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Massimo Pulin – l’ortopedia come arte

Massimo Pulin è il presidente di Icora e Orthomedica, un’associazione e un’azienda di Padova specializzate nel settore ortopedico. Riccarda Ambrosi di Ability Channel ha raccolto la sua interessante storia.

Una tradizione di famiglia

“Orthomedica – racconta Massimo Pulin – è nata nel 2000 ma io nasco da una tradizione familiare di mio papà e mio nonno che erano dei tecnici ortopedici che lavoravano all’Istituto Rizzoli di Bologna, poi nel 68 mio papà ha aperto un’azienda qui a Padova che abbiamo fatto continuare fino al 2000 quando l’abbiamo tramutata in Orthomedica. Orthomedica attualmente è presente a Padova, Verona, Vicenza, Trento, Treviso, Santorso e Montebelluna; abbiamo 25 collaboratori di cui 11 tecnici ortopedici; è un’attività che svolge prevalentemente il “su Misura” per cui cerchiamo di dare risposte ai casi più difficili soprattutto nel campo della scoliosi dove siamo dei leader nazionali. Facciamo circa mille busti per scoliosi all’anno, abbiamo medici da tutta Italia che mandano i ragazzini a fare i busti da noi…le competenze ci sono.

Massimo Pulin fonda Icora

“Nel 2008 ho acquisito un’azienda a Zagabria – prosegue Massimo Pulin – dove attualmente occupiamo 11 persone di cui 5 tecnici ortopedici; abbiamo aperto a Pola una filiale 4 mesi fà. Nel 2008 quando ho acquisito questa azienda Zagabria, non essendoci la figura del tecnico ortopedico come in Italia ho deciso di aprire Icora, che inizialmente era un acronimo italian orthopedic rehabilitation association, e abbiamo aperto con l’università di Pola un corso per tecnici ortopedici…che attualmente funziona ancora. Io sono presidente del corso e docente. All’inizio avevamo quasi tutti dalla Croazia, dalla Bosnia, dalla Serbia…adesso abbiamo invece più domande dagli italiani che di ex-jugoslavi…è una bella soddisfazione. così nel 2012 in novembre abbiamo costituito Icora in Italia dando un risvolto internazionale all’Associazione visti anche i presupposti per fare formazione in altri paesi europei ed extraeuropei. Ci siamo prefissati di fare formazione in Libia e in Albania”.

Il titolo di Maestro

“Ritengo che come tecnica ortopedica l’Italia non abbia niente da imparare, non perchè siamo presentuosi ma perchè siamo capaci. L’unica pecca che posso dire dell’Università italiana che forma i tecnici e che li formano solo nelle aule e non a livello manuale. Il nostro corso non fa i dottori ma fa gente che sa lavorare, che sa saldare, gente che deve saper forare e filettare, perchè un apparecchio non si costruisce dal niente. Un busto, una protesi, un dispositivo, una carrozzina. A me è venuto questo pallino dell’insegnamento quando ho avuto ospite una stagista giapponese…e da lì mi è venuta voglia di fare come in Giappone dove fanno un anno di teoria e due anni esclusivamente di pratica…e da lì è nato tutto questo percorso formativo che in Italia è avezzo a tutti. Da noi non nascono dottori ma professionisti che sanno lavorare. Credo che il dottore sia quella persona che dopo 5 anni di medicina possa avvalersi di un titolo, il tecnico ortopedico, per quanto bravo sia, non ritengo possa far parte della schiera dei dottori. Ma quando uno viene chiamato Maestro – sottolinea Massimo Pulin – a me piace, è un complimento…per me è il fare, non è il titolo di cui a me poco importa…”

“Quando raddrizzi una colonna – continua Massimo Pulin – o quando con un tutore su un piede torto cominci a farlo camminare meglio…ma se non hai la maestria, se non sai quello che tu puoi fare cerchi di prendere quello che c’è in commercio, già pronto, predisposto, assolutamente non può andare bene. Siamo l’unica azienda con persone che vengono a fare gli stage da tutta Europa, adesso abbiamo una ragazza da Norimberga, un ragazzo dal Cameroun, gli insegnamo, imparano, stiamo con loro…i miei tecnici, che sono tutti ragazzi eccezionali che hanno fatto la scuola di tecnico ortopedico in Italia…adesso hanno imparato l’arte perchè questa è un arte, non è un mestiere, non siamo mestieranti, per questo mi piace definirci Maestri…”

La prima azienda del nord Italia

“Adesso siamo in 25 – spiega Massimo Pulin – ma tra due mesi saremo 46 persone perchè abbiamo fatto una fusione con un’altra azienda e diventeremo la prima aziensa sul “su misura” in tutto il nord Italia…avremo possibilità in più di fare ricerca in collaborazione anche con università italiane. Potremo così anche stanziare piccoli fondi perchè come sappiamo lo Stato italiano invece di aiutare penalizza le piccole imprese…poi chi ha bisogno di una carrozzina non gliela danno, chi ha bisogno del busto pure… E’ inconcepibile che in uno stato come dovrebbe essere l’Italia non si tuteli chi ha bisogno…sappiamo che la spesa protesica in Italia è irrisoria, sono 250 milioni di euro sul “su misura”…irrisoria su 116 miliardi… In regione Veneto nel 2008 erano 92 milioni siamo scesi ora a 84 milioni di stanziamenti per tutta l’ortoprotesica, cioè dal su misura, al pannolone alla carrozzina…Il su misura è passato da 42 milioni a 36 e vogliono diminuire ancora…tariffe ferme da 12 anni, un nomenclatore tariffario fermo da 25 anni…porto solo l’esperienza mia in Croazia dove hanno un nomenclatore tariffario che viene rifatto, vengono inseriti codici nuovi, ogni sei mesi… Noi – conclude Massimo Pulin – siamo un paese da terzo mondo!”

 

Ultima modifica: 11/02/2020

Redazione - Ability Channel

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