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Consultazioni: cosa sono, come funzionano e a cosa servono?

Le consultazioni sono una fase politica necessaria per la formazione di un nuovo Governo, e spesso possono portare a nuove elezioni

A seguito dei risultati delle elezioni politiche 2022, il percorso sembra essere tracciato: il prossimo Presidente del Consiglio potrebbe essere Giorgia Meloni, ma prima bisogna superare la fase delle consultazioni. Dopo la recente tornata elettorale infatti, adesso è tempo della formazione del nuovo Governo, che dovrà sostituire l’esecutivo uscente di Mario Draghi. Ma come funzionano esattamente le consultazioni?

Come funzionano le consultazioni?

Le consultazioni sono una fase politica preparatoria estremamente ricorrente quando cade un Governo o a seguito di nuove elezioni. Per comprendere meglio l’argomento in questione, dobbiamo leggere l’articolo 92 della Costituzione Italiana, il quale prevede che il “Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri” (dunque non è votato dai cittadini, come in molto erroneamente credono).

A ogni modo, le consultazioni consistono nella prima fase di un percorso che porterà alla nuova legislatura o a nuove elezioni: se la direzione presa è quella giusta, si arriverà alla formazione del nuovo esecutivo, non prima però di aver superato anche la fase dell’incarico e della nomina.

Essendo il primo step da superare, le consultazioni devono essere considerate come una fase preparatoria per il Governo che verrà. Durante questo periodo, il Presidente della Repubblica incontra i presidenti di Camera e Senato, gli ex Presidenti della Repubblica, le delegazioni politiche e i leader delle forze politiche elette, al fine di individuare il potenziale nuovo Presidente del Consiglio. Non esiste una tempistica ferrea alla quale attenersi, per questo motivo spesso le consultazioni possono avere una durata variabile: di solito, il tempo minimo è di 48 ore.

Grazie a questi incontri, il Presidente della Repubblica individua la figura più adatta a diventare premier, e quindi capace di formare una nuova maggioranza; in caso contrario, sarà necessario assegnare un mandato esplorativo (generalmente a uno dei due presidente delle Camere) per ottenere una maggioranza.

Questa fase, che può portare anche a stalli complicati, si conclude con l’assegnazione dell’incarico al nome individuato come potenziale premier, a cui viene affidata la responsabilità di formare il nuovo Governo. Ottenuta la maggioranza, viene sciolta la riserva, il nuovo esecutivo presta giuramento ed entro 10 giorni si presenta in Parlamento per ottenere la fiducia.

Prima di tutto ciò però, chi viene nominato come potenziale Presidente del Consiglio ha tre possibilità: accettare definitivamente (presentando persino la rosa dei ministri del nuovo esecutivo), accettare “con riserva” (incontro tra il potenziale premier e le forze politiche per trovare una maggioranza) o declinare. Nel caso in cui la maggioranza non viene realizzata, il Presidente della Repubblica scioglie le Camere e apre a nuove elezioni.

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Chi partecipa alle consultazioni?

Finora abbiamo già delineato il quadro di chi prende parte alle consultazioni, ma è bene ricapitolare. Le personalità e le istituzioni che perdono parte attiva a questa fase sono il Presidente della Repubblica, i Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, gli ex Presidente della Repubblica e le delegazioni politiche. Tutti sono ricevuti dal Capo dello Stato presso lo Studio alla Vetrata al Quirinale.

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Ultima modifica: 17/10/2022

Angelo Andrea Vegliante

Da diversi anni realizza articoli, inchieste e videostorie nel campo della disabilità, con uno sguardo diretto sul concetto che prima viene la persona e poi la sua disabilità. Grazie alla sua esperienza nel mondo associazionistico italiano e internazionale, Angelo Andrea Vegliante ha potuto allargare le proprie competenze, ottenendo capacità eclettiche che gli permettono di spaziare tra giornalismo, videogiornalismo e speakeraggio radiofonico. La sua impronta stilistica è da sempre al servizio dei temi sociali: si fa portavoce delle fasce più deboli della società, spinto dall'irrefrenabile curiosità. L’immancabile sete di verità lo contraddistingue per la dedizione al fact checking in campo giornalistico e come capo redattore del nostro magazine online.