Teatro San Carlo cerca addetto stampa senza difetti fisici: è bufera

Il Teatro San Carlo di Napoli cerca addetto stampa senza difetti fisici. L’annuncio ‘incriminato’ è stato pubblicato lo scorso 24 maggio sul sito ufficiale della struttura. In particolare, la notizia riguarda il punto C dell’articolo 1, alla voce “Requisiti di ammissione” presente nel bando pubblico. Le parole esatte sono le seguenti: “Possono partecipare alla procedura selettiva pubblica i candidati che siano fisicamente idonei ed esenti da difetti o imperfezioni che possano limitare il pieno ed incondizionato espletamento […] delle mansioni previste”.

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“Incredibile discriminazione”

Il bando del Teatro San Carlo ha scaturito fin da subito diverse reazioni, una delle quali sul fronte giornalistico. “Cercare una persona esente da difetti fisici è una formula di valida solo per alcuni specifici ruoli della pubblica amministrazione. Non può valere per il ruolo di addetto stampa”, ha spiegato Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, come riporta TGCOM

È dello stesso avviso anche il segretario del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania, Claudio Silvestri. Today.it, infatti, riporta le parole di Silvestri, il quale si chiede “che fine ha fatto la Costituzione che vieta le discriminazioni perché ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, senza distinzione di condizioni personali’?”. “La cosa più grave è un’incredibile discriminazione“, aggiunge invece su TGCOM. A seguito delle numerose polemiche, molti hanno chiesto il ritiro del bando.

Teatro San Carlo: “Se ci sono errori, chiederemo scusa”

La sovrintendente del Teatro San Carlo, Rossana Purchia, è stata contattata dalla redazione del Corriere della Sera per avere delucidazioni. “Se c’è stato qualche errore nel bando – ha affermato Purchia – chiederemo scusa e provvederemo a correre ai ripari. Se abbiamo leso diritti costituzionali e pari opportunità, ammetteremo l’errore e torneremo indietro. Ma vorrei prima appurare se effettivamente c’è stato un errore da parte nostra. La cosa per quanto mi riguarda non ha carattere di estrema urgenza”.

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Perché non è Disabilità Positiva

Tuttavia ad oggi (6 agosto 2019, ndr) il bando è ancora online. Purtroppo, siamo di fronte a un caso in cui la disabilità non è rappresentata con toni positivi. Nonostante ciò, in Italia esiste una legge atta a difendere i diritti costituzionali delle persone che si candidano agli annunci di lavoro. Nel dettaglio, stiamo parlando del Decreto Legislativo del 9 luglio 2003, n. 216, “per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro”. Il terzo articolo (“Ambito di applicazione”) recita:

  • “Il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, di convinzioni personali, di handicap, di età e di orientamento sessuale si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato ed è suscettibile di tutela giurisdizionale”.

Scopri Heyoka, la community della Disabilità Positiva

“I disabili vengono visti come spese e non come risorse o investimenti. Ognuno di noi non sa fare qualcosa, così come ognuno di noi sa fare qualcosa: dobbiamo imparare a evidenziare le abilità e non le difficoltà di una persona”. Queste sono le dichiarazioni di Iacopo Melio, in un’intervista rilasciata ad Heyoka in merito all’emancipazione lavorativa delle persone con disabilità. Grazie alla sua testimonianza, infatti, possiamo comprendere quanto l’inclusione socio-lavorativa passi attraverso la concezione della Disabilità Positiva. Noi lo facciamo ogni giorno con questa community. Scopri di più.

Fonte immagine: pagina Facebook Teatro San Carlo – Napoli