Stimo … e il paraplegico torna in piedi…

I paraplegici tornano a camminare: sembra un miracolo, invece è qualcosa di vero e reale.  Parliamo di Stimo (STImulation Movement Overground) un progetto rivoluzionario capace di stimolare il midollo spinale e permettere ai pazienti paraplegici di tornare a camminare.

stimo paraplegia

Stimo – di cosa si tratta

paraplegici camminanoStimo è un programma di riabilitazione sviluppato da ricercatori del Politecnico federale (EPFL) e dell’Ospedale universitario di Losanna (CHUV).

Si tratta di un protocollo che combina una stimolazione elettrica epidurale (Ees) del midollo spinale lombare con una precisa configurazione, diversa da paziente a paziente, e un sistema di supporto del peso. Grazie al lavoro dei ricercatori che hanno adattato i modelli individualmente ai pazienti e migliorato sia il posizionamento sia il timing degli elettrodi che attivano il movimento dei gruppi muscolari appropriati, imitando i segnali dal cervello, è stato possibile per tre paraplegici tornare a camminare.

Come funziona Stimo

Stimolazione paraplegiciPer arrivare allo storico risultato, gli esperti hanno inserito un microscopico elettrodo a contatto con il midollo spinale e posto al di sotto della lesione che si intende “riparare” in tre diversi pazienti. Poi con un dispositivo wireless, grazie a precise mappe di attivazione dei motoneuroni e l’ausilio di modelli simulati per identificare il processo ottimale di stimolazione dei diversi gruppi muscolari, hanno riprodotto artificialmente i segnali elettrici che dal cervello non riuscivano più ad arrivare alle gambe riuscendo a farle muovere. Così, nel giro di pochi giorni dall’inizio del trattamento, i pazienti sottoposti a Stimo, mentre ricevevano la stimolazione, hanno riottenuto la capacità di camminare anche riuscendo a regolare la propria andatura.

Guarda il video in inglese della École polytechnique fédérale de Lausanne (EPFL) che spiega Stimo

Dopo l’intero ciclo di trattamento, sempre durante la Ees, per loro è stato possibile camminare un’ora su un tapis roulant. Ma il vero risultato prodigioso dello studio, che lascia intravedere ulteriori potenzialità, è stato che i pazienti hanno recuperato i movimenti volontari delle gambe senza che fosse in corso la stimolazione, segno questo che potrebbe esserci stata una crescita di nuove connessioni nervose.

La ricerca e i suoi risultati sono stati pubblicati sulle pagine delle riviste Nature  e Nature Neuroscience 

La prudenza di Daniele Furlan, vicepresidente La Colonna onlus

Daniele FurlanSecondo il vice presidente della onlus “La Colonna” Associazione Lesioni Spinali, Daniele Furlan, questa è “una notizia molto positiva. Il fatto che si riesca a riattivare la muscolatura attraverso degli elettrostimolatori è una cosa molto utile. Questo perché tali strumenti vengono utilizzati anche per impianti più complessi che servono a controllare le funzioni urinarie e vescicali” e quindi potrebbe essere utile anche “nella cura delle incontinenze sia urinarie che fecali. Ben venga anche il fatto, se vero, che questa muscolatura acquisisce una specie di memoria che la rende capace di funzionare anche senza l‘utilizzo degli stimolatori”.

Non tutto rose e fiori perché, spiega Furlan “occorre prudenza perché negli articoli che illustrano questa scoperta, si parla di persone paraplegiche con delle residue capacità motorie. Cioè persone che non sono completamente paralizzate ma che hanno avuto una compressione midollare, non una lesione, per cui questa compressione gli ha fatto conservare una residua mobilità degli arti inferiori”.

La Colonna onlus per la ricerca

La Colonna onlusAl di là che si faccia con le staminali o con altro, l’importante è che la ricerca non si fermi. Noi come associazione La Colonna, finanziamo la ricerca e anzi il 5 di dicembre, nel corso di una cena, consegneremo al professore Guido Fumagalli dell’università degli studi di Verona un contributo di 20mila euro perché sta conducendo una promettente ricerca sulla riparazione delle lesioni midollari tramite l’uso di cellule staminali.

Questo ci rende fieri anche perché stiamo aiutando non solo noi persone che abbiamo una lesione midollare ma anche tutte quelle interessate da altre patologie quali Sla e Sma. Perché la rigenerazione del midollo comporta ripercussioni positive anche per quel tipo di patologie”.

“Poi me lo lasci dire, noi siamo un’associazione di portatori di disabilità che anziché chiedere alle istituzioni, le aiuta finanziando la ricerca. In questo modo contribuiamo anche a far restare in Italia ricercatori brillanti che altrimenti sarebbero costretti ad andare all’estero per concludere i loro progetti”.