UN SOGNO COLORATO DI SORRISI – LUCA PANCALLI

Abbiamo rivolto le domande che hai posto sulla pagina facebook di Ability Channel al Presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli prima delle prossime e imminenti Paralimpiadi di Londra 2012.

DISABILI ALLE OLIMPIADI… Dario Torri e Paola Finocchietti

“E’ un segnale straordinario – afferma Luca Pancalli – e non è la prima volta che accade, già nel passato abbiamo avuto segnali di questo tipo. In chiusura delle Olimpiadi di Pechino del 2008 la stessa Londra, che si candidava ad ospitare, utilizzò persone in carrozzina e così fece precedentemente anche il comitato organizzatore di Pechino, sono segnali positivi, segnali di un mondo sportivo, di una grande famiglia del mondo dello sport internazionale che vede sempre con maggiore apertura al mondo Paralimpico e certamente, a mio modo di vedere sono anche segnali prodromici di quello che potrebbe accadere da un punto di vista organizzativo delle due grandi competizioni Olimpiche e Paralimpiche da qui nel futuro.”

Luca Pancalli

DOPING E COMITATO PARALIMPICO… Marco La Rosa

“Sono ormai diversi anni – spiega Luca Pancalli – che abbiamo adottato un percorso dal punto di vista strategico teso a prevenire piuttosto che curare. Non appena ci siamo avveduti che, sia pur in casi isolati, anche il mondo Paralimpico cominciava a macchiarsi di questa cosa, certamente negativa, abbiamo cominciato ad essere molto più seri e molto più accorti in tutti quelli che sono i controlli antidoping sui nostri atleti,  anche mettendo in campo un opera di informazione e formazione, perché molto spesso, soprattutto nel nostro mondo il doping è figlio di ignoranza rispetto all’assunzione di qualche farmaco che magari qualcuno è costretto a prendere per via della propria patologia, piùttosto che per altri motivi…. per cui da noi la dimensione del doping è molto più delicata perché ovviamente parliamo di tutte persone, come il sottoscritto, che prendono farmaci anche per la propria patologia… accanto ai controlli che sono doverosi, abbiamo incentivato e abbiamo cominciato ad educare affinchè ci sia una promozione in termini di responsabilità da parte degli atleti e dei loro tecnici in merito ad un qualcosa che potrebbe avere dimensioni ben più ampie…”

LONDRA CAMBIO GENERAZIONALE… Marco La Rosa

Luca Pancalli“Il mondo dello sport Paralimpico non è diverso dal mondo Olimpico – dichiara Luca Pancalli –  vive un po’ come la finanza dei cicli. Dal punto di vista anagrafico un ciclo probabilmente si chiuderà con Londra, anche se già di positivo c’è da segnalare che l’età media delle delegazione italiana nelle Paralimpiadi di Londra cala rispetto a Pechino, il che vuol dire che tanti giovani si sono affacciati e sono entrati nella grande dimensione Paralimpica… sono convinto che Londra rappresenterà un giro di boa, non soltanto dal punto di vista di quelli che saranno gli atleti del futuro, immaginiamone una fra tutte Beatrice Vio che non è presente a Londra ma se continua e dimostrare di essere quella grande atleta avrà sicuramente la possibilità di essere a Rio de Janeiro; è una giovanissima, ma lo stesso dicasi nel nuoto della Ghiretti, una ragazza di 17 anni splendida che non è riuscita oggi ad entrare in nazionale ma sicuramente a Rio de Janeiro ci sarà. Non abbiamo mai abbandonato in questi anni l’attenzione al mondo promozionale, Londra sicuramente rappresenterà un giro di boa.”

