Intervista a Daniela Colonna Preti Presidente della Polha Varese

La società sportiva Polha Varese si è occupata dell’organizzazione dei Campionati Italiani Giovanili di Nuoto Paralimpico a Sesto Calende in provincia di Varese, al Presidente Daniela Colonna Preti vanno i nostri complimenti innanzi tutto per l’organizzazione e per la gestione di questo evento.

Dal punto di vista logistico cosa è stato fatto e qual è l’adesione che ha avuto questo evento?

“…Noi son diversi anni che organizziamo i Campionati Regionali e i Meeting Interregionali in provincia di Varese, la nostra società ha festeggiato 30 anni di attività l’anno scorso e proprio nell’acqua abbiamo iniziato le nostre attività 30 anni fa, quindi era una bella sfida quella di fare il campionato Italiano Giovanile, anche perché avendo il centro di avviamento allo sport paralimpico dedicato ai bambini, ci sembrava giusto e bello coronare questa attività con un evento di questo livello, ci era stato detto che sarebbero stati un sessantina di partecipanti e invece abbiamo toccato quasi gli 80, questo è uno degli impianti che noi stiamo utilizzando, sta partendo qui un centro di avviamento allo sport in collaborazione con il comune di Sesto Calende, noi facciamo attività su varie piscine, diciamo che dal punto di vista agonistico, dipende anche un po da quali ragazzi fanno attività Paralimpica, oppure amatoriale, oppure agonisti, ma comunque bisogna per forza utilizzare vari impianti, questa piscina è già utilizzata per un campionato italiano dalla Fisdir però non era mai stato fatto nessun evento da parte della Federazione Italiana di Nuoto Paralimpico, per cui è stata una bella sfida per noi che siamo proprio di Varese, spostarci su Sesto Calende è stato proprio inevitabile, intanto perché a Varese non ci sono strutture e piscine di questo genere che possano sposare l’aspetto di assenza di barriere architettoniche, l’accoglienza del pubblico e tutto quello che serve, e tutti i confort per i ragazzi che per noi sono le cose principali da guardare e quindi sono mesi che stiamo preparando questo evento che sarebbe stato impossibile senza sponsor, istituzioni e soprattutto senza uno staff di volontari incredibili che è bene ricordarlo non fanno soltanto questo, che oltre ad organizzare i campionati italiani noi abbiamo una società molto grande di oltre 150 atleti che tutti i giorni fanno allenamenti in varie discipline sportive, per cui è importante dire che è una delle tante cose che noi facciamo e non l’unica…”

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Parlando dei giovanissimi, qual è la strada da percorrere, quella dei centri di avviamento?

“…La strada dei centri di avviamento allo sport paralimpico sicuramente, però secondo me l’obiettivo deve essere che in tutte le piscine ci deve essere l’accessibilità per le persone disabili e almeno un istruttore preparato della Federazione di Nuoto Paralimpico, questo è fondamentale, perché bisogna capillarizzare l’offerta assolutamente, il Nuoto è la prima disciplina sportiva che può essere offerta a chiunque, abbiamo visto nella batteria dimostrativa di prima, bambini di sette – otto anni che sono già in grado, non ostante una disabilità molto grave di fare una vasca e anche molto più di una vasca, questo perché hanno iniziato presto e perché hanno trovato un substrato utile in questo caso e sono i centri di avviamento allo sport paralimpico, ma esistono piscine nelle quali comunque è possibile fare attività e questo è fondamentale per l’accoglienza e per la capillarizzazione sul territorio…”

Dopo i grandi successi della Nazionale Italiana di Nuoto Paralimpico ha notato un incremento del pubblico e delle persone che si avvicinano allo sport?

“…Si, noi ce ne accorgiamo anche andando a parlare nelle scuole, andando a fare questi incontri con gli studenti ci siamo resi conto che tantissime persone hanno visto le Paralimpiadi, e per noi questo è motivo di orgoglio perché quando siamo partiti tanti anni fa e si palava di sport per disabili tanti ti guardavano con la bocca aperta, per cui c’è stato un incremento sulla conoscenza dello sport per disabili e sulla preparazione, in particolare noi siamo soddisfatti perché abbiamo avuto tre medagli con Federico Morlacchi a Londra, ma non è soltanto l’agonismo che deve essere importante ma soprattutto la partecipazione e la diffusione della possibilità di fare sport per tutti…”

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La Polha Varese è una fucina di grandi talenti come Federico Morlacchi, abbiamo dei nomi nuovi di gente da far crescere per Rio 2016?

“…Noi abbiamo anche Fabrizio Sottile, che è condiviso con le fiamme gialle, che sono la sua società sportiva militare e noi siamo la sua società sportiva civile dato che adesso c’è la possibilità del doppio tesseramento, che prima non c’era nel momento di Londra, e poi abbiamo Arianna Talamona, che è proprio li che incalza vicino a dei minimi importanti, per cui è già nella pool B negli atleti di interesse nazionale ma al di la degli atleti del nuoto i dire che stanno tornando ora da Seoul i nostri giocatori di Ice Sledge Hockey che hanno partecipato hai campionati del mondo, abbiamo attività nel Kayak, nel tennis tavolo, sono tante discipline sportive sono tante attività frenetiche, dall’avviamento alle paralimpiadi estive e invernali, ma non necessariamente, l’agonismo è un aspetto veramente importante ma non è l’unico perché ci rendiamo conto che per i nostri ragazzi è importantissima la socializzazione, la condivisione di obiettivi, le vacanze insieme, tante cose che comunque sono possibile grazie allo sport e anche con la scusa dello sport…”