La straordinaria storia delle paralimpiadi

La straordinaria storia delle Paralimpiadi è un breve documentario realizzato da Ability Channel e presentato alla vigilia dei Giochi di Rio 2016 che ha come unico fine quello di far conoscere al maggior numero di persone possibile la storia del movimento paralimpico nel tentativo di contribuire all’ulteriore diffusione e crescita dello sport tra le persone con disabilità.

Un desiderio, un sogno, una visione…

Martina Caironi: “Quando si parla dei giochi paralimpici si parla di sport, si parla di abilità…non di disabilità…si parla di quello che le persone possono fare…non di quello che non possono…e come disse il grande Muhammad Ali “I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione”.

Agitos

“Agito” in latino significa Mi muovo…in italiano è il participio passato del verbo agire… visivamente è una mezzaluna asimmetrica…

Tre agitos, uno rosso, uno blu e uno verde, sono il simbolo delle paralimpiadi e vogliono evidenziare la voglia di portare atleti da ogni parte del mondo a competere insieme. Ma soprattutto vogliono sottolineare lo spirito degli atleti, capaci di ispirare ed emozionare il mondo intero, di andare sempre avanti, di non arrendersi mai, lo spirito di una straordinaria avventura che ebbe inizio verso la fine della seconda guerra mondiale in un piccolo paesino non lontano da Londra…

Ludwig Guttmann

La città polacca di Chorzow, all’inizio del secolo scorso si chiamava Konigshutte, era un importante centro minerario dotato del primo ospedale al mondo dedicato agli incidenti sul lavoro… Nel 1902 in questo piccolo paese giunse Bernard Guttmann con sua moglie Dorothea, le tre figlie femmine e Ludwig, l’unico figlio maschio. La loro, dettaglio non trascurabile nella nostra storia, era una famiglia di ebrei ortodossi.

A 18 anni Ludwig è un volontario all’Accident Hospital di Konigshutte ed è qui che incontra un minatore con una lesione spinale, che, a quel tempo, significava quasi ad una condanna a morte… Dopo la laurea in medicina conseguita a Friburgo, Guttmann diventa il più noto neurochirurgo della Germania. Ma con l’avvento al potere dei nazisti agli ebrei fu vietato di esercitare ufficialmente la professione medica e a Guttmann fu consentito di operare solo nell’ospedale ebraico di Breslavia. L’occasione di lasciare la Germania però gli fu offerta proprio dai nazisti che lo inviarono in Portogallo per curare il dittatore Antonio de Oliveira Salazar. Durante il viaggio di rientro Guttmann approfittò dello scalo a Londra per stabilirsi con la famiglia in Gran Bretagna.

Stoke Mandeville

“Mai così tanti dovettero tanto a così pochi” disse il primo ministro britannico Winston Churchill al termine della battaglia d’Inghilterra. Quei pochi erano i piloti della RAF, l’aviazione inglese, il cui sacrificio impedì l’invasione della Gran Bretagna da parte delle truppe naziste. Molti di questi eroi dell’aria, feriti gravemente, furono poi ricoverati presso il Centro delle lesioni spinali nell’ospedale di Stoke Mandeville, un piccolo paesino non lontano da Londra.

Nel 1944 Il governo inglese aveva affidato proprio al neurochirurgo tedesco Ludwig Guttmann l’istituzione e la direzione di questa struttura… Guttmann aveva capito come lo sport fosse fondamentale nel percorso riabilitativo dei suoi pazienti anche perché li aiutava a ritrovare l’autostima e a creare i presupposti per il reinserimento nella vita sociale. Cominciò con la palla medica, per proseguire con le freccette, il tiro con l’arco per poi approdare al basket in carrozzina.

Così nell’anno delle Olimpiadi di Londra nel centro di Stoke Mandeville va in scena la prima edizione dei giochi di Stoke Mandeville, le future paralimpiadi. E’ la prima competizione sportiva tra disabili di sempre: quattordici uomini e due donne, gareggiano nel tiro con l’arco. E’ il 28 luglio 1948!

