Luca Barisonzi, un alpino per il tiro a segno

Luca Barisonzi è in missione in Afghanistan…durante un pattugliamento colpi di sparo e Luca cade a terra…

Il suo primo pensiero qual è? Alzarsi ed aiutare gli altri…ma non riesce. Il secondo pensiero? Che il suo amico e compagno venga ad aiutare lui…ma non arriva… Terzo pensiero…capisce che il suo compagno è morto…

Tutti pensieri per gli altri e niente per se stesso…questo è lo spirito di Luca Barisonzi, un ragazzo di 24 anni di Gravellona Lomellina, un paese vicino a Vigevano.

L’attentato

Nel 2008 Luca si arruola con gli alpini, nel 2010 parte per l’Afghanistan,il 18 gennaio del 2011 a Bala Morgab succede una sparatoria…

Un talebano travestito sa soldato afghano, con il quale l’Italia collabora per l’addestramento, spara contro i militari italiani: Luca Sanna cade a terra e muore…Luca Barisonzi viene colpito e ha una lesione alla vertebra C4 e C5 e finisce in carrozzina…

Luca passa nove mesi all’ospedale Niguarda e poi altri mesi in un ospedale in Svizzera…

Dopo la riabilitazione riesce a salire sul Monte Rosa, fino a 4559 metri, grazie ad una carrozzina elettrica cingolata…Questa carrozzina verrà poi lasciata all’unità spinale dell’ospedale Niguarda perché possa essere utilizzata da altri ragazzi che vogliono compiere questa esperienza…

Luca Barisonzi e lo sport

Luca BarisonziPer Luca lo sport è importante, lo era prima perché era un ragazzo giovane che faceva tanti sport, e lo è molto di più adesso perché sarà da ora in poi una delle sue ragioni di vita.

Luca, quanto è importante e fondamentale per te fare attività sportiva?

“Dopo che ho scoperto quali erano le mie reali condizioni – racconta Luca Barisonzi – ho iniziato la ricerca di uno sport, di qualcosa, di una passione che potesse nuovamente nascere dentro di me, per darmi nuovi stimoli e l’aver trovato questa possibilità, la possibilità di fare tiro a segno mi ha dato una vera e propria botta di vita incredibile, una missione da compiere, un nuovo obiettivo, un’energia nuova il fatto di far parte di un gruppo di persone che sta facendo di tutto per realizzare i propri sogni… Lo sport mi sta dando veramente tantissimo e credo proprio che ogni disabile debba praticare uno sport, porsi nuovi obiettivi, nuovi traguardi e non arrendersi…”

Come hai iniziato a tirare con la carabina?

“Mi sono avvicinato a questo sport grazie all’esercito che mi ha dato il contatto del Ct della nazionale Ugherani – prosegue Luca Barisonzi – e grazie a lui pian piano ho cominciato a scoprire questo sport che mi sta appassionando sempre di più… Ho cominciato da pochissimo, non sono neanche due mesi, oggi è stata la mia prima gara, sarebbe potuto andar meglio…però è tutta esperienza…”

Gli Invictus Games

“Spero che nei prossimi giochi ci sia pure il tiro a segno e quindi magari di riuscire a ottenere buoni risultati per poter partecipare anche io…”