Alfonso Chiarenza intervistato da Giovanna Chicco

Oggi voglio parlarti di un personaggio particolare, un personaggio curioso, un uomo che dal nulla ha creato un mondo intero, un uomo verace che arriva dal sud, e che con la sua grinta e la sua forza, nonostante in passato sia stato tradito, ferito, e nonostante la morte di un personaggio e di un compagno caro, lui ha creato un’attività intensa, un’attività particolare a favore delle persone disabili. Abbiamo qui con noi alfonso Chiarenza.

Benvenuto Alfonso.

Grazie Giovanna.

Io so che tu arrivi dalla Sicilia, sei di Caltanisetta.

San Cataldo, un paese vicinissimo a Caltanisetta.

Tu non sei, precisiamo a chi ci segue, che tu non sei un uomo che arriva da una famiglia benestante, sei uno che si è fatto da solo e quindi dal nulla ha creato un qualcosa di importante, un’attività che ti piaceva e che comunque ti ha portato ad avvicinarti alle persone disabili e quindi alle persone bisognose.

Fin da piccolo, quando dovevo scegliere se uscire con un ragazzino della mia età, o una persona anziana, un vecchiettino, me ne andavo con il vecchiettino, perchè a me mi sono sempre piaciute le storie raccontate dagli anziani, dalle persone grandi.

Quindi anche le storie vissute intensamente, dove c’era comunque della realtà anche cruda, perchè io so che tu hai vissuto anche in passato delle realtà crude che ti hanno comunque rafforzato, come la morte di un amico, sei stato tradito nei sentimenti e nella tua sensibilità.

A dare troppa fiducia alle persone, ho avuto anche delle conseguenze un pò sgradevoli che mi hanno però dato più forza e mi hanno formato ancora di più.

Qual’è stato il momento in cui ti sei avvicinato alle persone veramente in difficoltà, alle persone bisognose e ai disabili? Qual’è stata la molla che ti ha fatto dire: ok, adesso ci penso io a queste persone.

Dopo quell’esperienza negativa che ho avuto, perchè mi sono fidato un pò troppo di persone un pò più grandi di me, io avevo sui 25 anni, mi sono fidato di più, e quando mi è successa una cosa che ti segna nella vita, ho capito che stavo meglio con persone, mi sentivo bene con persone grandi di età, e mi sentivo bene vedere il sorriso delle persone disabili, che nonostante avessero delle malattie o qualcosa, stavano sempre allegre e mi davano carica. Quindi a quel punto poi ho avuto la fortuna di conoscere un signore, che poi è morto, è quello di cui parlavi prima, è morto ed è il signor Sergio Schiaffonati, che in poco tempo ha avuto un tumore al pancreas, e sono andato a trovarlo ed ho vissuto con lui tutte le esperienze, come una persona che ha il tumore, come la chemioterapia, la perdita dei capelli, quello mi ha fatto una tenerezza quel signore, ed era lui che mi aveva avvicinato al settore della disabilità, perchè è venuto dall’Inghilterra con un’idea innovativa, bellissima, è stato il primo negli anni novanta a portare le vasche accessibili per i disabili.

Questa è un’attività che comunque tu hai cominciato ad avviare e ti ha anche appassionato, quindi ti ha anche avvicinato ai sentimenti delle persone bisognose e alle persone in difficoltà, quindi anche in un certo senso tu sei uno di cuore buono, tu hai lo sguardo di una persona che comunque ci mette passione, sentimento, e non fa le cose tanto per…io so che tu anche in un certo senso di sensibilizzare quelle che sono anche le autorità ai fini di facilitare, di semplificare queste situazioni in modo che anche le persone in difficoltà che non hanno denaro e vivono la miseria, e oggi ce ne sono tante, in modo che anche queste abbiano anche dei prodotti, degli ausili per poter aver una vita più semplice, più facile.