I primi giochi internazionali di Stoke Mandeville

God save the Queen! Inizia il regno di Elisabetta II…L’anno è il 1952. Zeno Colò vince l’oro alle olimpiadi invernali, Fausto Coppi trionfa al Tour de France…Con Alberto Ascari, che è primo nel Gran Premio di Formula 1 a Monza, va in onda il primo telegiornale italiano.

Quattro olandesi con lesioni midollari, anche loro veterani della seconda guerra mondiale, accompagnati da un’assistente e a un fisioterapista, sbarcano a Stoke Mandeville. E’ la prima volta che una delegazione straniera partecipa alle gare ideate dal Dott. Guttmann, che nel frattempo erano dotate del primo regolamento redatto dagli allenatori insieme ai fisioterapisti e ai medici. Sabato 26 luglio 1952, Guttmann nel suo discorso d’apertura, davanti ad oltre un centinaio tra tetraplegici e paraplegici, celebra i giochi di Stoke Mandeville, augurandosi che un giorno possano diventare internazionali e popolari come i giochi olimpici.

Antonio Maglio

Alla vigilia degli anni del boom economico italiano a Roma nel 1955 viene assegnata l’organizzazione delle olimpiadi del 60: vengono così completate ed inaugurate grandi opere come la metropolitrana, il quartiere dell’EUR, lo scalo aereo di Fiumicino e costruite importanti arterie stradali come la Via Olimpica. E’ in questo periodo che un medico italiano, il Prof. Antonio Maglio, direttore del Centro Paraplegici dell’Inail Villa Marina di Ostia, comincia a portare atleti amputati e in carrozzina ai giochi di Stoke Mandeville.

Paralimpiadi di Roma 1960

Nascono così le paralimpiadi, le Olimpiadi parallele, dalla fusione del termine greco para con la parola Olimpiade. L’8 settembre del 1960 nello stadio dell’acquacetosa 400 atleti in carrozzina, in rappresentanza di 23 paesi sfilano davanti a 5000 spettatori. La delegazione più numerosa è quella italiana. Tra le discipline che vengono praticate ci sono il biliardo, il lancio del giavellotto, la scherma, la pallacanestro, il tennistavolo ed il tiro con l’arco. L’Italia, per la cronaca, conquista 28 medaglie d’oro, 30 di argento e 24 di bronzo. Il villaggio olimpico, dove sono stati alloggiati tutti gli atleti, era stato costruito senza tener conto delle necessità ed esigenze di un disabile in carrozzina. Con l’intervento dei soldati dell’esercito italiano, che erano impegnati nel trasporto degli atleti in carrozzina su e giù per le scale di queste abitazioni, il problema fu risolto.

Tokyo 1964

I giapponesi intanto studiano i giochi di Roma. Il 1964 sarà il turno di Tokyo, una città che grazie al celebre architetto Kenzo Tange, l’autore del Peace Memorial a Hiroshima, subisce interventi importanti, con progetti avveniristici e nuovi impianti sportivi come Olympic Sporting Hall.

In questa edizione dei giochi che si apriranno davanti a sua altezza imperiale principe Akihito e la principesso Michiko, fanno la loro apparizione gli sponsor privati e la prima carrozzina da corsa che sostituisce la tradizionale sedia a rotelle nelle gare di velocità di atletica leggera.

Roberto Marson

Nella classifica assoluta degli atleti più medagliati di sempre nei giochi paralimpici il settimo posto è occupato proprio dal friulano italiano Roberto Marson, unico azzurro ad apparire in questa importante graduatoria. Nato nel 1944 a Pasiano di Pordenone un paesino di quasi 8000 anime noto soprattutto per far parte, con i centri di Prata e Brugnera, del cosiddetto triangolo del mobile. Ha soli 16 anni Roberto Marson quando rimane paraplegico a causa del crollo di un muro mentre stava lavorando per un impresa edile… Dopo essere stato un paziente del Prof. Maglio nel Centro paraplegico di Ostia comincia inevitabilmente una nuova vita fortemente caratterizzata dall’impegno nello sport. Alle paralimpiadi di Tokyo gareggia nell’atletica, nel nuoto e nella scherma in carrozzina conquistando due medaglie d’oro e due d’argento. Prima di diventare nel 1980 il primo presidente della Federazione Italiana Sport Disabili con ben 26 medaglie paralimpiche in bacheca ed entrare di diritto nella Paralympian Hall of Fame, Roberto Marson viene eletto Atleta dei Giochi a Tel Aviv nel 1968 dove conquisterà ben 10 titoli.