I MEDIA E GLI SPORT DISABILI… Antonio Verdone

“Il problema della copertura dello sport paralimpico – sottolinea Luca Pancalli – non è diverso dal problema che hanno tutti gli sport minori. Fuori dall’evento olimpico e paralimpico che sia, in questa negatività siamo accumunati, non ci sono differenze, non è che si guarda poco al mondo paralimpico perché siamo brutti sporchi e cattivi e disabili, si guarda poco al mondo paralimpico perché si guarda poco a tutti gli sport minori. Mi chiedo, rispondendo a Verdone, quanto Judo lui veda in televisione, quanto Tiro a Volo o quanto Tiro a Segno, quanta Vela o Wind Surf, questo per far capire che non si possono sempre fare le battaglie sindacalizzando la nostra dimensione di disabilità; ciò detto bisogna rendere atto e merito alla Rai che invece grande sforzo a fatto, perché il campionato di Basket in Carrozzina  comunque è seguito con notevoli sforzi, i campionati di Nuoto Paralimpici sono stati seguiti; il problema è che oggi i costi di produzione di una copertura televisiva di un evento sportivo sono alti e la Rai non è in grado di sostenerle autonomamente, per cui chiede al mondo dello sport organizzato e alle federazione di poter contribuire, e in una crisi economica del sistema Italia che coinvolge anche il sistema sportivo non si hanno le risorse per poter contribuire alle produzioni, questo è il vero problema della copertura televisiva.”

AIUTARE GLI ATLETI PARALIMPICI… Gloria Piazza

Luca Pancalli“Il Comitato Paralimpico ha delle responsabilità come le hanno le federazioni – ammette Luca Pancalli –  è chiaro che le spese e gli oneri in cui va incontro un atleta generalmente sono coperti dalle proprie società sportive o dai gruppi sportivi di appartenenza; è evidente che le federazioni e il comitato non possono attenzionare tutti gli atleti, ma possono, così come fa il Coni, avere un Club Paralimpico di atleti d’interesse Paralimpico e atleti di interesse nazionale che vengono supportati in termini di borse di studio, di assistenza tecnica e sanitaria. E’ chiaro che questo tipo di assistenza non può essere data a tutti, può essere data solamente a coloro che accedono al Club Paralimpic … certamente gli atleti si possono sempre lamentare perché è giusto che l’atleta si lamenti sempre, però rispetto al passato hanno degli importanti sostegni economici e degli importanti sostegni dal punto di vista tecnico e sanitario.E’ chiaro che si può fare sempre meglio e si può fare sempre di più, però io credo che dei passi in avanti negli ultimi 10 anni sono stati fatti e sono passi avanti importanti… per il futuro vedremo se si potrà fare sempre di più.”

 

EMOZIONI IN GARA… Morena Ranocchini

“E’ difficile descrivere le proprie emozioni – confessa Luca Pancalli – anche perché sono un pessimo narratore di emozioni. Posso solamente dire che nonostante siano passati tanti anni dalla mia ultima esperienza paralimpica nel 1996 non riesco a tradire commozione nel vedere i miei atleti in acqua piuttosto che su una pista d’atletica o su una linea di tiro o su una pedana di scherma perché so perfettamente ciò che stanno vivendo. Io riesco a continuarle a vivere perché sono emozioni che ho provato, so quant’è il livello di tensione, la paura, so quanti sono le notti insonni prima di una finale piuttosto che di un altro appuntamento importante, devo dire che di questo me ne compiaccio, il fatto di riuscirle a vivere non con il distacco e la freddezza del dirigente sportivo ma riuscire a continuarle a vivere come uomo di sport e come ex atleta, questa è una cosa che tutto sommato mi inorgoglisce il che significa che non mi sono dimenticato da dove vengo.”

LA COLONNA SONORA DI LUCA PANCALLI… Martina Caironi

Luca PancalliMartina mi fa una delle domande più difficili non sono un grande conoscitore di musica, più che una colonna sonora credo che il sottofondo musicale che accompagnerà ciascuno di questi 98 atleti che saranno a Londra rincorrendo i loro sogni – perché so perfettamente che uno si prepara ad una Paralimpiade per realizzare il proprio sogno che può essere ovviamente diverso, comunque tutti hanno realizzato il poterci essere –  lo immagino più che altro colorato dai sorrisi di ciascuno di loro più che una colonna sonora un’immagine visiva perché ciascuno di loro è un sorriso, ciascuno di loro è una speranza per tanti ragazzi e ragazze disabili nel paese, che non hanno ancora scoperto il mondo dello sport quanto possa essere straordinario nei loro processi di riappropriazione della propria vita, il sorriso di Martina come quello di tutti gli altri atleti di Cecilia di Oscar… credo – conclude Luca Pancalli – che sia un inno allo sport italiano ad uno sport che non ammette più differenze.”