Alunni disabili e diritto allo studio: l’integrazione scolastica

Andare a scuola è un diritto di TUTTI: gli alunni disabili devono essere integrati in ambito scolastico e non possono essere “indirizzati” in scuole “speciali”. Ma come aiutarli ad inserirsi nella classe?

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Alunni disabili, il diritto allo studio

In Italia il diritto allo studio è a tutti gli effetti un diritto soggettivo che non può essere “compresso” per ragioni di bilancio, come dimostrato da una collaudata prassi giurisprudenziale. Eppure non sempre le cose funzionano a dovere e, all’inizio di ogni anno scolastico, sono ancora troppi i genitori degli alunni disabili che devono lottare per ottenere un adeguato numero di ore di sostegno, l’assistenza generica e/o specialistica, il trasporto gratuito a scuola, i supporti didattici adeguati, e numerosi altri servizi indispensabili per rendere la scuola accessibile a tutti.

Integrazione scolastica degli alunni disabili, il sostegno socio assistenziale scolastico

integrazione scolasticaIl sostegno socio assistenziale scolastico provvede a fornire alle scuole di ogni ordine e grado l’assistenza necessaria all’autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con handicap fisici, psichici e sensoriali. I bambini con disabilità sono seguiti da personale specializzato composto da dipendenti del Comune e di Cooperativa.

L’ integrazione scolastica del bambino disabile comprende una serie di attività volte al raggiungimento di obiettivi, quali:

  • soddisfare i bisogni primari dell’alunno in situazioni di handicap;
  • garantire in ambiente intra ed extra scolastico i servizi connessi alle esigenze di mobilità legate ai percorsi didattici;
  • operare in collaborazione con il personale della scuola per garantire un regolare svolgimento delle attività previste dal programma scolastico.

A fare la differenza è inoltre il coinvolgimento delle famiglie nel processo educativo degli alunni disabili.

A chi presentare la domanda?

La scuola deve inoltrare  la domanda di sostegno all’Area Servizi Sociali e Sanitari riservata alle Persone Disabili che provvederà poi a soddisfare la richiesta. Un’apposita commissione, denominata Equipe Territoriale Multidisciplinare, valuterà la necessità di sostegno scolastico individuale, per ciascun alunno.

 

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L’importanza dell’educazione scolastica

Affinché il processo di integrazione abbia dei risultati solidi ed evidenti, è importante che l’intera classe nella quale il bambino disabile è inserito sia adeguatamente preparata ed educata. 

Uno studio condotto presso l’Università di Tolosa, ha valutato l’atteggiamento in ambiente scolastico degli adolescenti nei confronti di compagni di scuola con disabilità. Nel corso di un biennio, sono stati coinvolti gli studenti di dodici scuole secondarie della città francese, alcune strutturate con una totale integrazione, altre con classi speciali per i ragazzi disabili con la condivisione solo parziale dell’orario scolastico. Di ciascuno studente sono stati raccolti dati relativi alle caratteristiche personali, alla qualità della vita, al grado di informazione e alla consapevolezza sulle condizioni di disabilità. E’ stato utilizzato il questionario CATCH (Chedoke-McMaster Attitudes Towards with Handicaps), in grado di esplorare l’atteggiamento nei confronti della disabilità e che fornisce un punteggio complessivo e tre punteggi parziali legati al profilo affettivo, comportamentale e cognitivo.

Dall’analisi dei risultati del questionario sono emersi alcuni dei fattori che predispongono il bambino ad un atteggiamento disponibile nei confronti di un compagno disabile:

  • l’appartenenza al sesso femminile;
  • una buona qualità di vita;
  • l’amicizia con un coetaneo disabile;
  • un’esperienza di disabilità in famiglia
  • un adeguato livello di informazione sulla disabilità da parte della scuola e della famiglia stessa.

L’atteggiamento degli adolescenti nei confronti dei compagni di scuola con disabilità dipende sia da fattori individuali, derivanti dalla sensibilità, dalla cultura e dall’esperienza personale, sia da fattori ambientali, influenzati dal livello di integrazione scolastica e che sono in buona parte modificabili.

La socializzazione del bambino affetto da disabilità, sia all’interno che all’esterno dell’ambiente scolastico, è di fondamentale importanza nel motivare, orientare e sostenere l’apprendimento e le relazioni. In questo senso risulta fondamentale una continuità tra funzione genitoriale e scolastica, così da garantire un’alleanza e una complementarietà che diano maggiori possibilità di sviluppo delle potenzialità di tutti.