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Annalisa Minetti, l’atletica leggera e la disabilità visiva

Annalisa Minetti, dalla musica allo sport fino ad arrivare all’atletica leggera vissuta sempre con coraggio. Nota al grande pubblico per la sua musica, nonostante abbia una disabilità visiva grave come la retinite pigmentosa, decide di intraprendere l’attività agonistica nell’atletica leggera. Ai campionati italiani di atletica leggera di Padova, organizzati dalla FISPES, incontriamo Annalisa Minetti insieme alla sua guida, il corridore olimpico Andrea Giocondi.

Disabilità Visiva: Annalisa Minetti e lo Sport

Annalisa Minetti ha cominciato a correre con regolarità “ho cominciato ad avvicinarmi all’atletica leggera a settembre scorso -racconta Annalisa Minetti – arrivavo dal duathlon che è una disciplina completamente diversa e che facevo comunque a livello amatoriale, poi ho fatto un test sui 1500 metri e sugli 800 metri con Andrea…così istintivamente ho chiesto ad Andrea se mi accompagnava per questo sogno paralimpico e lui ha accettato di preparare e sognare nuovamente un olimpiade insieme a me, per lui sarebbe la seconda…”

Andrea Giocondi Racconta Annalisa Minetti

Andrea Giocondi comprende subito le potenzialità di Annalisa Minetti, “sicuramente da quando è venuta al campo e ci siamo allenati insieme…le qualità genetiche di Annalisa Minetti si percepiscono a pelle…mi è bastato quel test di una settimana in cui abbiamo quel test di Velletri per capire le sue grosse potenzialità…la cosa che mi spaventa è che secondo me ha ancora molto da tirare fuori…intravedere le sue aspettative è stato facile, capire dove potrà arrivare è un po più difficile”.

Annalisa Minetti Dal Ciclismo All”Atletica Leggera

“Prima mi allenavo molto di più senza un obiettivo, semplicemente per l’aspetto fisico – confessa Annalisa Minetti –  per il proprio benessere facevo quattro ore di allenamento al giorno perchè preparavo la corsa, preparavo la bicicletta…il ciclismo richiede più tempo nell’allenamento…si parla di un minimo di 90 km ed un massimo di 200, perchè preparavo le gran fondo… stavo molto più tempo fuori sotto il freddo, le intemperie…quando ho conosciuto l’atletica ho visto che in due ore finivo, compresa la doccia, ed è comunque un’ora e mezza di lavoro concentrato e faticoso…ho pensato…atletica leggera sarà una “cavolata” invece di leggero non c’era proprio niente”.

L’incontro Di Annalisa Minetti Con Andrea Giocondi

“Di Andrea mi ha da subito colpito la personalità – spiega Annalisa Minetti – avrei dovuto correre con un altro atleta guida, Capotosti, invece mi sono ritrovata con Andrea…ero terrorizzata perchè non avevo mai corso con lui…e poi la sensazione che mi ha lasciato è di un’umanità incredibile, mi sembrava una persona che poteva darmi molto a livello di sensazioni al di là della tecnica che ancora non conoscevo…poi mi sono resa conto che è un grandissimo tecnico e mi ha fatto arrivare a un 2.24.76 da un 2.35 naturale…a lui va il merito della mia preparazione”.

“Io sono una persona molto fortunata – prosegue Annalisa Minetti – con Andrea il feeling è stato quasi immediato…ho potuto lavorare con lui in modo molto minuzioso, sul sync, sulla leggerezza del braccio, sulla postura delle spalle, sui piedi che per me era una cosa veramente nuova – ho tuttora i piedi fucilati come dice lui – ma ho capito cosa vuol dire correre sull’avampiede, sono tutte cose nuove che da incosciente che affronto con entusiasmo e godo quando vedo lui soddisfatto dell’allenamento e del risultato ottenuto. Io non sento la difficoltà nel correre con Andrea, non sento la difficoltà del cordino…credo ci siano dei vantaggi perchè la gara la condividi, non è più un lavoro individuale, perchè io e Andrea siamo due persone distinte e separate che corrono per lo stesso obiettivo, per lo stesso traguardo”.

Annalisa Minetti E Le Emozioni Della Corsa

“Io faccio moltissimo lavoro di testa – prosegue Annalisa Minetti – continuo a ripetermi delle frasi ben precise, non è importante vincere, ma pensa a correre per tutte quelle persone che in te credono, poi continuo a dire che non c’è fatica, non c’è dolore…poi sono molto concentrata sulla voce di Andrea…Mi ricordo la parola Ai Vostri Posti…lo sparo…poi mi ricordo l’arrivo…il durante vado in trance agonistica, mi affido alla voce di Andrea, cerco di essere il più attaccata possibile al suo braccio e di lasciarmi gestire da lui per evitare che lui abbia la difficoltà ulteriore di dover tirare l’atleta…in fondo io non faccio altro che affidarmi, non ho ancora appreso cos’è il ritmo gara, quali sono i passaggi ai 200mt piuttosto che ai 600mt…per adesso mi trovo bene così…”

Annalisa Minetti: “Sono una persona assolutamente vedente”

“Più che portare lo sport nella mia musica – sottolinea Annalisa Minetti – è la mia musica che ormai è nello sport, ho scritto una canzone che racconta queste sensazioni, ho da sempre una bicicletta da spinning e sul palco cantavo una canzone che a me piace molto che non mi appartiene, ma è una canzone che rappresenta l’energia giusta con la quale affrontare un’attività sportiva che è Maniac e facevo tutto il pezzo in volata, cantavo con l’archetto tutto in volata quindi ad una media di 55 km/ora…mi piaceva proprio il connubio tra lo sport e la musica – continua Annalisa Minetti – che sono due cose che mi hanno dato molta indipendenza…la musica mi ha dato una dignità nei confronti di una vita che voleva essermi in qualche modo ostile…poi lo sport mi ha ridato l’autosufficienza e l’indipendenza e ogni volta che corro, grazie ad Andrea, grazie al cordino, io sono una persona assolutamente libera, assolutamente vedente”.

Gli obiettivi di Annalisa Minetti

“E’ in uscita il mio prossimo album – dice Annalisa Minetti – sono contenta perché è un ritorno in Italia dopo 10 anni. Ho voluto in qualche modo vivere il resto del mondo musicalmente e mi ha portato molto fortuna e mi sembrava molto più semplice essere profeta ma non in patria…adesso torno con un nuovo album, un progetto molto importante, questo è il mio immediati prossimo obiettivo. Per quanto riguarda lo sport c’è la notturna a Milano che sarà il mio esordio nei 1500metri e poi c’è tutto l’anno olimpico…”

Annalisa Minetti ed il mondo degli specialmente abili

“Dico sempre che quando il sogno non è individuale si realizza; siccome il mio è un sogno assolutamente collettivo – conclude Annalisa Minetti –  perchè è il sogno mio e di Andrea e delle nostre famiglie, mio marito, sua moglie, i nostri figli…sono lì a gioire per noi, a fare delle nostre soddisfazioni le loro soddisfazioni e poi c’è tutto un mondo di ragazzi disabili che credono che volere è potere e quindi se io riuscirò ad andare lì (Londra 2012) rappresenterò quel mondo parallelo che si chiama banalmente mondo dei disabili che io invece definisco mondo degli specialmente abili”.

Ultima modifica: 12/05/2020

Redazione - Ability Channel

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