Tel Aviv 1968 – Heidelberg 1972

Israele è un paese in guerra. Nel 1967 aveva sbaragliato l’esercito egiziano nella la Guerra dei sei giorni, conquistando le alture del Golan e la striscia di Gaza. L’anno dopo comincia a fare i conti una serie di attentati terroristici condotti dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina. Ai giochi paralimpici di Tel Aviv, subentrata dopo la rinuncia del Messico, raddoppia il numero dei partecipanti, 750 atleti in rappresentanza di 29 nazioni. Per la prima volta si giocano le bocce e il torneo di basket in carrozzina femminile e le gare di velocità di atletica leggera vengono portate alla distanza dei 100 metri.

Roberto Marson conquista due ori anche ad Heidelberg in Germania, nel 1972, nei giochi paralimpici che vedono l’ingresso, per ora a scopo solo dimostrativo, di atleti con disabilità visiva… In piscina si vede per la prima volta il “touch pad” elettronico per il rilevamento dei tempi.

Toronto 1976 – Mosca 1980 (Arnhem)

Nel 76 per la prima volta la politica interferisce con le paralimpiadi: Toronto subisce il boicottaggio da varie nazioni a causa della presenza del Sud Africa. E’ il modo più eclatante di protestare per le politiche di segregazione razziali in corso nel paese africano. Intanto cresce ancora il numero degli atleti raggiunge le 1500 unità di cui 250 donne. Nell’atletica vengono introdotte nuove distanze, diventano ufficiali le gare dei non vedenti e il tiro a segno.

Il 1980 è l’anno delle Olimpiadi di Mosca, boicottate da 65 paesi a causa dell’invasione in Afghanistan, e i sovietici tra l’altro rinunciano anche ad ospitare i giochi paralimpici in quanto, si dice, in Russia i disabili non ci sono…

L’International Stoke Mandeville Games federation assegna l’organizzazione dei giochi ad Arnhem, cittadina olandese attraversata dal fiume Reno, dove vengono poste le basi per quello che diventerà l’IPC, l’International Paralympic Commettee, l’organo di governo delle paralimpiadi.

Ad Arnhem partecipano oltre 2000 atleti disabili: la metà di loro gareggia in carrozzina. Gli amputati invece sono 450, mentre i non vedenti sono circa 350. Infine sono circa un centinaio gli atleti disabili con paralisi cerebrale. Tra loro si mette in evidenza per la prima volta l’americana Trischa Zorn, nuotatrice Californiana cieca dalla nascita. Parteciperà a ben sette edizioni delle paralimipadi vincendo 55 medaglie di cui 41 d’oro. Diventerà l’atletica paralimpica più forte di sempre.

New York e Stoke Mandeville 1984

La VII edizione delle paralimpiadi si disputa in due sedi differenti: amputati, cerebrolesi e non vedenti, a New York, mielolesi a Stoke Mandeville. Sarà l’ultima volta che la paralimpiade si disputerà in una città diversa dalle Olimpiadi. I giochi, aperti il 17 giugno dal presidente americano Ronald Reagan, si segnalano per la più imponente copertura televisiva mai avuta. Oltre ai network americani, sono presenti la BBC, tv olandesi, tedesche e svedesi. I 13 eventi saranno seguiti complessivamente da 80.000 spettatori. Nel nuoto con tre medaglie d’oro e due d’argento si afferma un personaggio che avrà un ruolo decisivo nella crescita del movimento paralimpico in Italia, Luca Pancalli, che quattro anni più tardi, a Seul, si ripeterà salendo per altre tre volte nel gradino più alto del podio.

