Intervista a Francesco Saponaro Fisioterapista della Nazionale di Nuoto Paralimpico

Durante la manifestazione dei Campionati Italiani di Nuoto tenutasi ad Abano Terme della Finp abbiamo intervistato Francesco Saponaro, fisioterapista della Nazionale Italiana di Nuoto Paralimpico.

Prendendo spunto dall’intervista del Presidente Roberto Valori che ha tenuto a sottolineare l’importanza della formazione per gli allenatori e i fisioterapisti e tutto lo staff tecnico che segue gli atleti del nuoto paralimpico.

Come si applica la fisioterapia a questi atleti che molto spesso hanno bisogno dell’intervento del fisioterapista?

“Credo che sia importante definire il campo in cui andiamo ad operare, i ragazzi che fanno attività sportiva di questo livello fanno riabilitazione motoria già per conto loro in strutture dedicate, quando noi li incontriamo in competizione a bordo vasca li dobbiamo trattare come atleti dal punto di vista sportivo considerare tutte quelle che sono le loro capacità residue e non stare a preoccuparci di effettuare una riabilitazione sulla loro patologia di base, nel momento in cui loro sono sul blocco di partenza sono atleti a tutti gli effetti e vanno tratti come tali, la mia esperienza inizia anni fa nei campionati europei di Berlino nel 2009 nel 2010 e poi è continuata via via nei vari meeting internazionali fino a Londra 2012, dove sono stati ottenuti i risultati che conosciamo e continuiamo a seguire i ragazzi da questo punto di vista con lo staff nazionale proprio in prospettiva dei prossimi appuntamenti internazionali che ci saranno da adesso fino a Rio 2016, a partire dai Mondiali che ci saranno a Luglio 2013 in Canada fino ad arrivare alle prossime paralimpiadi, i ragazzi sono seguiti dal punto di vista atletico, tecnico e fisioterapico come degli atleti sportivi professionisti ed è questo a cui noi dobbiamo puntare.”

Gli atleti si sento molto sicuri ad essere seguiti da un staff come il vostro?

“Io credo che sia molto importante per loro, chiaramente non dobbiamo scordarci che sono Atleti disabili con delle determinate patologie che ne limitano del capacita funzionali, quindi con un senso di accudimento superiore rispetto a quello che può essere di un normo dotato, quindi in gara sono atleti, tutto quello che è al di fuori delle competizioni, quindi nel gestire le fase della vita quotidiana dalla colazione fino alla stanza d’albergo vanno seguiti con un’attenzione particolare per infondere in loro anche una sicurezza psicologica e raggiungere cosi una autonomia il più possibile nella attività della vita quotidiana, ed esprimere al meglio quelle che sono le loro capacità sportive agonistiche, infatti ogni allenatore, fisioterapista o medico federale sono per loro oltre che gli specialisti nel settore sono per loro delle guide nelle 24 ore quotidiane.”

E’ sicuramente un grande lavoro quello che fate, non ci resta che augurarvi un buon lavoro a te e a tutta la squadra.