Non sono un eroe – Fabrizio Caselli

Fabrizio Caselli lo chiamano Misce, è toscano, è timido e riservato. Nel 2000 ha perso l’uso delle gambe durante un’immersione vicino all’isola di Giannutri. E’ stato maglia rosa del giro d’Italia handbike con cui ha vinto anche la maratona di Roma. Nel 2011 ha cominciato a vogare con la nazionale italiana di canottaggio paralimpico guadagnandosi un posto per i giochi di Rio 2016. La storia della sua vita è stata raccontata in un documentario girato dai fratelli Focardi.

“Fabrizio Caselli è un atleta – afferma il tecnico Antonio Coppola – che ha bene in testa dove vuole arrivare, cosa vuole fare… Quando si prefigge un obiettivo ci mette il cuore, l’anima e il corpo per raggiungerlo…”

Fabrizio Caselli e il canottaggio paralimpico

“Cos’è il canottaggio? Un altro sport dove mi sono messo in gioco e confrontato con tanti altri ragazzi – spiega Fabrizio Caselli – Dario Naccari è il nostro CT, un rivoluzionario, non sta mai fermo, mille progetti…una brava persona che ha fatto tanto per noi…naturalmente essere in nazionale è tutta un’altra cosa! Per poi puntare alle paralimpiadi di Rio…l’emozione di strappare la qualificazione nell’ultima gara dei mondiali, l’emozione era quella. L’Arno? E’ il fiume che attraversa Firenze, dove mi alleno quando sono a casa…”

“Fabrizio è la forza, Fabrizio è la tenacia, la caparbietà…è lui che carica noi anzichè il contrario – continua Antonio Coppola”.

La vita di Fabrizio Caselli

“La parola misce…perchè da ragazzetto mi portavo dietro la stagnina dell’olio per fare la miscela…da lì questo soprannome… racconta Fabrizio Caselli –  Il vetraio era il mio mestiere prima dell’incidente, un lavoro abbastanza faticoso che mi dava delle belle soddisfazioni…”

“Che emozione! Andare giù in profondità a vedere i pesci…il buio…i colori…una bella sensazione, pura adrenalina… Cosa significava? Uno dei tanti sport che facevo da normodotato. Mi piaceva, mi faceva star bene…”

“Il pregara è tensione, a pelle proprio… però l’esperienza di Aiguebelette – prosegue Antonio Coppola – ci ha rafforzato a livello umano ma anche a livello tecnico…”

L’handbike

“Ho partecipato al giro d’Italia di handbike vincendo la maglia rosa nella mia categoria – dichiara Fabrizio Caselli – Matteo renzi mi ha premiato in provincia quando ho vinto la maratona di Firenze, consegnandomi una targa…”

Il film su Fabrizio Caselli

“Un attore? E’ uno che sa fingere… Io ho fatto un film documentario dove raccontavo la mia storia, la mia storia sportiva. Io non mi definisco un eroe anche se sul titolo del mio documentario c’è questa parola…visto dalla parte dei miei figli magari potrei sembrare un eroe…”

“Con Fabrizio ci conosciamo da quattro anni, con Eleonora da tre, posso dire che sono delle persone eccezionali, a prescinderi dagli atleti…Come atleti sono insuperabili – sottolinea il timoniere Peppiniello Di Capua”.

Il futuro e la famiglia

“Dopo il canottaggio mi dedicherò ai figli visto che finora mi ci son dedicato poco proprio per lo sport…farò il babbo anche se penso di non fermarmi! Sicuramente si…levo molto tempo alla mia famiglia, specialmente il canottaggio è molto impegnativo, gli allenamenti sono tanti e stare a livello nazionale impegna tanissimo e quindi…si… conclude Fabrizio Caselli – sto levando tanto tempo alla mia famiglia…”