Seul 1988

Uno dei fenomeni più importanti in campo economico degli anni 80 è stato l’ascesa delle Tigri Asiatiche, quattro paesi in costante sviluppo industriale e finanziario: Hong Kong, Taiwan, Singapore e la Corea del Sud che, con la sua capitale Seul, attrae grandi investimenti per costruire nuovi impianti sportivi e modernissimi palazzi: nel 1986 ospiterà i Giochi Asiatici, nel 1988 Olimpiadi e Paralimpiadi.

Alla cerimonia d’apertura dei giochi paralimpici, il 15 ottobre 1988, assiste una folla di 75.000 persone. 3000 atleti e 16 sport in programma. Fa la sua apparizione come evento dimostrativo il tennis in carrozzina. Nei 100 metri in carrozzina vince la medaglia d’oro Francesca Porcellato… Gli atleti però cominciano ad essere tanti, troppi: tra comprensibili malumori nell’edizione di Barcellona vengono introdotte nuove regole e restrizioni…elevando la concorrenza e la competitività delle gare a guadagnarne è lo spettacolo.

Barcellona 1992

Barcellona è una palestra per architetti d’avanguardia di fama mondiale. La città catalana possedeva già delle mirabili opere architettoniche realizzate dal celebre Antonio Gaudì come Park Guell, Casa Milà, la facciata e la cripta della Sagrada Familia. Ma è l’architetto spagnolo Santiago Calatrava a realizzare alcune delle opere più innovative e significative proprio in occasione dei giochi olimpici. Il villaggio olimpico, che è completamente accessibile, accoglie 2300 atleti uomini e 700 donne. Vi alloggiano anche 1000 tra accompagnatori, tecnici e preparatori. Vengono stabiliti quasi 300 nuovi record del mondo ed assegnate oltre 400 medaglie d’oro. Sono oltre un milione e mezzo gli spettatori che assistono dal vivo alle competizioni nell’arco di 12 giorni.

Atlanta 1996

Gli americani, si sa, hanno sempre avuto il senso del business, del marketing, della commercializzazione e spettacolarizzazione di qualsiasi evento…si accorgono che propagandare una paralimpiade è un’opportunità per fare profitti piuttosto che un modo per fare beneficenza. Atlanta, la città di Via col vento, ha l’aeroporto più trafficato del mondo; è la sede della Coca Cola, della CNN, della AT & T e della compagnia aerea Delta… nel 1996 celebra le Olimpiadi del centenario. Le grandi multinazionali cominciano ad investire negli sport paralimpici e, per la prima volta i biglietti per assistere alle gare vengono messi in vendita.

Per far funzionare tutta la macchina organizzativa ci si avvale dell’apporto di 12.000 volontari. Le delegazioni contano complessivamente 4.500 persone. Oltre 2.000 sono i media accreditati. 100 i fotografi da tutto il mondo. Alle paralimpiadi di Atlanta fanno il loro debutto gli atleti con disabilità intellettiva, che parteciperanno alle gare di nuoto ed atletica, la vela e il rugby in carrozzina. Nel medagliere ancora una volta primeggiano gli Stati Uniti, seguiti da Australia e Germania. Per l’Italia si confermano Luca Pancalli, Paola Fantato e un certo Alvise De Vidi, uno che di medaglie ne vincerà ancora parecchie…soprattutto in una delle gare simbolo, la maratona, come quella di Sydney, all’alba del nuovo millennio.

Sydney 2000

A Sydney è la prima volta che alla famiglia olimpica e a quella paralimpica vengono offerti gli stessi servizi: stesso villaggio, stesse opportunità medico-sanitarie , stesso catering e stesso sistema di trasporti. Al Villaggio Olimpico di Newington, dove l’energia è ottenuta con pannelli solari, alloggiano 7000 persone; 4000 di esse sono atleti. Al botteghino vengono venduti oltre un milione di biglietti. Sono oltre 2300 i rappresentanti dei media (giornalisti, operatori, tv, fotografi) giunti da ogni parte del mondo. Per la prima volta le paralimpiadi sono anche su internet dove saranno trasmesse in streaming oltre 100 ore di gare. Il sito ufficiale dei giochi conterà alla fine 300 milioni di contatti. La paralimpiade è ormai un evento mediatico planetario.

