Dopo l’incidente Lola sfida El Capitan

Dopo essere precipitata da una parete in Trentino nel 2015, la sua colonna vertebrale si spezza e cambiano le cose…ma avendo una vita che va a mille, Eleonora Delnevo, detta Lola, in autunno tenterà una scalata estrema per conquistare la vetta californiana El Capitan!

L’incidente in montagna di Eleonora Delnevo

Eleonora DelnevoEleonora Delnevo ha 35 anni, è un’alpinista bergamasca e poco più di un anno fa, in Trentino, è stata trascinata a terra, insieme ad altri due compagni, perchè un blocco di roccia e ghiaccio si è staccato dalla parete di una cascata ghiacciata che stavano scalando. Questo incidente le ha spezzato la colonna vertebrale cambiandole la vita o forse no visto la sua voglia di fare che neppure la carrozzina ha fermato!

Lo sport e la sfida

Lola pratica kayak e pallacanestro in carrozzina con la SBS di Bergamo, ma ovviamente, la montagna la aspetta con questa nuova sfida: una delle pareti di roccia più famose del pianeta, El Capitan, nel parco californiano di Yosemite. Uno dei suoi compagni di arrampicata, Diego Pezzoli, le propone questa idea da sogno: un monolite di granito alto 2.300 metri, con pareti verticali che ne fanno una delle sfide più famose per gli alpinisti di tutto il pianeta. Eleonora dice sì, ed inizia ad allenarsi nella palestra Boulder&Co di Agrate Brianza, seguita da un fisioterapista di MovimentoPositivo. Per aiutarla nelle spese quotidiane e nella preparazione della sfida, ci sono amici e compagni di cordata, virtuali e non, e la campagna di crowdfunding Loli Back To The Top ha raggiunto, con le sue magliette, ogni angolo del pianeta o quasi.

A forza di braccia

Arrampicare in questo modo non è così immediato. L’imbrago da usare è particolare e nasce per il parapendio. Ti consente di stare seduta e di scaricare il peso delle gambe, che altrimenti graverebbe tutto sul tronco. E’ un meccanismo già sperimentato ma bisogna tararlo sulle esigenze individuali. Lola in allenamento sta facendo un lavoro tarato sulla muscolatura, con sospensioni e trazioni, ha due braccia incredibili e un rapporto pazzesco peso-potenza. L’unico punto delicato sono le manovre di corda, anche perché l’ascesa sarà tutto tranne una passeggiata, perchè la risalita è impressionante, è un salto di 6-700 metri, la via più breve, ma anche più a strapiombo e sei sospeso su un vuoto assurdo.

Storia di un’amicizia

La fortuna di Lola è quella di aver trovato un gruppo fantastico, Andy ha suggerito l’imbragatura specifica per questa ascesa, e ha raccolto di persona i fondi tra gli alpinisti inglesi, spiega ancora Perlotto. Servono almeno tre giorni interi, con due, forse tre bivacchi sospesi su parete. Non è un gioco ma un’impresa spettacolare, che necessita preparazione e materiali, carrucole autobloccanti e imbrago nuovo. Perché questa, in fondo, è una storia di amicizia per i tre che la accompagneranno nella sfida a El Capitan. Loro sono l’ideatore dell’impresa, Pezzoli, alla sua terza avventura sul massiccio californiano, l’inglese Andy Kirkpatrick, che El Capitan l’ha conquistato 29 volte, di cui una con compagni disabili, e l’italiano Franco Perlotto, che è stato, nel 1986, il protagonista della prima solitaria in assoluto su una delle vie più conosciute del Capitan, Lurking Fear (paura in agguato), trascorrendo quattro giorni in parete.
Quella di Eleonora è una risata contagiosa, di pancia, scherza, si schermisce, minimizza…
Tra fine settembre e inizio ottobre tirerà fuori la grinta che la contraddistingue per aggredire a forza di braccia El Capitan…
In bocca al lupo Lola!

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