INCLUSIONE E UNIVERSAL DESIGN: ISTITUTO NEUROLOGICO CARLO BESTA DI MILANO

Istituto Carlo BestaSi è svolto a Reatech Italia a Milano Rho il convegno intitolato “Dall’Inclusione e Universal Design alla qualià di vita nel tempo libero e nel tempo del lavoro” organizzato dall’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano per sensibilizzare le persone sul tema dell’inclusione. Riccarda Ambrosi di Ability Channel ha incontrato il Prof. Ferdinando Cornelio e il ricercatore Paolo Cornelio.

 

Prof. Ferdinando Cornelio: un’azione a 360°

“L’intento è quello di mettere a fuoco una condizione – afferma il Prof. Cornelio – che sta diventando sempre più pesante, cioè i malati neurologici costituiscono ormai una grande popolazione di persone con disabilità e cronicità, e quindi con problemi che vanno al di là delle semplici cure mediche, questo richiede un’azione a 360° sulla persona, per la quale, appunto i criteri non sono più soltanto medici e tecnologici, ma sono quelli di utilizzare dei sistemi di trattamento o di inclusione che si rifanno al cosiddetto “Universal Design”, che, in pochissime parole è un sistema che si occupa delle persone a 360° al di là delle loro incapacità o delle loro debolezze che li consente di mettere tutti quanti sullo stesso piano per una vita sociale attiva…turismo…sport…o altro che siano tutti sullo stesso livello…”

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Paolo Cornelio: l’inclusione

“Per rendere le cose più facili e possibili – spiega il ricercatore Paolo Cornelio – vi farò vedere delle immagini che ho preparato: quando parliamo di inclusione, possiamo vedere attraverso queste immagini che parliamo di una cosa molto semplice, ovvero che l’inclusione è esattamente il contrario dell’esclusione, vuol dire cioè dare modo a chiunque di partecipare e di non sentirsi escluso dal sistema delle comunità o di qualsiasi realtà. Come si sviluppa l’inclusione? L’inclusione è un fenomeno che si sviluppa attraverso l’utilizzo dell’Universal Design che è uno strumento che può essere come una chiave inglese, un compasso… pensiamo ad un ingegnere…ai suoi strumenti…il suo compasso, il suo metro, la sua matita. Se l’Universal Design, che è lo strumento, viene usato in modo corretto abbiamo un’azione efficace che altro non è che ottenere, nel nostro caso una società, che non faccia sentire nessuno escluso dalla realtà”.

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Sensibilizzare le coscienze

“Penso che sia molto importante – conclude il Prof. Ferdinando Cornelio – che ci sia la coscienza a livello della società nel suo complesso e delle Istituzioni in particolare di queste necessità, nel non settorializzare gli interventi nel senso che io possa dire…do la pillolina e risolvo il problema…noi dobbiamo pensare che nel campo di queste malattie il problema è a 360°, coinvolge la medicina ma coinvolge anche la famiglia e la società…quelli che vivono nella società e quelli che lavorano nella società. Questo tipo di coscienza è quello che noi vogliamo suscitare con questo tipo di manifestazioni”.