Il vento che ti lasci dietro – Gianni Sasso

Il primo raduno della nazionale di calcio amputati organizzato a Trevignano Romano da Lago per tutti onlus e da Ability Sport Academy ha visto tra i protagonisti l’attacante Gianni Sasso che ha voluto approfittare dello splendido scenario del lago di Bracciano per continuare la preparazione in vista della prossima maratona che si svolgerà a Barcellona il 12 marzo, quando tenterà di migliorare il suo record del mondo di 4h.28’38” stabilito ad Amsterdam nel 2012. Questa è l’intervista che Gianni Sasso ha rilasciato ad Ability Channel

La maratona

Per me fare la maratona con le stampelle significa ritornare al vecchio sport che mi ha catapultato verso un’incredibile qualificazione alle paralimpiadi di Rio, con tanto impegno… Barcellona è la quinta maratona ed è forse quella più importante dopo quella di Amsterdam di quattro anni fa con quel record del mondo di 4 ore e 28 minuti. Riuscire a capire, riuscire a pensare di andare a determinate velocità, e me ne sto accorgendo con questi allenamenti fatti in questo mese con le stampelle…andare a certe velocità con le stampelle è incredibile…il corpo umano è come una plastichina, si riesce comunque a conformare a seconda di come tu lo costruisci.

Trevignano Romano

E’ stata una grande e piacevole sorpresa, come a volte l’Italia riesce a regalarmi con tutti i posti che facendo sport riesci a girare e Trevignano non me l’aspettavo in questa maniera…sono molto contento anche per il giro di questa mattina e di aver conosciuto un altro posto speciale dell’Italia. Posso dirti che per i 34 km che mi servivano per la preparazione per la maratona di Barcellona sono stati abbastanza difficili, è un percorso pieno di dislivelli, fatto di “mangia e bevi” come si dice, un sali e scendi continuo, e questo sicuramente è stato molto estenuante. Però, devo dire la verità, come traffico sono andato molto bene, il manto stradale era abbastanza percorribile, quindi non ho avuto molti problemi, sono riuscito a correre con le stampelle a testa alta come di solio riesco a fare perchè comunque stai in tranquillità e ho avuto la possibilità, facendo questi 34 km di ammirare una zona dove non ero mai stato. Penso che sia una zona turistica molto importante, mi è piaciuto tantissimo girare il lago completamente, ho visto che ci sono tantissimi posti da poter girare a livello turistico…

La Nazionale amputati

Quindi adesso ‘ prestissimo per parlare di Tokyo 2020, adesso penso a Barcellona, poi sono qua con la nazionale amputati, che sta nel mio cuore, e il mio pensiero va in Turchia per gli Europei che poi ci daranno eventualmente la qualificazione ai mondiali di Guadalajara in Messico l’anno prossimo. Con l’età che ho voglio fare il mondiale meglio di come lo feci quando ero sotto l’allenamento del triathlon, quindi il mio obiettivo, dopo la maratona, è stare molto tempo con la nazionale di calcio amputati per cercare di dare tutto il mio contributo possibile ai ragazzi, alla squadra e alla dirigenza per far crescere questo sport che è uno sport bellissimo anche se fatto di fatica.

Il vento che lasci dietro

Sinceramente il sogno è già vivere, sono davvero contento e felice di poter vivere e di poter sentire la vita col naso…questo è quello che vorrei trasmettere alle altre persone e agli altri ragazzi…la mia esperienza, sbagliata o giusta che sia, la mia esperienza di poter annusare la vita…quella è la cosa più importante. Il mio sogno sportivo l’ho conquistato, ma sicuramente mi creerò anche altri obiettivi ma per il momento sono contento di quello che sono riuscito a fare, ovviamente sarei stato più contento con una medaglia…in cuor mio sapevo come sarebbe andata a finire, nonostante tutto mi sono impegnato tantissimo, ho cercato davvero di dare il massimo…è stato un gran bel sogno vivere i 5 cerchi a Rio de Janeiro.

Anche oggi quando correvo accanto al lago ho detto…sto andando! Ho pensato dentro di me…sto andando! Sentivo il vento che mi scorreva…era un correre…di solito si dice che chi corre a sei è un corridore! E io ci riesco a correre a sei, anche di più…mi sento che corro, è una bella sensazione sentire un pò il vento che lasci dietro…

In bocca al lupo Gianni!