L’intervista – Giulia Ghiretti

Giulia Ghiretti nasce a Parma nel 1994 ed inizia a fare sport sin da bambina, cominciando con la ginnastica artistica. Ha solo 15 anni quando durante un allenamento cade e si rompe una vertebra: Giulia perde l’uso delle gambe ma non lo spirito agonistico tipico di una grande atleta. Ricomincia con il nuoto perché dice che è l’unico sport che la rende libera e non la costringe a stare su una carrozzina. 
Una serie di vittorie sportive, una dietro l’altra sin dal 2011, vanno ad arricchire il medagliere di questa giovane campionessa che parteciperà con la Nazionale azzurra alle Paralimpiadi di Rio 2016.

“Se non mi fai parlare per me va benissimo – esordisce Giulia Ghiretti ridendo un po’ imbarazzata, lei che non ama stare sotto i riflettori – toglimi la videocamera ed il microfono e parliamo così, va benissimo!”

Giulia era la preferita del web, non so se ancora lo è – sottolinea il Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico Roberto Valori cliccatissima, anche detto da Ability e da chi lo conduce. Anche lei è una grandissima atleta, grande determinazione, ha fatto grandi risultati e penso che possa migliorarsi ancora. Credo che non debba avere assolutamente timore delle sue concorrenti internazionali perché sono convinto che possa fare ancora grandi risultati e poi si è integrata nel gruppo con grandissimo equilibrio, una grande Nazionale sicuramente.”

Sono io la timidezza

“La so già la domanda, perché me l’hai già fatta! – risponde Giulia dopo la nostra prima domanda – Ma queste domande qua, dai su…Eh l’amore, la timidezza, là questo, ehhhhh…”

“Sono io la timidezza” , ammette ridendo.

Giulia è una ranista che è cresciuta in maniera impressionante – sottolinea il CT della Nazionale Riccardo Vernole e secondo me è un po’ il modello prestativo di un atleta paraplegico che nuota a rana. Io quando vedo lei penso sempre che possa essere un punto di riferimento nei nostri corsi per istruttori di nuoto paralimpico, perché ha una capacità tecnica, nonostante abbia una disabilità importante nel nuoto, che fa capire che alla fine gli atleti si costruiscono molto dalla personalità degli stessi. Lei veniva da uno sport agonistico di alto livello e tutto quello che era l’ha poi portato nel nuoto e si vede, a differenza di chi magari affronta un’attività agonistica ex novo. Giulia è stata un’ottima atleta ed è rimasta una grandissima atleta.

“Quando nuoto respiro di lato perché sennò – ci spiega la giovane atleta – mi cambia molto di più l’assetto e vado giù con il sedere, mi alzo di più in verticale.”

Parma

“Ho iniziato a nuotare nella società a Reggio Emilia nella tricolore, dopo di che mi sono spostata a Parma dove con i miei genitori abbiamo fondato la società Ego Nuoto.”

“Parma è dove sono nata e dove vivo, perché io studio a Milano ma dico che sto a Milano e non che vivo a Milano, anche perché vivendo in campagna apro la finestra e vedo dei prati e degli spazi aperti e non un’altra finestra come a Milano.”

Indossare la maglia azzurra

“Far parte della Nazionale vuol dire rappresentare una nazione, non sei soltanto tu ma sei tu insieme ad altri a rappresentare l’Italia, un modo di essere. E’ bello farsi vedere fuori.”

“Quando qualcuno vince si è tutti lì insieme a far squadra, a cantare l’inno…Sono emozioni indescrivibili che accadono solo in quel momento.”

“Eh lo so, deve essere di un colore acceso – ci dice Giulia quando le facciamo notare la vivacità della maglietta che indossa – no farsi vedere assolutamente no, non mi piace, io sono la prima che scende dal podio e si toglie la medaglia.”

“Basta, finito?” E Giulia ci saluta con il suo bel sorriso.