrà nei prossimi giorni, a seguito di una notizia vera per metà. Il primo giorno non abbiamo fatto in tempo a far uscire un nostro comunicato che già titolavano ‘Martina Caironi positiva al doping’. Qualcuno è rimasto a quello, la tendenza è anche quella di non andare a fondo delle notizie. Consapevole di ciò, non sono preoccupata a livello personale, semmai a rischiare è la mia immagine”.

Questa storia volge al termine, ora devi riprendere il tuo percorso atletico. Hai già un piano?

“Sto rifacendo la protesi da cammino e sto vedendo quella da corsa. Essendo calato il moncone, è sempre così: tempo che mi autorizzano l’acquisto, e magari il moncone è ritornato all’altezza giusta. Adesso il difficile è riuscire a risolvere questa cosa, i tempi sono lunghi. Dall’altro lato, ho preparato un programma di allenamento a Bologna che prevede alcune settimane di esercizio soft, con una ripresa graduale del tono muscolare per evitare infortuni. Poi, piano piano, sto riprendendo le attività che avevo sospeso in questi 3 mesi, che sono sembrati parecchi. Adesso l’importante è focalizzarsi su Tokyo 2020, mancano davvero pochi mesi. A maggio iniziano anche altre gare importanti, non credo sarò pronta del tutto, ma voglio comunque tornare a gareggiare. Già mi è mancato il Mondiale, adesso voglio rientrare in stagione il prima possibile”.

L’obiettivo quindi è andare sul podio di Tokyo.

“Sì, mi piacerebbe anche andare prima in Giappone, perché ho ricevuto un invito ai campionati nazionali. Vediamo se coinciderà con il programma che mi sono fatta. Sarebbe un’ottima occasione per riprendermi un po’ tutto ciò che in questi mesi avevo paura di perdere. È stata tosta anche per questo, la scelta di smettere non partiva da me, ma da un errore”.

Angelo Andrea Vegliante
Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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