Martina Caironi, brividi d’oro

Martina Caironi era una ragazza semisconosciuta quando scendeva a Roma dal treno proveniente da Bergamo per girare un filmato promozionale per il Comitato Italiano Paralimpico insieme ad altri quattro ragazzi disabili. Era dicembre del 2010. Di Ability Channel non esisteva neanche l’idea. Di Martina si sapeva che facesse atletica leggera e che fosse abbastanza brava, ma nulla di più.

Martina Caironi

L’incontro con Martina Caironi

Quel pomeriggio avevamo in scaletta di girare in esterni allo stadio delle Aquile, nei pressi della Scuola dello Sport del Coni, all’Acquacetosa. Quel pomeriggio non ce lo scorderemo mai. Su Roma cadde una bufera di neve, pioggia e ghiaccio che paralizzò l’intera città e tutte le strade consolari. Martina Caironi, insieme alla sua allenatrice Nadia Checchini, ci raggiunse all’interno di una galleria adiacente la pista di atletica leggera dove un gruppo di disperati ed inesauribili stakanovisti continuava ad allenarsi. Mettemmo alcune luci e cominciammo a girare…le immagini che ne risultarono furono tra le più suggestive dell’intera produzione.

Il bicchiere mezzo pieno…

Martina CaironiMartina Caironi è una ragazza come tante. Vita mondana, molti amici, tanto sport. Poi, come troppo spesso capita, un incidente in motorino potrebbe cambiarle la vita: è il 2007 e a Martina viene amputata la gamba sinistra, sopra il ginocchio: “Dopo che ho perso mezza gamba – racconta Martina in una delle tante interviste con Ability Channel – è chiaro che all’inizio era tutto triste, però poi ho pensato che da qui devo ripartire…mi è rimasto tutto meno mezza gamba! E’ come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, io ho visto il bicchiere mezzo pieno…avevo una gamba e mezzo e non una mezza gamba in meno! Avevo ancora una gamba e mezzo quindi da lì sono ripartita per fare tutto”.

Padova

Martina CaironiCi incontriamo di nuovo a Padova, in occasione dei campionati italiani del 2011 di atletica leggera. Ability Channel è nata da soli due mesi. Martina corre, salta, lancia…Martina fa tutto. Con l’indispensabile aiuto di Roberto Serratore, la fotografo insieme a Giusy Versace, l’atleta azzurra biamputata, che in quel momento sembra rubare la scena a tutti. Il sole sulla linea del traguardo picchia forte, le ragazze resistono, la foto sarà bellissima. Martina è serena, ride, scherza; ancora non immagina neanche lontanamente quale gloria sportiva il futuro le avrebbe riservato. Le gare del sabato mattina sono terminate. Rientriamo in hotel per il pranzo dove ci attende una fan di Ability venuta da Iseo per conoscerci: Riccarda Ambrosi…

2012 l’anno paralimpico

Il 2012 è l’anno delle Paralimpiadi. Martina Caironi vuole migliorarsi, il suo obiettivo è quello di correre i 100 metri in meno di 16 secondi. Vuole riuscirci in una competizione ufficiale dove le pressioni sono massime e i riscontri millimetrici. Diventa atleta professionista entrando a far parte della gloriosa società delle Fiamme Gialle, quella della Guardia di Finanza per intenderci. Riccarda Ambrosi entra ufficialmente nel board di Ability Channel di cui Laura Chiarotto diventa l’immagine più popolare. Martina continua a correre ed allenarsi con la stessa passione ma si sente più tutelata, sia a livello pratico che economico. Ai campionati italiani assoluti di Torino, maggio 2012, al microfono di Laura Chiarotto Martina Caironi dichiara: “Una bellissima sensazione, non è facile da spiegare, perché per chi perde l’uso delle gambe o di una gamba… dopo tornare a correre…riuscire ad andare veloce, a sentire l’aria sul viso è bellissimo, è una bellissima emozione”.

Londra 2012

Martina CaironiA Londra Martina ci arriva con lo spirito giusto. La incontriamo al villaggio atleti. E’ sempre allegra e cordiale. Sicuramente sente la pressione. Le sue prestazioni sui 100mt sono sensibilmente migliorate. In gara, e ne è consapevole, può far bene. Ma evidentemente è brava a nascondere la tensione. Con Riccarda Ambrosi ed Eddie Thomas, scendiamo sotto il palazzo che ospita gli atleti azzurri, in un piccolo ufficio, per realizzare l’ennesima intervista con la campionessa bergamasca. A Martina piace il mondo della comunicazione, piace parlare le lingue, piace mettere in contatto culture diverse: è stata in Spagna per un anno con l’Erasmus. Gli occhi azzurri le brillano, l’umore sempre positivo. A Riccarda racconta la vita nel villaggio: ”E’ bellissimo, è grande e piccolo allo stesso tempo. Tutti i giorni puoi incontrare le stesse persone o incrociarne delle altre di tutte le nazionalità. Può capitare di giocare un giorno a biliardino con un inglese e un greco, il giorno dopo pranzi con un colombiano o un argentino e ti alleni con una francese… Divertente!…Poi sto praticando le mie lingue: l’inglese lo sto riprendendo un pò e lo spagnolo mi sta facendo parlare con tutto il sud america. Sto studiando per fare la mediatrice culturale, vorrei fare da tramite tra due culture e due lingue e, anche se non studio più l’inglese ma il cinese, l’idea è quella di aiutare a comunicare due persone con due culture e due lingue differenti e qua è il top proprio, si sperimenta tutto quanto”.

