Wimbledon, spazio per nuovi campioni…in sedia a rotelle

Wimbledon 2016Si tratta del più antico e prestigioso torneo di tennis che da oltre un secolo regala uno spettacolo unico e ricco di emozioni. Così anche quest’anno si è svolto nello storico sobborgo londinese, Wimbledon per l’appunto, portando con sé una grande novità: per la prima volta si è disputato il torneo di singolare in carrozzina, oltre a quello doppio già presente nelle precedenti edizioni. 

Non più solo prove di doppio

Fabian Mazzei tennisDopo dieci anni di tornei di doppio in carrozzina, sia maschile che femminile, a Wimbledon è stata finalmente inaugurata la competizione del singolare.

Il circuito di Wheelchair Tennis funziona praticamente come quello standard, con i quattro Slam che tutti conosciamo (Australian Open, Open di Francia, Wimbledon e U.S. Open). Fino al 2015 però a Londra non erano previste competizioni per il singolare in carrozzina, a differenza delle gare di doppio che venivano regolarmante disputate. Ed ora che le cose sono cambiate c’è chi, come Gordon Reid, quest’occasione l’ha colta al volo.

Gordon Reid, un sogno diventato realtà

Gordon Reid piccolaIl tennis? Il sogno di una vita. Ed è facile che sia questa la propria ambizione se si vive in una famiglia di sportivi come quella in cui è cresciuto lui.
Gordon Reid ha appena 24 anni ed è scozzese. Ama lo sport sin da bambino, e così anche i suoi fratelli. A tredici anni viene colpito da una grave forma di mielite trasversa, una malattia del sistema nervoso centrale che danneggia il midollo spinale e che lo ha portato a dover usare una sedia a rotelle, per sempre.

Ma se c’è una cosa che sto imparando facendo questo lavoro è che se davvero credi nei sogni, se davvero la tua voglia di vivere è più forte di qualsiasi altra cosa, allora non c’è malattia che tenga. Ci sono le difficoltà, c’è il dolore, qualche volta c’è anche il desiderio di mollare. Ma poi c’è tutto il resto, quel tutto che ha la capacità di far rialzare una persona anche se fisicamente non è più in grado di farlo.

Il tempo che Gordon deve trascorrere in ospedale è lungo, ma dopo solo sei settimane dal termine delle cure è pronto a riprendere la racchetta in mano, per ricominciare: in pochissimo tempo diventa uno dei miglior giocatori del Regno Unito. Un campione mancino determinato e tenace, un vero sportivo che sa benissimo quanto sia importante fare dei sacrifici per raggiungere determinati obiettivi.

Gordon Reid  è quel campione che in questa edizione dei giochi di Wimbledon ha ottenuto una duplice vittoria. Dopo aver battuto l’inglese Alfie Hewett nella gara di doppio, ha conquistato un titolo ben più importante: vincitore della prima edizione dei Championship di singolare in sedia a rotelle. Direi che son soddisfazioni.

Australian Open 2016 Wheelchair Championships

Raccontare di storie come questa mi regala sempre tanta speranza e felicità, e di sentimenti del genere se ne un gran bisogno, al giorno d’oggi.
Storie in cui ancora una volta lo sport ha aiutato qualcuno a riprendere in mano la propria vita spronandolo a non mollare, a non rinunciare ai propri sogni. E così, raccontandole, mi piace pensare di poter dare il mio contributo a chi, come Reid, desidera che le sue imprese sportive siano conosciute così da poter ispirare tutte quelle persone che ancora sono lontane da questo mondo in cui chi è disabile può realizzarsi ed eccellere, forse ignare della sua esistenza.

Le catene dei falsi miti legati alla disabilità, quelle che ancora costringono le menti di persone che credono che essere disabili significhi essere perdenti, si stanno spezzando, pian piano.
Ed ognuno di noi può fare in modo che questo accada, quanto prima.