Consulenza alla pari Niguarda – Luigi Scialpi

Luigi Scialpi, consulente alla pari e socio della Cooperativa Spazio Vita Niguarda, ci spiega in cosa consiste il suo ruolo e come, attraverso gli incontri di Mutuo-aiuto, possa essere di aiuto a chi, come lui, ha subito un trauma.

I corsi di Mutuo-aiuto

A seguito di un trauma importante c’è una gran voglia di non ritornare più in una struttura riabilitativa e in Unità Spinale in particolare; per me è successo l’esatto contrario. Personalmente, io metto a disposizione tutte quelle che sono state le mie esperienze in 12 anni di disabilità a persone che incontriamo in queste nostre riunioni di mutuo-aiuto che teniamo ormai da oltre 3 anni. Nella fattispecie noi incontriamo e seguiamo sia pazienti già dimessi dall’Unità Spinale anche da molti anni che i familiari per tutta la fase del post-ricovero. Questa fase è molto delicata, perché fin quando si è ricoverati l’Unità Spinale è un ambiente protetto dove tutto è accessibile e si è curati e seguiti, ma nel momento in cui si torna a casa nascono tutte le difficoltà per quello che è la relativa accessibilità di tutte le strutture, cominciando dalla casa e finendo con il voler andare a prendere un caffè.

Abbiamo una psicoterapeuta e una psicologa che partecipano con noi a questi incontri periodici nei quali facciamo il punto della situazione dei pazienti o comunque delle persone che seguiamo, e dei caregiver, ovvero i familiari.
Le sedute sono di gruppo, sono circa tre ore per ogni riunione e mediamente un corso si svolge attorno ai 12 incontri. I gruppi sono pilotati dalla psicologa e dallo psicoterapeuta ma i temi sono veramente liberi, nel senso che nel momento in cui c’è un bisogno la persona lo dice in modo molto chiaro a tutta la platea presente e da quel punto poi si continua a sviluppare l’incontro.

La scelta di essere un consulente alla pari

Mentre ero ricoverato mi hanno fatto incontrare una persona che erano già molti anni che era fuori dall’Unità Spinale, una persona speciale che mi ha raccontato tante cose, e da qui è nata la voglia di fare il volontario e soprattutto di pensare al “dopo”.
Spero di essere stato utile per qualcuno, non per tutti, ma almeno per qualcuno.