Giusy Versace, l’aquila di Venezia

Giusy VersaceGiusy Versace, atleta paraolimpica e vincitrice dell’ultima edizione del programma televisivo “Ballando con le Stelle”, è volata dal Campanile di San Marco, sopra una piazza gremita di gente. Quasi 100mila persone, con il naso all’insù, hanno assistito al celebre Volo dell’Aquila sulle note di “Because you loved me” di Celine Dion.

Il Volo dell’Aquila

Il Volo dell’Aquila si compie allo scoccare delle 12.00 dell’ultima domenica di Carnevale; lo spettacolo ricalca l’altro Volo, quello dell’Angelo, che, invece, apre i festeggiamenti la settimana precedente. Un’artista dalle sembianze di un’aquila effettua la sua discesa sulla corda verso la piazza. La prima edizione del Volo dell’Aquila è avvenuta nel 2012, visto il successo dell’Angelo, ed è interpretato da atleti, come la ginnasta Fabrizia D’Ottavio, la pallavolista Francesca Piccinini e la pattinatrice Carolina Kostner. Quest’anno è toccato a Giusy Versace, che ha dichiarato che “scendere dal Campanile è stata un’emozione fortissima, Venezia non poteva farmi un regalo più grande”.

Le emozioni di Giusy Versace

Raggiunto il palco del Gran Teatro, una commossa Giusy Versace ha confidato che quella di oggi “è stata una giornata che non scorderò mai; so di essere la prima disabile ad interpretare il Volo dal Campanile e quindi voglio cogliere questa occasione per ricordare a tutti che la vita è talmente bella che a volte ci dimentichiamo di viverla. Quindi, a dispetto di ogni evento, cerchiamo d’essere felici e viviamo”.

 Giusy Versace“La Piazza dall’alto è meravigliosa, mi sarebbe piaciuto restare in volo più a lungo” ha detto l’atleta paraolimpica che dal 2011, tornata a camminare dopo il grave incidente automobilistico che le causò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori, è presidente della “Disabili no limits” onlus. “Il messaggio che vorrei dare ai ragazzi è quello di avere coraggio e andare oltre i propri limiti per guadagnare sicurezza e forza. Trovare anche nella disabilità stimolo per andare avanti e non viverla come attitudine negativa ma al contrario cercando di darle un senso. Avrò anche perso le gambe ma che almeno ne sia valsa la pena”.