La medaglia d’oro di Martina Caironi

Martina CaironiQuel giorno Alex Zanardi si impone all’attenzione mondiale conquistando la medaglia d’oro sul circuito di Brands Hatch con la handbike. Dopo la premiazione insieme a Riccarda Ambrosi monto sulla navetta che ci riporta a Londra dove la sera è in programma la finale dei 100 metri, con Martina Caironi fra le protagoniste. Arriviamo allo stadio dove ad attenderci troviamo tutto lo staff di Ability Channel, con Laura Chiarotto, Roberto Serratore, Eddie Thomas e Dave Joyner. Ci sistemiamo in punti diversi  lungo la pista per fotografare la gara di Martina dalla partenza fino all’arrivo. Uno stadio con centomila persone è sempre uno spettacolo. Immaginate cosa poteva passare nella testa di Martina Caironi, abituata ai deserti italiani, al momento di scendere in pista, davanti a quella folla oceanica e quale pressione poteva provocare un atmosfera così suggestiva. Martina teme soprattutto la falsa partenza. A quello deve fare attenzione. Mantiene la giusta calma e concentrazione. Lo stadio si ammutolisce. I 100 metri sono la gara regina di qualsiasi olimpiade…Tutti con il fiato sospeso, in un silenzio tanto improvviso quanto surreale…Poi lo sparo e…via! All’interno del mio teleobiettivo da 600mm seguo Martina passo dopo passo. Scatto decine e decine di immagini. La smorfia sul viso dovuta allo sforzo diventa sempre di più un sorriso bellissimo…Al traguardo mancano ancora pochi metri ma Lei sa di aver vinto, di essere diventata la Campionessa Paralimpica. Urlo a squarciagola il suo nome mentre dagli spalti qualcuno le lancia un tricolore. Voglio la foto con la bandiera, la foto con la sua gioia incontenibile, mentre centomila persone applaudono una ragazza che ci ha reso orgogliosi di essere italiani.

Martina Caironi e le scuole

Martina CaironiL’appuntamento è in un bar all’uscita di Rovato, sull’autostrada A4, tra Bergamo e Brescia. Facciamo colazione con latte macchiato e brioches. Ci attende una conferenza in una scuola bresciana. Martina è l’ospite d’onore. E’ la stessa ragazza conosciuta due anni prima: simpatica, socievole, disponibile, solare, modesta…senza uffici stampa ultra efficienti, ma con qualche medaglia in più! Martina spesso partecipa ad incontri di questo tipo per raccontare la sua esperienza di vita a ragazze e ragazzi come lei. Per questo ha accettato volentieri il nostro invito.

“loro vedono in me la forza che c’è stata nel reagire – racconta Martina parlando degli studenti –  Quindi magari spero che ne prendano anche spunto nella loro vita personale…poi credo che un pò dal mio esempio e un pò guardando anche altre cose, altri esempi, possono cominciare ad avere l’idea di un’atleta disabile che non è nulla di strano ma qualcosa di normale, come un atleta normodotato”.

Martina Caironi“Il fatto di vedermi come disabile o come persona – prosegue Martina Caironi – dipende da come mi pongo io. Io in genere non mi pongo come disabile ma come persona con disabilità. Quindi gli racconto tutta la mia storia…nella mia storia c’è il cambiamento da normodotata a disabile, ma le cose che racconto sono cose normalissime e che fanno tanti altri ragazzi normodotati e quindi la disabilità è solo una parte di me…”

Brividi di una notte…

Ai mondiali di atletica leggera di Lione Martina Caironi a 23 anni vince la medaglia d’oro sia nel salto in lungo che nei 100 metri. E’ l’immagine dell’Italia che ci piace, un’Italia positiva e sana che fortunatamente ancora esiste, capace di esprimere personaggi straordinari nella loro semplicità, campioni nello sport e campioni nella vita. Di un’Italia capace di farmi venire i brividi in una notte di Londra, di farmi emozionare sulle note dell’inno di Mameli, di commuovermi davanti al tricolore e alla tua medaglia…

Grazie Martina…

Michelangelo Gratton