Sì Giovanna, sensibilizzare lo Stato, le Regioni, i Comuni, è un pò difficile perchè ci sono delle normative, delle leggi che bisogna rispettare e non è che lo Stato è una persona fisica, e aiuta questa persona, si può pensare ed io ho un’idea su come poterla aiutare, facendo guadagnare anche le Regioni su questo settore qua, ma dato che è una cosa lunga, è una cosa un pò aleatoria, l’unica cosa che posso fare materialmente, è quello di aiutarle personalmente, infatti mi ricordo sempre una scena ad Arcore, quindi il paese di Berlusconi, c’è un centro diurno per anziani dove non avevano nemmeno i soldi per comprare una vasca da bagno accessibile…io l’ho donata…Abbiamo fatto una presentazione, quindi sono arrivate quaranta, cinquanta persone del centro diurno, quindi invalidi, in carrozzina, e io dovevo spiegare l’ausilio e vedevo guardandoli in faccia che erano contentissimi di quell’ausilio, di quel piccolo ausilio che gli avevo dato , quella vasca, e questo mi ha fatto una tenerezza guardare quelle persone, ad avere un qualcosa che non potevano permettersi di averlo. C’è una legge, una legge fatta benissimo nell’89 la legge 13/89 che da dei contributi per abbattere le barriere architettoniche, sui 3000 euro di contributo, quindi potrebbero pagare tutto l’ausilio che danno, però la cosa strana qual’è? che prima di darti il contributo devi pagare, però molte persone non hanno la possibilità di anticipare, quindi non avranno mai la possibilità. Quindi la cosa strana è che dovrebbero dare questo contributo anticipato, nel senso toglierlo, perchè viene dato a tutti il contributo, anche a persone che sono milionarie perchè non c’è il limite di reddito, quindi dovrebbero un pochettino correggere la legge, darlo a persone più bisognose, darglielo subito perchè se non hanno la possibilità di anticipare, quando potranno farlo? Mai!

Certo, questo è un problema che purtroppo non possiamo affrontare noi, però chi ne è di competenza.

Sì però se si mettono un pò a capire, a studiare il settore, non è che è un contributo perso, è un investimento per le Regioni, perchè quando, tu lo sai, le persone di una certa età, una caduta, una rittura di femore, viene a costare alla Regione minimo 40000 euro fra intervento e riabilitazione, con quel piccolo contributo si potrebbero evitare tante fratture, quindi si va a guadagnare, non si perde tanto con il contibuto, ma anticipato, non dopo, chi ha bisogno ha bisogno oggi, non ha bisogno dopo che cade o dopo che si fa male.

Senti Alfonso, so che stai facendo, stai puntando verso l’estero per fare questa tua espansione, questa tua attività, verso quali Paesi e perchè, diciamo.

Io ho pensato a questo perchè sono arrivate delle richieste da altri Paesi fuori dall’Italia, anche dall’Israele, dalla Russia, dalla Romania, dall’India, quindi questo è un settore comune a tutti i Paesi Europei, a tutto il mondo, quindi questo problema della disabilità o delle persone anziane, la persona anziana a mio parere è disabile, è disabile nei movimenti, è disabile in tutto, quindi ci vorrebbe un investimento strumentale fin dall’inizio per aiutare, per prevenire tanti problemi che possono succedere, perchè l’80% degli incidenti domestici succede in bagno, succede in cucina, quindi perchè non prevenire i problemi a priori, con semplici accorgimenti, basterebbe un maniglione che potrebbe risolvere un problema di una persona che cade.

Per un attimo vorrei ritornare un pò più in intimità con te, vorrei conoscere un pò di più Alfonso uomo. Vorrei che mi parlassi un pò più della tua vita, delle tue esperienze, che comunque ti hanno aiutato a crescere, ti hanno aiutato ad avvicinarti al mondo in un certo senso della disabilità, quali sono anche i tuoi ricordi più belli, di quando eri ragazzo, e anche quelli meno belli giustamente.

Il mio ricordo più bello è il piacere di aver conosciuto una persona grande, grande di cuore, buonissima che mi ha fatto conoscere questo settore della disabilità, quello di cui parlavo prima, quel signore che poi è stato male, mi ha dato una forza quella sua scomparsa, che io dovevo continuare quello che aveva iniziato lui in Italia. E’ stata la prima persona che in Italia si è occupato di barriere architettoniche nell’abitazione privata.

Se tu avessi adesso qui una bacchetta magica cos’è che cambieresti?

Tu vai nei bar, vai nei ristoranti, trovi il bagno uomo, il bagno donna, e bagno disabili. Quindi il bagno disabili non uomo e non donna, quindi disabile bagno.

Giustissima osservazione.

Quindi il disabile vorrei che fosse considerato a tutti gli effetti normale, perchè è una persona normale, uomo e donna, perchè la categoria disabile non esiste uomo e donna? Anche il disabile esiste uomo e donna.

Alfonso io mi auguro che tu veramente riesca ad avvicinarti in pieno al mondo della disabilità, con tutte le tue idee e la tua passione, perchè comunque tu sei un uomo di passione, sei un uomo vero, lo precisiamo un uomo del popolo, che fai del bene, quindi io mi auguro veramente che le tue intenzioni, i tuoi sentimenti arrivino nel cuore di tutti.

Grazie Giovanna