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Glaucoma: provoca la cecità, perchè?

Il glaucoma è una malattia dell’occhio dovuta in genere ad un aumento della pressione oculare con conseguente lesione del nervo ottico che comporta una riduzione della vista. Secondo l’OMS le persone che ne sono affette sono 55 milioni ed è la seconda causa al mondo di cecità. In Italia questa patologia colpisce circa un milione di persone (soprattutto gli over 40) che nel 50% dei casi non sanno di essere ammalate. L’incidenza aumenta con l’aumentare dell’età.

Glaucoma, cause e fattori di rischio

All’interno del bulbo oculare si trova l’umor acqueo, un liquido simil acquoso che, scorrendo continuamente, assicura il nutrimento alle strutture dell’occhio. Nel momento in cui le vie naturali di deflusso dell’umor acqueo si ostruiscono, l’equilibrio tra il liquido prodotto e quello eliminato viene meno con un conseguente aumento della pressione all’interno del bulbo che supera i livelli fisiologici di 14-16 mmHg. Se la pressione intraoculare aumenta in maniera importante o comunque per un periodo di tempo prolungato il nervo ottico, la struttura che consente di trasmettere le informazioni visive direttamente al cervello, rischia di danneggiarsi con conseguenze anche gravi per la vista.

Esistono poi alcuni fattori di rischio che possono aumentare la probabilità di sviluppare la malattia:

  • pressione oculare elevata: avere una pressione oculare sempre al di sotto di 18mmHg significa avere un basso rischio di sviluppare un glaucoma, anche se esistono alcune forme a pressioni medio-basse;
  • età avanzata: la frequenza di questa patologia aumenta in maniera significativa dopo i 40 anni di età senza distinzioni di sesso. Per questo motivo, in particolare dopo aver raggiunto questa età, è importante sottoporsi a dei controlli oculistici regolari (in molti casi la persona può avere la malattia senza rendersene conto).
    Un’eccezione a questa ‘regola’ è stato Ray Charles, che fu affetto da una forma di glaucoma infantile;
  • familiarità: se si ha un parente di primo grado affetto da glaucoma, le possibilità di sviluppare la malattia possono aumentare da 4 a 10 volte;
  • patologie predisponenti: le possibilità di sviluppare il glaucoma possono aumentare in presenza di alcune condizioni patologiche come il diabete, l’ipertensione e l’emicrania;
  • utilizzo prolungato di alcuni farmaci come i cortisonici;
  • miopia o altri difetti della vista come l’ipermetropia elevata o la cataratta totale).

Le forme di glaucoma

Tra le principali forme di glaucoma si distinguono:

  • Glaucoma cronico ad angolo aperto: è il tipo più comune di glaucoma (circa l’80% dei casi) ed è causato da uno scorretto scarico del fisiologico sistema di scarico dell’umor acqueo. La pressione intraoculare così aumenta andando a danneggiare il nervo ottico. Questa forma di glaucoma cronico si sviluppa lentamente ed in genere non dà sintomi se non quando i danni procurati al nervo ottico sono già importanti.
  • Glaucoma acuto ad angolo chiuso: dovuto ad una chiusura improvvisa del ‘sistema di scarico’ dell’umor acqueo (occlusione dell’angolo irido-corneale) che determina un rapido aumento della pressione endoculare detto attacco acuto di glaucoma. Questa forma, se non curata in maniera tempestiva, può portare a cecità in breve tempo. L’attacco acuto di glaucoma è caratterizzato da sintomi come l’offuscamento della vita, dolore oculare forte spesso associato a cefalea, nausea e vomito.
  • Glaucoma congenito: in questo caso il sistema di drenaggio dell’umor acqueo è compromesso sin dalla nascita. Il bambino manifesterà quindi sintomi come un’eccessiva sensibilità alla luce (fotofobia), una forte lacrimazione, ed eventuali opacità della cornea o ingrossamento del globo oculare conseguenti all’aumento pressorio. Fortunatamente si tratta di una forma rara di glaucoma che colpisce un neonato ogni diecimila.
  • Glaucoma secondario: questa forma di glaucoma è il risultato dell’effetto secondario di alcune patologie (diabete), di stati infiammatori, tumori, emorragie o alcuni farmaci.

La diagnosi

Per ottenere una diagnosi efficace e quanto più precoce possibile di glaucoma, è necessario ricorrere ad una serie di valutazioni:

  • misurazione della pressione intraoculare (tonometria)
  • studio del campo visivo attraverso la perimetria computerizzata (permette di indagare la sensibilità della retina individuando eventuali danni)
  • valutazione dell’aspetto del nervo ottico tramite oftalmoscopio
  • valutazione del disco ottico: ad oggi possibile anche grazie a nuovi metodi come il CSLO, l’SLP e l’OCT. Si tratta di metodi diagnostici semplici e non invasivi che consentono uno studio dettagliato delle fibre nervose situate attorno alla papilla ottica il cui assottigliamento è indice di perdita di cellule retiniche.

Le possibili cure

La terapia farmacologica per il glaucoma consiste fondamentalmente nella somministrazione di colliri contenenti beta-bloccanti mentre, nei casi più importanti, si rende necessario l’intervento chirurgico. Quest’ultimo è di fondamentale importanza in quei casi in cui il paziente non trova alcun giovamento alla terapia farmacologica e nei casi delle forme ad angolo chiuso. Si possono effettuare trattamenti con il laser o interventi di filtrazione.

L’importanza dell’alimentazione

Oltre alla giusta terapia farmacologica, in caso di glaucoma non bisogna sottovalutare una giusta e corretta alimentazione. Innanzitutto è indispensabile fare una dieta povera di grassi e bisogna evitare di assumere grandi quantità di acqua in tempi ravvicinati. Da evitare il dado per brodo e tutti gli alimenti contenenti glutammato monosodico. Infatti è quest’ultimo che se preso in eccesso nell’occhio glaucomatoso risulta un co-fattore del processo di morte cellulare programmata (la cosiddetta”apoptosi”) del nervo ottico che conduce alla cecità.  Bisogna eliminare tutte le bevande cosiddette “light”, dolcificanti e caramelle contenenti aspartame. L’aspartame è estremamente tossico per l’occhio in quanto una volta assunto si trasforma in formaldeide.

Con che frequenza è necessario farsi visitare?

È indispensabile che il paziente capisca che il glaucoma richiede controlli per tutta la vita e che la loro frequenza dipende da come la malattia risponde alla terapia. Poiché spesso il glaucoma è asintomatico, deve essere ben chiarito che il non sottoporsi ai controlli previsti può comportare una progressione della malattia e conseguente perdita di funzione visiva, senza che il paziente se ne renda conto, se non quando è troppo tardi.

Il killer del nervo ottico ha colpito anche il mondo della lirica

All’artista Andrea Bocelli fu diagnosticato alla nascita un glaucoma congenito. Poi, all’età di 12 anni, perse totalmente la vista a causa di una pallonata durante una partita di calcio, che gli provocò un’emorragia cerebrale e lo rese disabile. Ma la sua disabilità visiva non gli ha impedito di andare oltre ai suoi occhi e di farci sognare attraverso la sua splendida voce. Un talento, una forza e una passione che vanno oltre la luce.

Ultima modifica: 01/06/2020

Redazione - Ability Channel

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