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Gradara, cabine di regia per migliorare l’accessibilità

Il Comune di Gradara (Marche) ha aderito a un progetto di FIABA Onlus con lo scopo di migliorare l'accessibilità del proprio territorio

Gradara punta a migliorare la propria accessibilità per le persone con disabilità. E lo fa assieme a FIABA Onlus, in un progetto dedicato a una maggiore fruibilità della città. Il piccolo comune delle Marche, infatti, ha aderito all’iniziativa di istituire una cabina di regia per la Total Quality: in pratica, si punta a migliorare la qualità di vita delle persone con ridotta mobilità sotto diversi aspetti (politiche sociali, infrastrutture, lavoro, turismo e via discorrendo). La funzione principale sarà raccogliere e segnalare le criticità presenti nel Territorio, al fine di eliminarle.

Il sindaco di Gradara: “Obiettivo? Diminuire emarginazione”

Raggiunto per linea telefonica, il sindaco di Gradara, Filippo Gasperi, ha sottolineato quanto la tutela delle fragilità è un obiettivo della propria Giunta. “L’attenzione deve essere ancora più rivolta alle persone che hanno delle difficoltà, in senso lato. Un ente pubblico deve avere sempre un occhio di riguardo verso politiche che mirano a diminuire le emarginazioni”. E queste cabine di regia puntano proprio a eliminare barriere sociali di vario tipo. Anche perché sono caratterizzate dalle “competenze di persone preparate, scelte grazie a FIABA, che mettono a disposizione il proprio tempo per aiutarci a sviluppare progetti” per garantire “l’accesso universale“. Non solo, quindi, verso i disabili, ma “un’accessibilità che riguardi tutti: bambini, anziani, donne incinte. Non ci deve essere mai discriminazione”.

In questo senso, dunque, Gradara si mostra come un esperimento apripista in campo socio-politico. Che possa diventare un esempio? “Noi ce lo auguriamo – auspica Gasperi -. Mi sembra che già altri 30 comuni hanno siglato accordi simili con FIABA. Noi siamo i primi delle Marche” a realizzare un elenco di ‘buone prassi’ relative al territorio locale. Un obiettivo che riguarderà principalmente il centro storico, in quanto l’idea è di rendere fruibili i risultati “anche per altri borghi. Parliamo di turismo, condivisione culturale e accessibilità, senza snaturare il Bene. Valutare buone pratiche per conciliare accessibilità con la tutela storico-architettonico del centro storico”. Il borgo marchigiano, quindi, aggiunge un altro punto a proprio favore in termini di politiche sociali visto che, da diversi anni, sono “specializzati nell’accoglienza della disabilità cognitiva. Il nostro punto di forza è l’offerta ludico-didattica che proponiamo alle scuole, ai gruppi organizzati e alle famiglie che ci vengono a visitare”.

Il presidente FIABA: “Un ambiente accogliente abbraccia la diversità”

Anche Giuseppe Trieste, il presidente di FIABA, contattato dalla nostra redazione, ha espresso enormi soddisfazioni. In particolare, ci tiene a ricordare che “sono diversi anni che la Onlus promuove le cabine di regia nei comuni italiani” al fine di “sviluppare la mentalità di un ambiente di qualità” e aumentare “la qualità percepita dalle persone, ognuno per il proprio bisogno e con la propria diversità”. Un’evoluzione che deve riguardare “tutta la comunità”. Anche perché “la disabilità fa parte della comunità. Questa non deve essere notata, in quanto un ambiente accogliente abbraccia tutte le diversità”. Mentre, se un ambiente crea problemi, complica le possibilità di vivere il territorio. Un concetto che investe “non solo la persona con disabilità, ma anche tanti cittadini normodotati”.

Un ruolo nevralgico, in questo senso, lo ricopre la cultura della sensibilizzazione sociale. “Se andiamo in un paese dove tutto è pulito e in ordine, noi non ci azzarderemo mai a buttare qualcosa, ma rispettiamo quegli ambienti. Quando, invece, andiamo in un posto disordinato, automaticamente e inconsciamente anche noi ci comportiamo in maniera sgradevole, e diventiamo cittadini non educati”.

Ultima modifica: 25/05/2020

Angelo Andrea Vegliante

Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.