Zio Jeeg

Questa è la storia di una grande amicizia, una storia che va oltre le barriere e le diversità…quanto è bella la mente di un bambino, libera da pregiudizi e condizionamenti…come sarebbe bello se in questo mondo tornassimo tutti un pò bambini…

La storia tra Emiliano Malagoli e Dario Gratton

Come nasce un’amicizia: un calcio alla protesi!

La prima volta che ho visto Zio Jeeg gli ho dato un calcio alla gamba robot…perchè pensavo che era finta…

Ho conosciuto Dario in un ristorante a Trevignano con il babbo e la mamma e siccome avevo i pantaloni lunghi non voleva credere che io ero Jeeg Robot! Allora ha cominciato a prendermi a calci nella gamba e quando ha visto che non sentivo dolore…ha visto che ero Jeeg Robot per davvero!

Jeeg Robot era il mio cartone animato preferito da piccolo, l’attore teneva un medaglione verso il sole e aspettava i componenti che gli arrivassero per diventare un robot…il problema che i componenti sono arrivati 40 anni dopo!

Innamorato della protesi

Io sono innamorato della mia protesi perchè mi permette di fare una vita quasi normale, uguale a tutti…Io non mi devo vergognare di lei…anzi…cerco di scegliere colori particolari perchè la vedo come un oggetto, come un orecchino, una collana, è una cosa che fa parte di me!

Dell’altra gamba che è di pelle dentro ha tutto il ferro, mi ha fatto vedere la foto!

Mentre le problematiche le ho con l’altra gamba, quella che mi hanno salvato, dove ho una protesi interna, diciamo, perchè tutti ferri e viti dentro le ossa…è quella fra le due che mi da più dolore perchè è la mia gamba vera, quella che mi è rimasta, perciò mi da più dolore rispetto alla protesi…

La Playstation

E’ proprio figo perchè gioca con me alla Playstation! 

Quando sono venuto a giocare con la Playstation con Dario, pensavo di averla facile…abitualmente io uso la Playstation per imparare i circuiti delle moto, invece mi ha messo tutti altri giochi e mi ha fatto nero!

Voglio andare in moto con lui!

Il paese dei Jeeg!

Il paese dei Jeeg è questo! Questo è un Jeeg di braccio, non un Jeeg di gamba. Attacca la mano! Un altro componente di Jeeg, come ti raccontavo quando aspettavo i componenti al sole…

Io sono Jeeg e lui è Ufo Robot! Quanto andrà forte una moto così? Ti senti qualcosa di strano qui dentro? Proviamo ad andare sulla mia moto e l’accendiamo…Non ti senti un robot? Un pilota di quelli veri?

La disabilità e i ragazzi

Con Dario mi ci trovo bene perchè io sono un padre che prima che le mie figlie nascessero voleva un figlio maschio. Poi mi sono venute due bellissime ragazze…una aveva 14 anni quando mi è successo l’incidente, l’altra invece aveva 2 anni…Con la piccola in ospedale mi divertivo a fare a corsa con le altre carrozzine per drammatizzare il problema perchè credo che se sei il primo a non far pesare ad un figlio la propria disabilità il figlio non vivrà mai con il problema della disabilità ne verso il padre, ne verso le altre persone!

Chiara

Ho conosciuto anche la fidanzata di Zio Jeeg che si chiama Chiara…lei è normale come noi!

La mia follia più grande è stata Chiara. Io ho conosciuto Chiara quando dovevamo andare a fare un giro per trovare dei partner…in quattro giorni ho mollato la Toscana, gli amici, la famiglia, il lavoro e sono venuto ad abitare sul lago di Bracciano da lei! Doveva essere mia!

La tecnologia

La tecnologia credo che negli anni possa portare sicuramente alla parità tra una persona disabile e una normodotata a livello fisico ma in alcuni casi io mi aspetto anche di più, proprio come un robot, perché la tecnologia sta migliorando ogni giorno e in tutti i campi dimostra come possa migliorare la vita dell’uomo…sia livello sportivo, sia a livello estetico possa migliorare la vita di un disabile.

Io sono arrivato dalla Toscana 5 anni fa…vivevo in un paese di collina, il verde, gli ulivi, e non pensavo di trovare un ambiente così bello…più bello di quello da dove venivo…qua sul Lago di Bracciano, è come vivere tutti i giorni in un sogno, ti alzi la mattina e vedi il lago, sia d’inverno che d’estate perchè a me piace il lago molto anche l’inverno…anche perchè l’estate, ultimamente, l’acqua è un pò pochina…

Sophie…il cane disabile

Ho vissuto sulla mia pelle che la disabilità è più nella mente che nella realtà, ho visto che con la disabilità si possono fare tante cose…perciò ho preso un cane disabile, senza una gamba perchè conosco le potenzialità anche senza una gamba di un animale…e poi se non lo prendevo io chi lo poteva prendere un cane senza una gamba!

Il nostro cane tripode, Sophie, è soprannominato “Coccodrillo” perchè, non so se ha avuto dei traumi, presumo di si, quando vede le persone che non conosce mostra i denti come un coccodrillo! E’ molto gelosa di noi e quando si avvicinano delle persone mostra i denti per impaurirli anche se poi non ha morso mai nessuno…

Il fumo

Sto smettendo di fumare, ho diminuito perchè comunque il fumo fa male, lo so per primo e poi per uno sportivo non è una bella cosa, per iò mi sono affidato alla sigaretta elettronica e Dario certe volte la guarda un pò stranito…fa parte di tutto il gadget di Emiliano!

La donna di casa

Ha casa mi do da fare…cerco di passare a Chiara i lavori di fatica, tipo portare su il pelle, il bidone con i panni, la spesa…però mi diletto nel fare le pulizie di casa, lavare i piatti, stirare, perchè lei proprio non lo sopporta, cerco di fare tutti i lavori di casa…

E’ meglio di una donna di casa, perchè fa tutte le pulizie, come la nostra madre…perchè tu non fai niente…!

Il disabile non è uno sfigato!

Ma una persona sfigata non può sentirsi sfigata, assolutamente…io per primo non mi sento sfortunato, anzi…dietro una disabilità spesso ti viene una forza maggiore, sposti gli obiettivi più avanti e ti accorgi di quante poche cose hai fatto nella vita precedente!

Un disabile non è una persona sfigata!!!