Russian Kafè – le riflessioni di Pancalli – Day 9

Buonasera a tutti dal Russian Kafè, un saluto da Riccarda Ambrosi, Martina Caironi e il presidente del Comitato Italiano Paralimpico Luca Pancalli. Buonasera Presidente.
Ciao a tutti.

La domanda è d’obbligo visto i risultati non eccellenti di questi giorni, cosa è successo Presidente?
Sicuramente, lo sapevamo, il livello dal punto di vista tecnico e qualitativo è esorbitante, sapevamo che di quadriennio in quadriennio, siano esse Paralimpiadi estive o invernali, i margini di crescita sono molto più significativi di quanto non accade nel mondo Olimpico, perchè nel mondo Paralimpico è molto più giovane quindi ci aspettavamo questo tipo di dimensione anche qui a Sochi, però oggettivamente stiamo parlando di qualcosa che ha dello stratosferico e per il quale i nostri ragazzi pur facendo il possibile non sono preparati. A questo si aggiunga condizioni, che è vero che valgono per tutti, condizione che oggettivamente non aiutano chi è stato abiutato ad allenarsi in altre dimensioni.

Dal punto di vista stampa, essere seguiti rispetto alle Paralimpiadi di Londra, diciamo che non è la stessa cosa, anche come notizie sui giornali, c’è stata solo la notizia di Igor Stella e del doping nient’altro di più. Perchè questo?
E’ evidente che c’è un pò di calo d’attenzione che forse è un pò fisiologico legandolo alla dimensione invernale, anche per quanto riguarda i colleghi Olimpici, noi paragoniamo la quantità di copertura mediatica ma pure dal punto di vista della carta stampata è sicuramente inferiore rispetto ai giochi Olimpici estivi. A questo si aggiunga anche la mancanza di risultati, che impediscono pure di far parlare di se. Si aggiungano anche le difficolta nel mandare dei corrispondenti perchè Londra è Londra e Sochi non è Londra, ci sono un pò di cause che hanno giocato negativamente, come la sfortuna di avere di avere i ragazzi che un pò fra infortuni, malesseri  e influenze varie, insomma non è partita nel migliore dei modi ed ahimè non sta proseguendo, siamo ancora a metà del percorso, vediamo un pò che succede.

E quindi per sentire i risultati di oggi e delle competizioni passo la parola a Martina Caironi

Aggiorniamo i risultati di oggi con un’ottima sveglia, la sorpresa del 2 a 1 dell’hockey, che ci hanno regalato Planker e Macrì, una soddisfazione contro la Korea che era giusto togliersi per dimostrare il valore dei nostri ragazzi.
Gli altri risultati: Masiello al 14esimo posto nella 12.5 Km, Novaglio al decimo posto per i 10 Km standing e poi oggi pomeriggio ho potuto assistere dal vivo ad alcune gare, dalla postazione Rai nell’alpino, Lanthaler felice del suo 21esimo posto perchè è arrivato fino in fondo e diceva di volerlo fare per i suoi figlia, Daldoss e la sua guida Negrini non sono purtroppo riusciti ad arrivare fino in fondo, del resto non era la loro gara, prima di passare il microfono di nuovo a Riccarda, sentiamo che cosa ci ha detto il plurimedagliato campione che è venuto ad assistere, a Sochi, alle Paralimpiadi Gianmaria Del Maistro.

Intervista a Del Maistro

Gianmaria Del Maistro vs Martina, nove a uno, abbiamo il pluricampione delle Paralimpiadi, nove medaglie nella sua carriera. Chiediamogli un pò, come si fa a vincere nove medaglie?Intanto sono comunque tanti anni di giochi Paralimpici, di allenamenti e di sacrifici e soddisfazioni.

Allora cosa ti senti di dire, di urlare, di consigliare ai tuoi compagni della nazionale che ancora non ci hanno portato, putroppo, nessuna medaglia, cosa gli puoi dire? Tu che sai cosa significa.
Quel giorno lì chiaramente ci vuole pure un pò di fortuna, tutto conta, però sicuramente ci vuole determinazione, qualcosa in più, deve girare tutto nel verso giusto e comunque partire positivo e con la mentalità di fare tutto al massimo, poi se per caso comunque esci o arrivi ultimo, non sto dicendo di strafare però comunque essere decisi delle proprie potenzialità e sapere quanto uno può valere, quindi quello è sostanzialmente secondo me.

L’impegno del CIP

In conclusione Presidente, per le Paralimpiadi Invernali in Korea del 2018, avremmo una squadra competitiva?E’ chiaro che quando rientremo avremo un pò di lavoro da fare, di analisi soprattutto rispetto a cosa è successo, devo dire che onestamente non abbiamo una squadra così, tra virgolette “vecchia” anagraficamente, perchè oggi facevo i conti e abbiamo un’età media di 32 anni che non è eccessiva, poi però certamente, paragonandola all’età del punto di vista della media anagrafica con le altre nazioni siamo un pò più alti.
Però dobbiamo ripartire un pò zero perchè oggettivamente i risultati ci forniscono questa indicazione che diventa una necessità impellente. E’ un lavoro che abbiamo già fatto in tante discipline, a Londra avete visto che il nuoto ha cominciato a conquistare straordinariamente tante medaglie, l’atletica si è ripresa, erano anni che non la vedevamo, tante altre discipline. Evidentemente anche qui come accade spesso nella vita, ci sono degli alti e dei bassi e siamo in una fase di flessione però bisogna lavorare per PyeongChang.

Grazie Presidente, un saluto a tutti voi da Riccarda Ambrosi e Martina Caironi.