Atene 2004

In Italia, nel 1990, l’anno delle notti magiche dei mondiali di calcio, era nata la FISD, la Federazione Italiana Sport Disabili che raggruppava i cerebrolesi, gli amputati, i tetra-paraplegici, gli psichici, i ciechi e i sordi. Un unico organismo che però nel 2003 si trasforma nell’attuale Comitato Italiano Paralimpico, assumendo compiti e prerogative, nonché veste organizzativa, simili a quelle del CONI. Nel frattempo anche in Italia si comincia a percepire un’attenzione maggiore verso gli sport disabili. Nell’edizione di Atene 2004 è stata calcolata una media di 600.000 spettatori per ogni trasmissione.

In Grecia 680 tedofori si sono alternati per portare la fiamma paralimpica fin dentro lo stadio. Già…680 come i controlli antidoping effettuati: è la prima volta in una paralimpiade, 10 atleti risulteranno positivi. Nei 19 sport vengono battuti oltre 300 record mondiali e 400 record paralimpici. Le donne, oltre 1100, per la prima volta partecipano al judo e al sitting volley. I giochi si chiudono con il fantastico trionfo di Alvise De Vidi che nella maratona taglia per primo il traguardo nell’incredibile scenario dello stadio Panathinaiko, quello dei primi giochi olimpici del 1896. Nel medagliere la parte del leone con 141 medaglie la recita la Cina che si sta preparando per i giochi di Olimpici e Paralimpici di Pechino 2008.

Pechino 2008

Nido d’uccello è il nome del nuovo stadio olimpico di Pechino, realizzato da due architetti svizzeri, Herzog e De Meuron. Water Cube è invece il nome della piscina, una struttura ecosostenibile a forma di tante bolle di sapone. Pechino insomma, prima delle Olimpiadi, si è rifatta il look! Sensazionale è la copertura da parte dei media: le televisioni cinesi trasmettono le gare per 22 ore al giorno, l’IPC, l’international Paralympic Commettere sbarca invece su youtube. Sono stimati in oltre tre miliardi gli spettatori che hanno assistito alle gare paralimpiche. Oltre al nuoto e all’atletica leggera lo sport più seguito è stato il ciclismo. Sono le paralimpiadi di Oscar Pistorius, l’atleta sudafricano amputato bilaterale che sogna di gareggiare nell’atletica con i normodotati; un sogno che coronerà quattro anni più tardi quando avrà la possibilità, per meriti sportivi, di partecipare sia alle olimpiadi che alle paralimpiadi di Londra.

Londra 2012

60 anni dopo la prima edizione internazionale dei giochi di Stoke Mandeville, le paralimpiadi fanno ritorno nella loro terra d’origine. Chissà se il Dott. Ludwig Guttmann, il papà degli sport paralimpici, avrebbe immaginato una crescita così imponente di tutto il movimento. E chissà se un ex pilota italiano di Formula 1, Alex Zanardi, poteva immaginare dopo il suo terribile incidente in cui perse entrambe le gambe, che sarebbe diventato molto più famoso e conosciuto come atleta paralimpico di quanto non fosse stato in passato da normodotato nel mondo delle corse. Londra 2012 con 4300 atleti provenienti da 164 nazioni saranno i giochi più grandi di sempre come dichiarerà nella cerimonia di chiusura il presidente del Comitato Internazionale Paralimpico Phil Craven, un inglese che a 16 anni perse l’uso delle gambe durante un’arrampicata nei pressi di Bolton, sua città natale.

Le paralimpiadi di Londra avranno un significativo impatto sulla società britannica, evidenziando come lo sport paralimpico sia il miglior ambasciatore per l’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali, per l’inclusione e l’integrazione delle persone disabili nella società.