Disability manager, un professionista esperto di disabilità

DISABILITY MANAGER

Chi è un disability manager? Un medico, un avvocato, un architetto, un assistente sociale che lavora in grandi società ed aziende pubbliche e private per favorire l’accessibilità.
In Italia sono già in 150 a far parte di SIDiMa, la Società Italiana Disability Manager.

Chi è il Disability manager

I Disability Manager non sono altro che professionisti nel campo della disabilità che hanno il compito di trovare soluzioni che favoriscano l’autonomia della persona disabile nelle varie sfere delle vita. Supportando il disabile e la sua famiglia, il lavoro del disability manager parte dal bisogno della persona ed arriva a costruire intorno ad essa una rete di servizi attivi sul territorio con lo scopo di renderli facilmente fruibili.
L’obiettivo è quello di favorire l’accessibilità urbanistica, il coordinamento socio-sanitario, l’inclusione scolastica e lavorativa ed il turismo attraverso un approccio trasversale che prevede non solo la “gestione” della persona ma anche dell’ambiente in cui essa vive, che deve essere strutturato in base alle esigenze specifiche della persona stessa.

accessibileUn ruolo importante, quello del Disability manager, che dovrebbe avere l’autorevolezza di poter agire all’interno della realtà in cui opera modificando non solo la struttura architettonica, ma anche la rete relazionale: solo in questo modo è possibile favorire e garantire una piena inclusione della persona disabile in ambito lavorativo.
Una figura operativa, attiva e reattiva, che sia l’interfaccia dell’azienda con tutti i servizi.

Formazione e profilo professionale

bg-architetturaPiù che una professione, quella del Disability manager è una competenza da aggiungere ad una professionalità già esistente; per questo motivo il ruolo del D.M. può cambiare molto anche in base ai vari contesti lavorativi (enti locali, aziende, ospedali).
Il titolo si ottiene attraverso un corso di perfezionamento presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica Sacro Cuore, centro dell’Ateneo di Bioetica di Milano, in collaborazione con l’Istituto neurologico Besta.
Sebbene siano presenti in Italia altre iniziative formative del genere, come quelle avviate dalle università di Padova e Napoli, sembra che per l’anno accademico 2016/2017 il corso non sarà attivato.
Ad ogni modo, anche la Società Italiana Disability Manager, organizza e promuove corsi formativi di questo tipo.

libro-biancoLa figura del Disability manager è stata introdotta in Italia nel 2009 con il “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana” a cura del tavolo Tecnico istituito tra Comune di Parma e Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche Sociali.
Ad oggi il profilo professionale dei Disability Manager non è ancora stato definito con precisione in alcuna normativa, né esiste un apposito Albo professionale ma, secondo il Libro bianco, il Disability manager deve impegnarsi a:

  • promuovere presso le singole componenti dell’Amministrazione comunale un’attenzione peculiare alle persone con disabilità;
  • segnalare tempestivamente ai responsabili degli uffici eventuali iniziative e
    azioni che possano porsi in contrasto con gli enunciati della Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità;
  • evidenziare possibili linee-guida di intervento al fine di promuovere i diritti delle persone con disabilità;
    prevedere una segnaletica adeguata per l’accesso alle sedi dei servizi, definendo contrasti cromatici, colori e simbologia omogenea in modo da essere più facilmente identificabili, sia alle persone con disabilità sensoriali che psicofisiche, oltre che agli anziani;
  • verificare l’effettiva accessibilità delle strutture comunali in collaborazione con i diversi servizi, individuando le situazioni di difficoltà al fine del loro superamento.

La storia

A livello globale, l’approccio al Disability Management nasce alla fine degli anni ’80 all’interno di diverse discipline e si diffonde solo in alcuni Paesi quali il Canada, gli USA e nel Nord Europa, mentre in altri come la Cina, il Giappone e la Francia è stato preso in considerazione solo di recente.

rodolfo dalla moraIn Italia, la figura del D.M. Nasce nel 2009 quando il Tavolo Tecnico istituito tra il Comune di Parma e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha deciso di introdurla ufficialmente nel Libro Bianco su Accessibilità e Mobilità Urbana firmato dall’allora ministro delle Politiche sociali Maurizio Sacconi.
L’anno seguente ha avuto inizio il primo Corso di Perfezionamento post-laurea per Disability manager organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, mentre nel 2011 è nata S.I.Di.Ma, la Società Italiana Disability Manager fondata dai primi Disability manager italiani, tra cui Rodolfo Dalla Mora.

Sbocchi professionali

La decisione di assumere un Disability manager nei vari ambiti amministrativi, istituzionali, e nelle diverse strutture socio-sanitarie sia pubbliche che private è ancora discrezionale, ma le prospettive lavorative in questo settore sono in continua crescita. Assumere un D.M. infatti comporta una serie di vantaggi anche a livello organizzativo dell’azienda, con una migliore razionalizzazione delle risorse disponibili sul territorio ed un conseguente risparmio economico.

Forse è arrivato il momento di iniziare a vedere la disabilità come un’occasione di investimento.  E perché no, anche di natura economica.