Sessualità Disabili: Fisica e Mentale

Sessualità disabili, a rimetterci sono sempre questi clienti perchè l’offerta è clandestina, la concorrenza è sleale, i prezzi alle stelle e il mercato fuori controllo. 

Sessualità disabili fisica e mentale, è il sesso di serie B, quello di persone sole e deboli, impreparate ed impotenti a colmare i vuoti, se non pagando. Come se il sesso bastasse a rimpiazzare l’amore e a restituire la persona che eri prima dell’incidente o della malattia. Un sesso vissuto tra vergogna e rimorso, pudore e paura, ignoranza e pregiudizi.

Sessualità disabili

Sessualità Disabili Fisica E Mentale, I Problemi Sessuali

Nella sessualità disabili i disabili non sono angeli senza sesso e senza età, non sono eterni bambini che passano dall’infanzia alla vecchiaia, senza relazioni nè vita sociale. Le persone con disabilità intellettiva s’innamorano e desiderano costruire legami affettivi. Eppure le loro espressioni sono temute, non riconosciute e addirittura negate.

Il primo errore sulla sessualità disabili lo fanno i normodotati, i genitori, gli amici e talvolta anche gli operatori.

Quando invece si parla di sessualità disabili fisico-motori, l’errore più frequente è pensare che basti abbattere barriere architettoniche per ritornare a una vita normale.

Devono ridisegnare la loro vita, accettarsi nella nuova dimensione, combattere la fascinazione del normodotato, dimenticarsi l’esistenza che avevano progettato prima e pensarne un’altra dove tutto ha sfumature differenti. Anche nella sessualità disabili bisogna imparare l’affettività, giocare con l’amore, vivere una sessualità sostenibile: non è un problema da risolvere, ma un piacere di cui godere.

Sessualità disabili

Sessualità Disabili Fisica E Mentale, Le Differenze

Nella sessualità disabili spesso si parla di disabilità in maniera omnicomprensiva e questo costituisce un grave errore metodologico. La disabilità è un cappello enorme, all’interno del quale esistono tutta una serie di variabili e di mondi.

Una prima distinzione che va fatta nella sessualità disabili è sicuramente tra disabilità fisica e mentale, perchè queste due diverse tipologie comportano problematiche del tutto diverse.

Nel caso del disabile fisico siamo siamo di fronte ad una “incapacità di fare”, mentre nel caso del disabile mentale si tratta di una “incapacità nella responsabilità di fare”. E’ chiaro che dentro questi due grandi gruppi ci sono tante altre distinzioni da fare in ragione del grado di disabilità. Ci sono tutta una serie di sottocategorie e disagi e ciascuno di essi interferisce in maniera diversa nell’ambito della sessualità disabili nel suo insieme.

Sessualità disabili

Sessualità Disabili La Dimensione Sessuale

Nell’immaginario collettivo la sessualità è vista come prerogativa dell’adulto bello, sano, affermato socialmente, mentre è invece tendenzialmente negata per tutti quei soggetti che non rispondono a questi requisiti, come ad esempio i bambini, gli anziani. Queste persone vivono male la loro sessualità disabili, sentono l’impossibilità di essere attraenti perchè il corpo è invece associato a qualcosa di negativo, che non si vuole mostrare. Tutto questo fa sì che si sentano meno eroticamente eccitanti. Spesso nelle persone con disabilità la dimensione della sessualità non è legittimata, o addirittura è completamente negata.

Come aiuto per la sessualità disabili abbiamo a disposizione due modelli di lavoro: il modello medico e il modello sociale. Il primo lavora sul singolo individuo portatore di disabilità, aiutandolo a raggiungere la migliore autonomia possibile, il secondo si basa su un approccio che interpreta la disabilità come un prodotto sociale, per cui pone l’accento su come abbattere la condizione di svantaggio superando così la disabilità.

Sessualità disabili

Sessualità Disabili Fisica E Mentale, L’Identità Sessuale

In generale alla sessualità disabili non viene garantita una giusta informazione ed educazione. Nelle famiglie c’è grande difficoltà nell’affrontare il discorso sulla sessualità disabili perchè nell’immaginario collettivo i disabili vengono visti come eterni bambini, quasi asessuati.

Non si pensa che queste persone possano avere una propria individualità e autonomia. Per i disabili è più difficile avere accesso alle informazioni che riguardano la sessualità. In questo senso per le donne disabili la situazione è più complicata. Si pensa che una donna possa prescindere dall’appagamento sessuale, viceversa per l’uomo è maggiormente riconosciuta la possibilità dell’istinto e delle pulsioni sessuali.

