Emoji sulla disabilità, in arrivo (forse) a metà luglio

Manca veramente poco all’arrivo delle prime emoji sulla disabilità della storia. A darne l’annuncio è Unicode, l’ente responsabile nella definizione delle faccine più utilizzate al mondo su smartphone, tablet, social network e via discorrendo. Già all’inizio dell’anno l’idea era stata avanzata a livello internazionale, tuttavia ora siamo al rush finale. Le emojii sulla disabilità, infatti, fanno parte di un insieme di 230 nuove emoji che potrebbero essere rese disponibili subito dopo la metà di luglio 2019.

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Quali sono le emoji sulla disabilità?

Il condizionale sulla data d’uscita è d’obbligo, meno riguardo alle nuove emoji sulla disabilità. Il Consorzio Unicode, infatti, ha già rilasciato l’anteprima dei nuovi simboli che andranno a rappresentare la diversità. Tutte queste fanno parte dell’aggiornamento Emoji 12.0, che comprende 59 emoji distinte tra loro e 75 sulle variazioni di genere, per un totale di 230 calcolando anche le variazioni del tono della pelle. Per quanto riguarda la disabilità, saranno pubblicate le più disparate: dal cane guida alla gamba in carbonio, dalla persona sorda alla persona su carrozzina elettrica, dall’apparecchio acustico fino al bastone per non vedenti. Insomma, la rivoluzione sociale passa anche attraverso l’inclusione ‘emojinazzata’ della disabilità.

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Di chi è stata l’idea?

La proposta delle emoji sulla disabilità arriva dalla società Apple. La casa di Cupertino, infatti, intorno alla fine del marzo scorso, avanzò il suggerimento di includere ben 13 simboli dedicati al mondo dei disabili. La prima, invece, a realizzare qualcosa nel concreto è stata Emojipedia, che recentemente ha anche diffuso un video con tutte le novità dell’aggiornamento Emoji 12.0.

Un’evoluzione ‘social’ d’impatto sociale

L’entrata in campo delle emoji sulla disabilità apre le porte, ancora una volta, al tema dell’integrazione. Un argomento che, purtroppo, è spesso dimenticato dall’opinione pubblica, la quale potrebbe raccogliere la sfida di miglioramento sociale. Intanto, l’Unicode afferra le redini dell’iniziativa, e porta a uno step successivo l’evoluzione sociale: riconoscere la diversità come parte integrante di un gruppo collettivo. In estrema sintesi, l’obiettivo di tale progetto punta a sottolineare l’esistenza della diversità (disabilità e non solo) degli individui, i cui tratti andrebbero rispettati e non demonizzati.

Fonte seconda immagine: corriere.it