Il sorpasso – Alex Zanardi

Alex Zanardi inedito, quello che si racconta alla vigilia dei Giochi Paralimpici di Rio 2016 in occasione della gara internazionale di ciclismo paralimpico che si è svolta a fine Aprile tra le strade di Bovezzo, vicino Brescia. Pilota bolognese, 44 Gran Premi di Formula 1, per due volte Campione del Mondo nell’IndyCar, in seguito ad un incidente durante una gara, perde le gambe e si trasforma in atleta paralimpico di Handbike, conquistando nelle Paralimpiadi di Londra nel 2012, due medaglie d’oro ed una d’argento, e per la quinta volta vince la Maratona di Roma nel 2016. E’ un uomo felice, allegro, che sprizza gioia e serenità e forza in tutto quello che fa.

Il Cavatappi

“Il cavatappi – racconta Alex Zanardi – non è un attrezzo che serve per bere del vino, che peraltro a me piace, ma che non tocco da una vita, perchè il vino davvero mi taglia le gambe, e quindi ne sto lontano, ma è il soprannome di una curva bellissima, in un circuito altrettanto meraviglioso, che è Laguna Seca, dove io ammetto di aver avuto anche una discreta botta di fondoschiena, ma ho avuto anche l’audacia di tentare un sorpasso che nessuno aveva mai nemmeno immaginato, e siccome mi è riuscito, vendono ancora le magliette con la foto con scritto The Pass, e se tu clicchi su Internet The Pass, non occorre scrivere altro, viene fuori il sorpasso che io feci quel giorno”.

I genitori di Alex Zanardi

Mario Valentini, ct della nazionale di ciclismo paralimpico sottolinea come: “Zanardi viene da una famiglia umile, il papà, che non ce l’ha più, e lui ne parla con tanto orgoglio”…

“I miei genitori – prosegue Zanardi – che mi hanno regalato un’educazione meravigliosa, e certamente il bene più prezioso che potevano passarmi, oltre che tutto l’impegno che hanno messo per farmi correre all’inizio, perchè papà diceva che mantenere il Gokart costava di più che ingrassare un maiale a savoiardi, quindi non era facile per un idraulico e una casalinga”.

Berlino

“Berlino è una città bellissima…posso dire di essere rinato – spiega Alex Zanardi – perchè ho preso una sventola pazzesca, sono stato otto giorni in coma…non ho visto nessun tunnel, nessuna luce, nessuno che mi chiamava dall’altra parte, però comunque a Berlino mi hanno salvato la vita, non c’è dubbio, e quindi, da un certo punto di vista, è la città dove ho avuto nuova vita, c’è sangue tedesco che scorre nelle mie vene, sono arrivato che ero completamente vuoto e mi hanno fatto il pieno”.

La moglie di Alex

“Mia moglie, potrei dire, è sempre stata un’abile manager, ma sopratutto una grande consigliera, molto complementare al sottoscritto, per carattere, caratteristiche, ma sopratutto perchè mi ama, quindi ha sempre cercato di consigliarmi col cuore oltre che col cervello”.

Mario Valentini racconta: “Zanardi apprezza tutto quello che gli capita tra le mani, un pezzetto di pane lui lo prende su, lo posa sopra un tavolo, anche oggi a tavola, hai visto, riso e piselli, riso e spinaci, lui mescola un pò tutto.”

Il CT Mario Valentini

“Dovessi inaugurare una nuova striscia di persone che mi hanno davvero cambiato la vita – confessa Alex Zanardi – dovrei partire da Mario Valentini, è un uomo meraviglioso, è un pò un romano, cioè lo puoi odiare e amare, nello stesso giorno, nello steso minuto probabilmente, ma non puoi far altro che farlo con tutto il cuore, perchè, perchè è una persona vera, un uomo che si da, sempre, completamente, totalmente, anche quando ti vuole convincere di una cosa che tu ritieni dannatamente sbagliata, e lui insiste insiste insiste, porta avanti il suo pensiero, lo fa anche in modo rude, però è un uomo che, è un pozzo di conoscenza, ed è un uomo molto intelligente, al di là di tutto, quindi sa fare i suoi conti, sa fare le sue considerazioni, ma su tutto ha una passione smisurata…”

Mario Valentini dice: “Però nel lavoro, è anche lui un esempio, e poi tiene, come ho detto prima, allegra la baracca!”

Le barzellette

“Le barzellette è bello raccontarle, quando sai di avere anche un’audience disposta ad accoglierle nel modo giusto, e allora c’è gusto a raccontarle”.

La convergenza

“La convergenza è importantissima, perchè sennò la bici non scorre, e poi non è soltanto importante quella ma è importante anche l’allineamento, non ci si prende mai, è un lavoro continuo. Far le cose che ami e farle bene – continua Alex Zanardi – al punto di diventare anche dei rompiballe, perchè quando ami una cosa, il “quasi” non và bene, dev’essere perfetta, porca miseria!”

La popolarità

“La popolarità è una cosa che la vita mi ha regalato, certo, ci sono persone che ne hanno in misura decisamente superiore, e che in fondo, sì, è vero, potrei anche dire che di tanto in tanto, genera anche qualche scocciatura, ci sono momenti in cui avresti voglia di concentrarti sul tuo, di continuare la conversazione che stavi tenendo con una persona che era lì con te, con la quale stavi condividendo qualcosa, invece si infila qualcuno in mezzo – Alex, grande, ti devo raccontare questo, cosa hai fatto per me – sì, bellissimo, scalda il cuore, però ci sono momenti in cui, mannaggia, non possiamo fare dopo? però, al netto di tutto, queste stesse persone sono quelle che mi pagano lo stipendio, perchè io devo loro un tributo di gratitudine enorme, tutte le persone che mi rivolgono affetto e stima, sono, sono persone meravigliose che sostengono me, ma che sostengono lo sport, e che hanno permesso a fortunati eletti come Alex Zanardi, di trasformare la propria passione in un mestiere, e quindi, cerco di adoperarmi per offrire un sorriso e una risposta a tutti”.

Sfide

“Io ho il grande privilegio di aver fatto, tra le tante cose, un programma televisivo che risponde al nome di “Sfide”, e credo di aver detto tutto, e ogni qualvolta, mi capita di fare il ritratto di uno dei grandi personaggi che rispondono all’identikit ideale del personaggio che vogliamo ritrarre a “Sfide”, io trovo sempre lo stesso comune minimo denominatore, che è la parola “passione”.

Agostino Di Bartolomei

“Io non ho una cultura sportiva, sopratutto calcistica, molto profonda, sarà che forse gioco meglio a calcio con le mie protesi, oggi, di come giocavo con le mie gambe, quindi và da sè che io non abbia mai sviluppato una grossa passione per lo sport, però Agostino Di Bartolomei, era certamente un leader, un uomo di grandissimo carisma, oltre che un grandissimo giocatore, ed è stato un grande trascinatore, ed è incredibile – conclude Alex Zanardi – come persone di questo genere, capaci di ispirare gli altri, di essere un modello, un punto di riferimento importantissimo, poi finiscano nella vita per crollare, per implodere, forse perchè magari si sono fatte carico di tanti problemi che altre persone gli hanno passato, non lo so, la natura umana è, a volte impossibile da spiegare, certamente ci manca tantissimo…”

“W Zanardi”! conclude il CT Mario Valentini…