Protesi 3D: l’ultimo prodigio della tecnologia

Ogni giorno la tecnologia mette a disposizione del mondo della sanità e della salute nuovi straordinari strumenti di lavoro. Fanno sempre più notizia i risultati che si ottengono attraverso tecniche di riproduzione, con stampanti a 3 dimensioni, di alcune parti del corpo umano.

Nate per riprodurre piccole cose, giocattoli od oggetti, la stampa in 3D si sta rivelando sempre più come un eccezionale strumento utilizzato nelle varie specialità della chirurgia e delle protesi. Sembra fantascienza eppure questa nuova tecnologia è in grado di riprodurre, con i più diversi materiali, ossa , mandibole, parti del cranio, dell’apparato uditivo, ecc.

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L’ultima edizione di EXPOSANITA a BolognaFiere, ha dedicato un particolare spazio a questi nuovi metodi di riproduzione in 3D. Un recente report pubblicato da una nota rivista scientifica informa come negli USA un cardiochirurgo ha utilizzato con successo questa metodologia per riprodurre, con tessuti particolari, alcune parti del cuore di un giovane, salvandolo da morte sicura. Certo sono i primi casi, ma si comincia sempre così, e la ricerca può fare passi avanti. Così come a persone traumatizzate in varie parti del corpo, sono state installate nuove ossa dell’apparato motorio, mandibole o alcune parti del cranio fratturate , perfettamente riprodotte con questi innovativi strumenti. Così come in Ungheria con questa tecnica è stato riprodotto un esoscheletro, stampato in 3D, che consente di camminare ad un paraplegico. Alla Cornell University nello stato di New York, il prof. Borassan del dipartimento di ingegneria Biomedica, ha utilizzato una stampante 3D per ricreare un lobo dell’ orecchio di un paziente ferito. La Wake Forest Institute in North Carolina è stata la prima a trapiantare vesciche prodotte in laboratorio con questa tecnica. La stampa 3D può consentire di produrre una protesi dell’anca perfettamente uguale a quella malata, in un’unica soluzione, compresa la parte sferica che si inserisce nella cavità articolare.

La flessibilità dei materiali che vengono usati consente la realizzazione di tessuti simili e compatibili a quelli umani, innesti di ossa di vario tipo, in quella che viene chiamata medicina rigenerativa. Il Campus della Washington State University o lo Youngstown nello stato dell’Ohio, insieme a tanti altri istituti di ricerca, sono diventati il motore di questa nuova tecnologia con prospettive di sviluppo inimmaginabili. I ricercatori e gli scienziati stanno studiando la possibilità di produrre, oltre a tessuti, anche vasi sanguigni, condutture nervose attraverso lo sviluppo dell’ingegneria molecolare, della biologia cellulare utilizzando la sofisticata tecnica delle bio-stampanti. Si è aperta una nuova frontiera per il mondo della sanità e della chirurgia ricostruttiva di cui non si riescono ad immaginare confini ed applicazioni. Ability Channel seguirà con attenzione gli sviluppi di queste straordinarie ricerche con particolare riguardo a quelle utili alle tante forme di disabilità.

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Redazione - Ability Channel
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