News

Sepsi (o setticemia): che cos’è, sintomi, cause, diagnosi e cura

La sepsi e la setticemia sono due cose diverse: ecco cosa sapere sulla prima condizione, tra sintomi, causa e trattamento

La sepsi è una rara e acuta complicazione di un’infezione da batterio, da funghi e da virus e può essere potenzialmente molto grave. La caratteristica principale è un’abnorme Risposta Infiammatoria Sistemica (SIRS), cioè un’eccessiva risposta dell’organismo che può causare disfunzione d’organo e shock settico, così gravi da risultare anche mortali.

La sepsi può colpire chiunque, ma determina maggiori complicazioni in alcune categorie di persone, come neonati, bambini, anziani e persone con malattie croniche o altre condizioni mediche che indeboliscono il sistema immunitario.

C’è però una differenza sostanziale tra sepsi e setticemia. Di fatto, anche se impiegati come sinonimo, i due termini indicano due condizioni diverse: la setticemia riguarda l’invasione di batteri nel sangue; la sepsi è causata da una risposta infiammatoria anomala, che può rispondere a una setticemia o a un’infezione senza setticemia.

Quali sono le cause della sepsi?

La sepsi può essere causata da qualsiasi tipo di infezione, ma le più comuni sono quelle batteriche, virali e fungine (le ultime due sono le più rare). Le infezioni che possono portare alla sepsi includono:

  • Polmonite
  • appendicite
  • meningite
  • Infezioni del tratto urinario
  • Infezioni della pelle
  • infezione del cervello (encefalite)
  • Infezioni intra-addominali
  • Infezioni del sangue
  • infezione delle ossa (osteomielite)
  • Infezioni dopo intervento chirurgico
  • infezione della valvola del cuore (endocardite)
  • infezione dei dotto biliari (colangite)
  • infezione della cistifellea (colecistite)
By maxxyustas da envato elements

Quali sono i sintomi della sepsi?

I sintomi della sepsi possono variare a seconda della gravità dell’infezione. I sintomi più comuni includono:

  • Febbre o ipotermia
  • Tachicardia
  • Tachipnea
  • Respiro affannoso
  • Confusione
  • Diarrea
  • Nausea e vomito
  • Dolori muscolari
  • Eritema o ecchimosi

Come possiamo notare, questi sintomi possono essere comuni a tante altre condizioni, per cui la diagnosi è molto difficile in virtù del fatto che tali segni possono creare confusione nell’individuare la malattia. Inoltre, questi sintomi possono variare per alcune condizioni, come l’età: nei bambini con meno di 5 anni possiamo trovare:

  • pelle fredda e bluastra, con presenza di chiazze;
  • sonnolenza o letargia;
  • convulsioni.

Questa diversificazione di segni può dipendere anche dalla tipologia di infezione. Nel caso di sepsi meningococcica, ad esempio, i sintomi sono:

  • febbre;
  • eruzione cutanea;
  • shock;
  • ipoperfusione;
  • coagulazione intravasale disseminata;
  • papule;
  • acidosi lattica;
  • cefalea.

Nel caso della sepsi urinaria invece troviamo:

  • minzione frequente e dolorosa;
  • incapacità di urinare nonostante lo stimolo;
  • sangue nell’urina;
  • urina purulenta;
  • dolore nella regione pelvica e lombare.

Fattori di rischio

In base a quanto spiega l’Istituto Superiore dei Sanità, i fattori di rischio che possono causare l’insorgenza della sepsi sono:

  • sistema immunitario compromesso da malattie come l’AIDS o la leucemia
  • somministrazione di farmaci che indeboliscono il sistema immunitario, come la chemioterapia e la terapia prolungata con cortisone
  • gravidanza
  • malattie croniche come il diabete
  • utilizzo di ventilazione meccanica (respirazione con l’ausilio di apposite apparecchiature)
  • impianto di dispositivi medici invasivi, come cateteri e drenaggi
  • intervento chirurgico o presenza di lesioni e ferite da traumi o incidenti
  • predisposizione genetica alle infezioni

Come diagnosticare la sepsi?

La diagnosi di sepsi viene effettuata sulla base dei sintomi, della storia clinica del paziente (temperatura corporea, frequenza cardiaca e frequenza respiratoria) e degli esami di laboratorio. Gli esami di laboratorio che possono essere utili per la diagnosi includono:

Come curare una sepsi?

Questo articolo ha uno scopo puramente informativo e non sostituisce il rapporto tra il medico e il paziente. A oggi sappiamo che il trattamento della sepsi varia da paziente a paziente, dagli organi interessati, dalla gravità dei danni provocati e da altri fattori. Il trattamento precoce può salvare la vita.

In linea generale può essere necessario il ricovero immediato in terapie intensiva, visto che si tratta di una situazione che può risultare fatale per la persona. Le cure attualmente esistenti permettono di eliminare l’infezione che scatena la sepsi e di aiutare le funzioni vitali a restare stabili. A seconda della situazione però, possono essere impiegati:

  • Fluidoterapia
  • Ventilazione meccanica
  • Diuresi forzata
  • Trasfusioni di sangue

Come prevenire la sepsi?

Prevenire la sepsi è importante per evitare di incorrere in rischi potenzialmente fatali. Le buone pratiche da seguire sono le seguenti:

  • Lavarsi le mani frequentemente
  • Vaccinarsi contro le infezioni prevenibili
  • Curare tempestivamente le infezioni minori

I vaccini attualmente disponibili sono quelli contro:

Ultima modifica: 13/11/2023

Angelo Andrea Vegliante

Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.