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Perché il Presidente del Consiglio non è eletto dai cittadini?

A fronte di quello che si pensa, il presidente del consiglio non è eletto dei cittadini. Lo dice la Costituzione. Scopri in quali articoli

A fronte di quello che si pensa, il presidente del Consiglio non è eletto dei cittadini, e lo dice la Costituzione Italiana. Il Presidente del Consiglio è una carica che viene assegnata dal Presidente della Repubblica ai sensi dell’articolo 92 della stessa, in quanto recita che “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”.

Dopo i risultati delle elezioni politiche 2022, l’opinione pubblica dibatte sul futuro governo di Giorgia Meloni, la più probabile a ottenere il ruolo di premier. Partiamo da un dato di fatto: la Costituzione Italiana prevede una formazione del governo più articolata e complessa. Il partito che ha ottenuto il numero maggiore di voti non diventa il partito di governo e il candidato premier non diventa automaticamente premier.

Gli italiani dunque non votano il presidente del consiglio, ma esprimono una preferenza sull’area politica. Una volta terminate le elezioni, inizia la fase delle consultazioni.

Cosa succede dopo le elezioni?

Le elezioni non sono il punto di arrivo, bensì il punto di partenza. Prima di assumere qualsiasi funzione, il Presidente del Consiglio (che non viene eletto dai cittadini) deve ottenere l’incarico dal Presidente della Repubblica. E lo ottiene solamente se il governo ottiene la fiducia dei due rami del Parlamento, come prescritto dagli articoli 93 e 94 della Costituzione. In quel caso, Presidente del Consiglio e ministri fanno il giuramento e inizia ufficialmente la Legislatura.

La prima fase (cosiddetta preparatoria) inizia con il Presidente della Repubblica che, per prassi, individua un potenziale Presidente del Consiglio in grado di formare un governo. In questo caso, Mattarella potrebbe incaricare Giorgia Meloni (forte della sua maggioranza ottenuta nella tornata elettorale con la coalizione di Centrodestra) di formare un governo che possa ottenere la maggioranza in Parlamento.

Questo meccanismo non viene attuato solo in caso di elezioni, ma anche nel caso in cui si determini una crisi di governo. Ecco perché in questi ultimi anni non si era andati alle elezioni politiche: vista la situazione precaria, Mattarella aveva preferito “provare” a formare un governo alternativo senza ricorrere al voto (visto che le spese elettorali sono notevoli).

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Fonte immagine: Flickr

Presidente del consiglio non eletto: il conferimento dell’incarico

Come dicevamo in precedenza, il Presidente del Consiglio non è eletto direttamente dai cittadini ed è una carica che diventa “ufficiale” solo con la nomina del Presidente della Repubblica. Anche se un candidato premier sembra autorevole, dal punto di vista costituzionale non cambia nulla. C’è bisogno di un mandato esplorativo e di un incarico ufficiale. In queste ultime elezioni, è facile pensare che sia Giorgia Meloni la persona preposta a costituire un nuovo governo e ottenere la fiducia del parlamento.

Se Giorgia Meloni (e il centrodestra) avessero ottenuto qualche punto percentuale in meno e il Partito Democratico (e in centrosinistra) avessero ottenuto qualche punto in più, è probabile che Mattarella avrebbe optato per un mandato esplorativo e non per un incarico ufficiale (cosa che dovrebbe accadere nei prossimi giorni). L’incarico, conferito in forma orale, viene ufficializzato attraverso un comunicato stampa a cura del segretario generale della Presidenza della Repubblica.

La nomina del Presidente del Consiglio

Dopo un giro di consultazioni, l’incaricato si reca nuovamente dal Presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e comunicare allo stesso che sussistono i presupposti per la fondazione del nuovo governo. Subito dopo lo scioglimento della riserva si arriva alla firma e alla controfirma dei decreti di nomina del capo dell’Esecutivo e dei ministri. Il procedimento si conclude con l’emanazione di tre decreti: nomina del Presidente del Consiglio, nomina dei singoli ministri e accettazioni delle dimissioni del governo uscente.

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Giuramento e fiducia

Questo decreti emessi dal Presidente della Repubblica non sono sufficienti. Prima di assumere le funzioni, il presidente del Consiglio e i ministri devono giurare secondo la formula rituale indicata dall’art. 1, comma 3, della legge n. 400/88. Il giuramento è uno dei momenti più importanti della fondazione del nuovo governo perché rappresenta simbolicamente un atto di fedeltà nei confronti della Costituzione e dei cittadini. Questa la formula rituale: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”.

Entro 10 giorni dal decreto di nomina, il nuovo governo deve chiedere il voto di fiducia alla Camera. Non è una semplice preferenza, ma un vero e proprio appello nominale. Ogni parlamentare deve motivare la propria scelta e assumere tale responsabilità nei confronti dell’elettorato. Il Presidente del Consiglio non è eletto dai cittadini, ma c’è comunque la necessità che sia riconosciuto come tale dai parlamentari.

Quanto dura il mandato del Presidente del Consiglio

La durata del mandato parlamentare è di 5 anni, a patto che Camera e/o Senato non votino la sfiducia. Nel caso in cui avvenga, il Governo si scioglie insieme al Parlamento. Per la sfiducia al Governo, serve una mozione firmata da almeno un decimo dei componenti di ciascuna Camera e votata per appello nominale. Una volta che la sfiducia al governo è effettiva, il Presidente del Consiglio cessa di esercitare le sue funzioni.

Nel caso invece in cui il Presidente del Consiglio consegni le dimissioni, la “palla” passa al Presidente della Repubblica che procederà con nuove consultazioni. Se vi è una maggioranza solida (come è capitato nel caso dei governi di Giuseppe Conte o Mario Draghi) nominerà un altro premier. In caso contrario, il Presidente della Repubblica dovrà scogliere le camere e annunciare nuove elezioni. In ogni caso, si continuerà ad avere un Presidente del Consiglio non eletto dei cittadini.

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Ultima modifica: 17/10/2022

Angelo Dino Surano

Giornalista, addetto stampa e web copywriter con una passione particolare per le storie di successo. Esperto in scrittura vincente e comunicazione digitale, è innamorato della parola e delle sue innumerevoli sfaccettature dal 1983. La vita gli ha messo davanti sfide titaniche e lui ha risposto con le sue armi più potenti: resilienza e spirito di abnegazione. Secondo la sua forma mentis, il contenuto migliore è quello che deve ancora scrivere.