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Tokyo 2020, Francesca Cipelli: “Un anno in più per prepararsi”

La notizia del rinvio di Tokyo 2020 ha ovviamente fatto il giro del mondo in poco tempo. In particolare, le Olimpiadi inizieranno il 23 luglio 2021, invece le Paralimpiadi partiranno il 24 agosto 2021. Nel mentre, stiamo raccogliendo le testimonianze degli atleti paralimpici che, in un modo o nell’altro, sarebbero stati coinvolti nei Giochi.

Tokyo 2020, Francesca Cipelli dell’atletica paralimpica: “Scelta giusta ma dolorosa”

E quindi, dopo aver letto le parole di Angela Procida, torniamo nel mondo dell’atletica paralimpica. Qui troviamo Francesca Cipelli, giovane atleta che ci ha consegnato il suo punto di vista sulla vicenda.

Tokyo 2020 rinviata. Dopo aver amalgamato la notizia, quali sono le tue sensazioni?

“Giusto, ma doloroso. Ma soprattutto inevitabile, data la complessa situazione globale attuale. Nonostante alla prima lettura della notizia mi si sia aperta una voragine in cui c’era dentro tutto il quadriennio di lavoro e sacrificio, ho cercato di vedere il lato positivo, come sono solita fare. E devo dire che, malgrado lo sconforto iniziale, ho visto fin da subito uno sprazzo di luce.

C’è un anno in più per prepararsi al meglio, migliorare le prestazioni, riuscire a centrare la slot e la speranza sempre più concreta della creazione di categorie apposite per cerebrolesioni acquisite. E questo tempo in più deve servire primariamente per debellare definitivamente questo virus e garantire la sicurezza di una manifestazione di tale portata e spettacolarità”.

Al momento non era ancora certa la tua partecipazione alle Paralimpiadi, tuttavia ti stavi preparando per giocarti le possibilità. Cosa significa per una giovanissima atleta vedere le Paralimpiadi allontanarsi temporalmente?

“Significa che ho un’enorme chance per migliorarmi sempre più, e di certo non la sprecherò. Poi l’anno scorso è stato molto travagliato, una stagione lunghissima in cui ho dimostrato da febbraio a novembre di avere una forma ottimale.

Avendo ripreso gli allenamenti a metà dicembre, non ho affrontato una vera e propria preparazione invernale e, anche se ai Campionati Italiani di fine gennaio mi sono migliorata, c’era davvero molto da lavorare per centrare il sogno, forse troppo per il poco tempo a disposizione.

Essendosi questo ora dilatato, si può impostare una preparazione più graduale ed orientata davvero esclusivamente a questo mio ambizioso obiettivo”.

Sei d’accordo con le misure prese dal Comitato Olimpico Internazionale?

“Deve essere stata sicuramente una decisione difficile e molto ponderata, ma alla fine necessaria per garantire l’incolumità e la sicurezza di tutti i partecipanti.

La salute deve stare sempre al primo posto e credo che un giorno sarò fiera di raccontare che i Giochi Olimpici e Paralimpici sono stati posticipati perchè è stata messa la salute prima dello sport, come è giusto che sia. Credo poi che questo tempo in più permetterà a Tokyo 2021 di essere un palcoscenico ancor più spettacolare, alla quale io non mi farò trovare impreparata”.

Fino a qualche giorno fa, in base ai Dpcm emanati, rientravi nella categoria degli atleti con disabilità che potevano allenarsi, seguendo ovviamente le scrupolose regole. Da qualche giorno, invece, la situazione è cambiata. Come stai affrontando la tua nuova quotidianità? Riesci ad allenarti in casa?

“Ho continuato ad allenarmi normalmente fino al 21 marzo, sotto stretto controllo dal Dpcm 11 marzo. Da lunedì scorso (23 marzo, ndr) sto facendo un mantenimento da casa sotto programma del mio allenatore, variando ogni allenamento il gruppo muscolare coinvolto e facendo più di una sessione giornaliera, cercando di stimolare più distretti in poco tempo.

Capisco non sia semplice trovare la motivazione in questo periodo di blocco totale, ma la passione non si spegne mai, riesce a trovare la luce anche nelle tenebre. Ed ecco, la mia è sempre molto forte perché voglio che tutto il lavoro fatto non sia invano e fine a se stesso, ma contribuisca a rendere dignitosa anche questa stagione, soprattutto in vista di Tokyo”.

Nel tuo caso, anche diversi eventi di atletica paralimpica sono stati cancellati o rinviati. Secondo te, ad aprile tornerà tutto alla normalità?

“Sicuramente no. Ma credo sia fondamentale, ora più che mai, che tutti rimangano a casa per sconfiggere questo virus e tornare gradualmente alla quotidianità il prima possibile, senza recidive”.

Foto di Marco Mantovani

Ultima modifica: 07/04/2021

Angelo Andrea Vegliante

Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.