In presenza di un disagio possono verificarsi reazioni molteplici: si può avere un atteggiamento di fuga, un atteggiamento di attacco o un atteggiamento di ritiro per cui la sessualità disabili viene vissuta come dimensione solitaria, da non rappresentare all’esterno.

Indubbiamente il contesto culturale ha un impatto molto forte e determinante nella percezione della sessualità disabili e la nostra identità dipende sicuramente dall’ambiente in cui siamo inseriti e dal feedback che riceviamo dall’esterno. Questo discorso vale anche per la sessualità. E’ molto importante che non sia negata la possibilità di confronto, che non siano ostacolate le occasioni per relazionarsi con l’altro sesso.

Sessualità disabili

Sessualità Disabili Fisica E Mentale, Le Famiglie

Nel campo della sessualità disabili spesso le famiglie non sanno come gestire i bisogni sessuali dei figli disabili, soprattutto nel periodo critico dell’adolescenza. Spesso non sono preparate e hanno paura di affrontare il tema della sessualità. La sessualità è invece un comportamento appreso e come tale va insegnato. E’ ovvio che per affrontare il discorso della sessualità disabili con una persona con disabilità psichica ci sono degli strumenti più appropriati rispetto ad altri, ma non bisogna certo non riconoscerla e non spiegarla.

E’ da pochi anni che i ragazzi disabili vengono inseriti nelle classi con i compagni normodotati, prima si parlava di “classi speciali” e questo ha determinato un ulteriore depauperamento delle informazioni e delle occasioni di confronto.

Di fronte alle manifestazioni di tipo sessuale dei ragazzi disabili, un atteggiamento abbastanza diffuso degli operatori era o di indifferenza o di repressione. In questo caso purtroppo non è prevista una situazione che contempli un’educazione sessuale nella disabilità a livello istituzionale.

Ci dovrebbe essere un’educazione alla sessualità disabili che coinvolge tutta la rete che si relaziona con i disabili, a partire dalla scuola e dalla famiglia.

Sessualità disabili

Sessualità Disabili Fisica E Mentale, I Limiti Funzionali

Andrebbe fatto un discorso a sè per ogni tipo di disabilità fisica. Alcuni deficit organici possono comportare delle alterazioni nella sessualità disabili come, per esempio al processo di erezione o di eccitazione. Nel caso di una donna questo potrebbe generare una difficoltà nella lubrificazione e, di conseguenza, ridurre la possibilità di raggiungere l’orgasmo. Nel caso di un uomo, al contrario, si potrebbe verificare una disfunzione erettile.

Pur nella sua complessità il processo di eccitazione avviene secondo un meccanismo abbastanza semplice: ci sono degli stimoli tattili che riguardano gli organi genitali che, attraverso l’arcoriflesso, risalgono al cervello che a sua volta li rielabora come situazioni eccitanti (si entra nella fase del desiderio) e poi li ritrasmette agli organi genitali. Se in questa comunicazione c’è un trauma è inevitabile che essa si interrompa. Può essere che nella sessualità disabili la lesione non sia così estesa da interrompere totalmente la comunicazione, ma può alterarla. Comunque esistono dei rimedi che, anche in caso di difficoltà di lubrificazione o di erezione, si possano avere rapporti sessuali soddisfacenti.

Nel tema della sessualità disabili tutto dipende dal tipo e dal grado di disabilità e dal momento in cui si verifica, come nascita, adolescenza, prima o dopo il rapporto di coppia.

Anche per la disabilità psichica è opportuno distinguere se si tratta di disagio lieve o grave. Vanno semplicemente cambiati gli strumenti educativi. Tanto più grave è la disabilità, tanto più gli strumenti saranno elementari. Deve essere abbattuto il concetto che la sessualità non vada insegnata.

Nella sessualità disabili bisogna abbattere la credenza diffusa secondo la quale la dimensione sessuale nei disabili è considerata secondaria rispetto ad altri aspetti, come l’integrazione sociale e l’inserimento lavorativo. E’ fondamentale passare l’informazione che diventa così formazione, in modo da poter arrivare a contemplare ed accettare le diverse forme di sessualità possibili.

 

 

Spostare l’ottica attraverso cui guardare il tema della sessualità disabili fisica e mentale è uno dei passaggi fondamentali per parlare di sessualità e disabilità, partendo dalla propria rappresentazione, dai propri valori e sentimenti in qualità di persone che comunque convivono con la propria soggettiva strutturazione delle numerose componenti che la sessualità racchiude.