Atletica paralimpica, Mondiali Kobe: non basta un’eccellente Arjola Dedaj per agguantare la finale nei 100. Fuori anche Emanuele Di Marino

Redazione:

Comunicato stampa FISPES

Con una prova più che convincente la velocista azzurra si ferma a due centesimi dal proprio personale.

Sessione dolce amare per l’Italia in apertura della quarta giornata dei Mondiali paralimpici di Atletica di Kobe, in Giappone. Da velocisti a velocisti: dopo le prove convincenti della serata di ieri, oggi il testimone passa ad Arjola Dedaj ed Emanuele Di Marino, impegnati rispettivamente nelle batterie dei 100 metri T11 e T44.

Eccellente la prova della Dedaj, che al fianco della nuova guida Edoardo Bizzarri ferma il cronometro a 12.97, ad appena due centesimi dal proprio primato personale. L’Azzurra si contende però un posto in finale con un parterre di atlete estremamente competitive, non riuscendo a centrare la qualificazione nonostante la prestazione più che convincente. A testimonianza del livello molto elevato della competizione, da segnalare l’eliminazione in batteria anche della campionessa Paralimpica in carica Linda Patricia Perez Lopez (Venezuela), autrice della propria miglior prestazione stagionale. In finale con il miglior crono di ingresso e record della manifestazione la cinese Liu Cuiqing, davanti alla campionessa e primatista del mondo Jerusa Geber Dos Santos (Brasile).

“Credo di aver ottenuto un ottimo risultato anche considerando che siamo due mesi in anticipo rispetto al mondiale di Parigi in cui ho fatto il mio personale. Devo lavorare sulla partenza e sui primi metri, ma so che c’è molto margine di miglioramento e per me questa è una grande soddisfazione. Se alla mia età mi trovo in questa condizione è grazie alla grande costanza di allenamento. Sono più che soddisfatta della gara e per questo ringrazio Edoardo che corre al mio fianco. È un ragazzo giovane, subentrato soltanto a gennaio quando Alessandro, la mia guida precedente che continuo a ringraziare per la grande dedizione, ha dovuto fare una scelta differente per motivi di lavoro. Ne approfitto per invitare tutti i giovani a provare l’esperienza da guida, arricchente per chi la vive e importante per noi non vedenti e ipovedenti per poter correre, crescere, inseguire i nostri sogni. Si corre in due, ma alla fine si è un corpo solo che si muove insieme per raggiungere lo stesso risultato.”

Un pensiero poi al salto in lungo che la attende venerdì 24 maggio: “Sono contenta di aver rotto il ghiaccio con questa gara in vista del salto in lungo. Spero di fare bene anche se purtroppo a febbraio mi sono rotta una mano con frattura scomposta in allenamento. All’inizio non è stato facile però non mi sono abbattuta e ho continuato a inseguire i miei sogni, ce la metterò tutta.”

Soddisfatto anche Edoardo Bizzarri: “Esordio iridato, prima evento internazionale da guida. Un’esperienza fantastica, l’atmosfera che si respira è pazzesco. Ci siamo allenati tanto con Arjola e ne è valsa assolutamente la pena vista la prova più che soddisfacente”.

Non riesce invece a esprimersi al meglio Emanuele Di Marino, che nella categoria T44 arriva sul traguardo in 12.57 mancando l’approdo in una finale apparentemente alla portata: “Sono molto amareggiato e dispiaciuto di com’è andata, però la vita di tutti noi ci insegna che dalle cadute ci si deve rialzare. Purtroppo, dall’ultimo infortunio avuto a fine 2020 ci ho messo tanto a tornare ai risultati di una volta, in allenamento sono riuscito a farlo ed è per questo che sono fiducioso ma in gara c’è qualcosa che ancora non funziona. Ad ogni modo, tra cinque giorni gareggerò a Eugene, negli Stati Uniti, al Meeting di Diamond League Pre Classic, poi ai Campionati Assoluti e ad altre competizioni e spero di tornare ad abbattere il muro dei 12” perché sono sicuro di poterlo fare.”

Appuntamento alle 10.45 italiane per la finale del getto del peso F11 con Oney Tapia e a seguire l’atto conclusivodei 100 T64 con Francesco Loragno.

Ogni giorno la manifestazione sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube di Paralympics dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00 locali (CET+7)

Angelo Andrea Vegliante
Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.

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