Il canottaggio integrato

Hai mai sentito parlare del canottaggio integrato? La Federazione Italiana Canottaggio, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sta portando avanti una serie di iniziative, sia nelle scuole che nelle università, per aiutare le persone disabili a sviluppare la propria abilità. 
“La scuola è di tutti, la scuola è di ognuno”: questo è lo slogan con cui la Federazione si rivolge sia alle scuole primarie che secondarie. Dario Naccari, Responsabile del Settore Paralimpico del Canottaggio, ci ha spiegato come funziona.

Un linguaggio uguale per tutti

“Come docente di educazione fisica – parla Dario Naccari, Responsabile Tecnico del Canottaggio Paralimpico – mi sono sempre trovato in alcune condizioni dove i ragazzi con disabilità sia fisica che intellettiva si trovavano esclusi da alcune attività.”

“La scuola è di tutti e la scuola è di ognuno: questo è lo slogan che sto portando avanti a mani piene perché ragazzi con disabilità intellettiva, ragazzi che arrivano da altri paesi e che non sanno parlare italiano, si trovino attraverso lo sport ad affrontare per la prima volta un linguaggio che è uguale per tutti perché l’attività sportiva non ha barriere e non ha problematiche di linguaggio.”

“Il canottaggio integrato è un anello proprio rivolto a tutte le scuole, quest’anno a due scuole su Torino e su Roma. Molte volte questi ragazzi che hanno delle disabilità succede che finita la scuola rientrano a casa, rimangono a casa e là finisce la loro vita. Invece attraverso questo progetto di canottaggio integrato loro continuano la loro vita all’esterno migliorando la propria autonomia, cercando di trovare altri stimoli all’esterno del contesto familiare, trovando altre persone che li possono aiutare ad evolversi in altre attività.”

“Una donna in voga”

“Una donna in voga” è il motto dell’iniziativa rivolta al settore universitario e riferita a tutte le donne con particolare interesse a quelle con disabilità, avviando la pratica del canottaggio aiutandole a riscoprire la loro abilità. Ce ne ha parlato Cristina Ansaldi, Vice Commissario Tecnico della Nazionale Paralimpica di Canottaggio.

“Il secondo importante progetto che vuole portare avanti la Federazione Italiana Canottaggio – spiega Cristina Ansaldi – è rivolto alla fascia universitaria degli atleti con disabilità e nello specifico alle donne che frequentano l’università. Il progetto però non riguarda soltanto gli atenei dei due poli individuati nei progetti legati alle scuole primarie e secondarie, ma agli atenei di tutta Italia. Parliamo quindi di studentesse con disabilità e non che frequentano le facoltà disposte sul territorio italiano”