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Sir Isaac Newton, il padre della fisica era un genio…autistico

E’ l’autore dei Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, opera nella quale descrive la legge di gravitazione universale. Attraverso le sue leggi sul moto stabilisce i fondamenti per la meccanica classica. E’ il primo a dimostrare che le leggi della natura governano il movimento della Terra e degli altri corpi celesti. Contribuisce alla Rivoluzione scientifica, al progresso della teoria eliocentrica ed è il primo a dimostrare che la luce bianca è composta dalla somma, in frequenza, di tutti gli altri colori. Tutto questo, e non solo, è Sir Isaac Newton.  

Una vita attiva e laboriosa

Nel 1642, da una famiglia di piccoli proprietari del Lincolnshire, in Inghilterra, nasce Sir Isaac Newton. Il piccolo non avrà mai l’opportunità di conoscere il padre, anch’egli di nome Isaac, morto tre mesi prima della sua nascita. Tre anni più tardi la madre, Anna Ayscough si sposa con un uomo piuttosto più grande di lei, un tale di nome Barnabas Smith, e da quel momento in poi Isaac verrà lasciato alle cure dei nonni materni. Il rapporto che ha con il patrigno non era certo dei migliori, al contrario: secondo alcune fonti Newton sarebbe persino giunto a minacciare di incendiare la casa di quell’uomo che tanto odiava.

Quando Isaac ha dieci anni il patrigno muore lasciandogli un’eredità non indifferente con cui riesce a pagarsi gli studi presso la King’s School, a Grantham. Qui Newton è ospite presso la famiglia Clark, imparentata alla lontana con i Newton. E con la figliastra del padrone di casa, Catherine Storer, sembra che Isaac abbia avuto la sua prima ed ultima relazione sentimentale.
In quegli anni iniziano a prendere forma le sue passioni: si dedica alla costruzione di meridiane, orologi ad acqua e modelli funzionanti di mulini. Ma alla fine del 1658 la madre lo richiama a casa per farsi dare una mano ad accudire i campi, costringendolo a lasciare gli studi. Che delusione! Isaac si rivela un pessimo agricoltore, la vita da contadino non è per lui. Grazie all’intervento del suo maestro, la madre si convince a lasciargli proseguire gli studi al Trinity College di Cambridge, dove si trasferisce nel 1661. Sebbene alla base degli insegnamenti del tempo ci fossero gli studi di Aristotele, Isaac Newton si sentiva più vicino a filosofi al tempo contemporanei come Cartesio, Galileo, Copernico e Keplero.

Tra il 1665 ed il 1666 il College viene chiuso per via della peste e con l’occasione Newton decide di continuare gli studi per conto proprio. Nel 1669 il suo maestro Isaac Barrow gli cede la cattedra di matematica, che tiene fino al 1701. Nel frattempo costruisce il suo primo telescopio a riflessione e nel 1672 ne invia un modello alla Royal Society di Londra. L’interesse mostrato da quest’ultima nei confronti dei suoi lavori lo incoraggia a pubblicare le note On Colours (Sui colori) che più tardi arricchisce nel suo lavoro Opticks (Ottica).

La mela…e la forza di gravità

“Perché una mela cade sempre perpendicolarmente al suolo? Perché non cade di lato o non sale, ma tende costantemente verso il centro della Terra?”. Nel 1666 Newton è seduto sotto un melo del giardino quando una mela gli cade sulla testa. Ed inizia a riflettere sulla gravitazione…Perché la Luna non cade sulla Terra come la mela? E da qui altre congetture: in tutte le cose, in tutta la materia deve essere una forza di attrazione proporzionale alla massa ed inversamente proporzionale alla distanza. Così, come la Terra attrae la mela, così anche la mela deve attrarre la Terra. Questa attrazione reciproca può spiegare perché tutti i corpi pesanti cadono al suolo, perché la Luna è sospesa nella sua orbita attorno alla Terra, perché i pianeti descrivono le loro orbite intorno al Sole ed i satelliti attorno ai pianeti, perché tutti i corpi dell’Universo gravitano gli uni verso gli altri.

I Philosophiae Naturalis Principia Mathematica, comunemente chiamati Principia, pubblicati in tre volumi nel 1687, è considerato unanimemente un capolavoro assoluto della scienza. Con quest’opera nasce il concetto di gravità e viene definita la Legge di gravitazione universale. Newton, un uomo vissuto più di quattro secoli fa, stabilisce le tre leggi universali del movimento che, per i successivi trecento anni, resteranno invariate.

Isaac Newton e la religione

Gli interessi di Newton sono rivolti anche alla religione. Tanto odia la Chiesa cattolica, tanto è affascinato dalla Bibbia; gli opuscoli religiosi che scrive sulla sua interpretazione letterale sono numerosi. Crede infatti che in vari punti il testo del libro sia stato forzato e falsificato e si adopera in ogni modo per riuscire a trovare il significato originale del testo sacro.

Sindrome di Asperger, la malattia dei geni

E’ possibile che lo sviluppo sociale creativo e tecnologico del mondo sia dovuto alle capacità delle persone con disturbi psichici?

Secondo le teorie di Penny Spikins del Department of Archeology dell’University of York (Inghilterra), la spinta evolutiva del genere umano sarebbe stata fornita proprio da persone con disturbi dello spettro autistico come la Sindrome di Asperger. Una caratteristica che accomunava geni come Isaac Newton o Albert Einstein.

Se è vero infatti che queste persone hanno dei grandi problemi di gestione dell’empatia e dei rapporti sociali più in generale, è altrettanto vero che in molti casi sono dotati di una intelligenza pari se non superiore alla media. La capacità di essere estremamente sistematici e di applicarsi in modo molto focalizzato nei loro compiti li ha resi indispensabili alla nostra società fin dai tempi più remoti.

Qualche curiosità su uno dei più grandi scienziati della storia

  • Due esaurimenti nervosi. Nel 1678, dopo aver intrapreso una disputa su aspetti della sua teoria di ottica, Newton crede di avere un esaurimento nervoso. Nel 1693 ne ha un altro, dopo di che si ritira dalla ricerca scientifica. Anche se lo scienziato ha incolpato la ricaduta alla mancanza di sonno, gli storici menzionano altre cause possibili tra le quali l’avvelenamento chimico da esperimenti e gli effetti della sua depressione cronica;
  • Ha servito ai tavoli. Come studente presso l’Università di Cambridge, Newton ha dovuto servire ai tavoli. Come altri, era uno studente che, in cambio dello svolgimento di compiti umili riceveva un’assistenza finanziaria;
  • Ha praticato l’alchimia. Anche se giustamente celebrato per il suo genio scientifico, Newton si è anche divertito con l’alchimia – una pseudoscienza che si propone di trasformare i metalli di base in piombo e altri in oro.
  • Ha previsto la fine del mondo…nel 2060. Per il padre della fisica l’Universo finirà il 25 dicembre del 2060. Il suo calcolo partirebbe dall’incoronazione di Carlo Magno, la notte di Natale dell’800, da cui avrebbe fatto iniziare il conto alla rovescia.

 

“Non so come io appaia al mondo, ma per quel che mi riguarda mi sembra di essere stato solo come un fanciullo sulla spiaggia che si diverte nel trovare qua e là una pietra più liscia delle altre o una conchiglia più graziosa, mentre il grande oceano della verità giace del tutto inesplorato davanti a me.”
(da Philosophiae naturalis principia matematica)

Ultima modifica: 08/03/2020

Redazione - Ability Channel

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