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Congedo parentale: cos’è e cosa è cambiato con il Covid-19

Il congedo parentale consiste nel diritto di un periodo di 10 mesi di astensione dal lavoro che spetta sia alla madre che al padre

Il congedo parentale consiste nel diritto di un periodo di 10 mesi di astensione dal lavoro che spetta sia alla madre sia al padre lavoratori: questi sono da ripartire tra i due genitori entro i primi 12 anni di vita del bambino. L’articolo 32 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151, prevede che ciascun genitore lavoratore dipendente possa assentarsi dal lavoro per un periodo di 6 mesi, anche frazionabile, nei primi 12 anni di vita del bambino. Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche se l’altro genitore non ne ha diritto. Se il rapporto di lavoro cessa all’inizio o durante il periodo di congedo, si perde il diritto al congedo. 

Chi ha diritto al congedo parentale

Se a richiederlo è la madre, può usufruirne per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi dopo il periodo di maternità. Nel caso in cui il genitore sia solo la madre, lo Stato estende il congedo fino a 10 mesi. Nel caso invece in cui la richiesta pervenga dal padre, le normative sono differenti.

Possono fruire dei congedi i padri lavoratori dipendenti, anche adottivi, affidatari o collocatari entro e non oltre il quinto mese dalla nascita o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione nazionale o internazionale, oppure dall’affidamento.

Per i padri lavoratori la legge in vigore prevede dieci giorni di congedo obbligatorio, che possono essere goduti anche in via non continuativa. Il congedo facoltativo del padre è invece condizionato alla scelta della madre lavoratrice di non usufruire del proprio giorno di congedo.

Cosa è cambiato con la Legge di Bilancio del 2019

Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente privato (articolo 1, comma 278, legge 145/2018) è stato aumentato di 5 giorni e va obbligatoriamente utilizzato entro 5 mesi dalla nascita o dall’adozione del minore. Il padre inoltre può astenersi per un ulteriore giorno, in accordo con la madre e in sostituzione della stessa, in relazione al periodo di astensione obbligatoria che spetta a lei. 

Il congedo parentale è valido anche in caso di adozione nazionale e internazionale. Ad usufruirne possono essere anche i genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l’età del minore, entro 12 anni dal suo ingresso in famiglia e comunque prima del raggiungimento della maggiore età.

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Congedo parentale ai tempi del Covid-19

Da diverso tempo è operativa la procedura per richiedere il congedo parentale straordinario Covid-19. Ne possono usufruire i genitori lavoratori dipendenti del settore privato, gli iscritti in via esclusiva alla Gestione separata e i lavoratori autonomi iscritti all’INPS. Vale per i figli conviventi minori di anni 14 e per i figli con disabilità. 

La domanda va presentata solamente in modalità telematica attraverso il portale web dell’Istituto, il Contact center integrato o i servizi forniti dagli enti di patronato. Questa misura è stata prorogata, dal D.L. n. 221 del 2021, fino al 31 marzo 2022.

Congedo Covid­-19 per quarantena scolastica

La pandemia mondiale ha portato lo Stato italiano a doversi confrontare con quarantene, isolamenti e autosorveglianze. Queste hanno impattato in maniera energica sul mondo del lavoro. Ecco perché tra le misure in atto per contrastare questa crisi è stato inserito anche il congedo parentale per quarantena scolastica. Si tratta di un congedo indennizzato al 50% che può essere utilizzato durante il periodo di quarantena del figlio convivente e minore di 14 anni per contagio da Covid-19 all’interno delle strutture scolastiche. 

A usufruire dei congedi parentali per quarantena scolastica possono essere i genitori lavoratori affidatari o collocatari. Il congedo ha validità senza limiti di età per la cura di figli con disabilità iscritti a scuole di ogni ordine affetti da Covid, in quarantena da contatto e con attività didattica o educativa in presenza sospesa (o in alternativa  con chiusura del centro diurno che fornisce assistenza). Per ogni giorno di astensione e di assenza dal lavoro è riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione o del reddito a seconda della categoria lavorativa di appartenenza del genitore. 

Il congedo parentale SARS CoV-2 non risolve i problemi dei figli in DaD, ma consente almeno di alleviare l’impatto sulla famiglia durante questo inizio del 2022 davvero complicato dal punto di vista scolastico. Molto probabilmente, con la fine dell’emergenza siglata al 31 marzo 2022, le regole potrebbero cambiare.

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Congedo parentale e Legge 104

Come indicato dall’Inps, i permessi 104 per l’assistenza ai disabili non spettano:

  • ai lavoratori a domicilio
  • agli addetti ai lavori domestici e familiari
  • per agricoli a tempo determinato occupati a giornata
  • agli autonomi
  • ai parasubordinati.

Non si prevede l’esclusione di chi in precedenza ha usufruito del un congedo straordinario, anche nei casi in cui il lavoratore abbia utilizzato tutto il periodo a disposizione. Si possono richiedere infatti fino a un massimo due anni di congedo straordinario nell’arco della vita lavorativa: questo limite è complessivo fra tutti gli aventi diritto per ogni persona con disabilità grave. Chi ha più di un familiare disabile può beneficiare del congedo per ciascuno di essi, ma non potrà mai superare i due anni. 

Ultima modifica: 14/03/2022

Angelo Dino Surano

Giornalista, addetto stampa e web copywriter con una passione particolare per le storie di successo. Esperto in scrittura vincente e comunicazione digitale, è innamorato della parola e delle sue innumerevoli sfaccettature dal 1983. La vita gli ha messo davanti sfide titaniche e lui ha risposto con le sue armi più potenti: resilienza e spirito di abnegazione. Secondo la sua forma mentis, il contenuto migliore è quello che deve ancora scrivere.