Willy Fuchsova – il prezzo della passione

Ci sono persone che hanno contribuito a far crescere il movimento paralimpico, ad avviare allo sport tanti giovani, a scoprire talenti e creare campioni. Willy Fuchsova è una di queste. Il suo impegno nel tiro con l’arco ha portato grandi soddisfazioni e riconoscimenti personali e allo sport italiano in generale. Ma a caro prezzo…

La passione

La passione è una cosa che, secondo me, ti fa mettere da parte anche i beni più cari. A volte non so se è una cosa buona o no…però a me è capitato spesso…

Il tecnico è colui che da tutto il suo tempo, tutta la sua passione agli altri per raggiungere gli obiettivi, grazie alla sua esperienza, alle sue conoscenze, le riversa tutte sull’allievo, attraverso lui anche il tecnico raggiunge i suoi obiettivi. Poi specialmente nel rapporto tecnico atleta se non c’è fiducia non si possono superare certi limiti e quindi raggiungere gli obiettivi prefissati. Hai bisogno di capire chi è, che problemi ha, devi essere presente anche nella sua vita personale di tutti i giorni.

La medaglia di Oscar De Pellegrin alle Paralimpiadi

Oscar De Pellegrin l’ho conosciuto nel 2004 ad un Campionato del mondo a Marina di Massa. Ho conquistato la sua fiducia, che non è cosa semplice, con la mia esperienza, con il mio lavoro, la mia professionalità, spiegando ogni cosa e facendolo partecipe di tutto ciò che dovevamo fare. Ho provato una grandissima emozione, era come se anche io insieme a lui avevo scagliato quell’ultima freccia che ci ha dato l’oro. E’ difficile descrivere cosa si trova in quei momenti…solo chi l’ha vissuta…io e Oscar sappiamo cosa realmente abbiamo provato. Significava tanti anni di sacrifici, tanti anni di lavoro e poi sapevo che per Oscar sarebbe stata l’ultima gara della sua carriera e quindi per noi era molto importante raggiungere quell’obiettivo…

Sono contento di quello che ho fatto, tre paralimpiadi, non penso che tutti hanno questo onore di andare a fare tre paralimpiadi, per me è come l’astronauta che va sulla luna…non tutti ci possono andare sulla luna, io ci sono andato.

Mio padre

Castelvetrano è la città di mio padre, Castelvetrano è il posto dove è seppellito mio padre. Era una persona importante, influente, era un uomo grande…l’ho perso che ero molto piccolo però di lui mi ricordo tante cose: quando andava fuori tornava e mi portava sempre dei regali e mi chiamava sempre ‘Nano Sapiente’ perché ero il più piccolo di tutti ma anche il più furbo…Mi ricordo che ci portava sopra il Belvedere dove sotto si vedeva tutta la diga di Castelvetrano e ci diceva a tutti e tre: tutto quello che il vostro occhio vede un giorno sarà vostro. Questo è quello che mi diceva. Lui era un uomo rigoroso, anche io lo sono però non sono riuscito ad esserlo anche con i miei figli ma forse questo è anche stato un bene.

All’inizio io non avevo realizzato…ho realizzato nel tempo, quando cominciavano a nascere i veri problemi, quando manca il padre, il capo famiglia…e lì ho cominciato a capire che mi mancava tutto…Uno degli errori più grossi è stato quello che ha fatto mia madre che non gli ha detto che stava per morire, quindi non gli ha dato neanche il tempo di sistemare le cose. Questo è un errore che ha cambiato la vita a me e ai miei fratelli e alle mie sorelle.

L’infanzia difficile di Willy Fuchsova

Ho avuto un’infanzia difficile…di Palermo ricordo…morto mio padre, la sua famiglia non mi ha riconosciuto…non ci ha riconosciuti…quindi ricordo tutto quello che loro hanno cercato di fare con me, mi hanno chiuso in dei collegi…ma io non ero tipo da collegio, appena potevo scappavo…ricordo i posti dove andavo a dormire la notte, dentro una villa pubblica che era chiusa da tanti anni…li ci ho portato i miei figli da piccoli gli ho raccontato che lì ci avevo dormito…e loro ovviamente non ci credevano.

Lo sport

Poi il fratello di mio padre mi arruolò in Marina per allontanarmi da Palermo e lì ho iniziato a fare sport, ho iniziato a fare judo e a far parte della nazionale e dei gruppi sportivi militari. Avevo 17 anni e mezzo e già ero in Marina…Un giorno incontro l’arco in una manifestazione di Judo. In un momento di pausa un gruppo di arcieri hanno fatto una piccola esibizione. Andai lì, ovviamente con il judogi…ho fatto un tiro…da allora è esplosa questa passione che sicuramente era nascosta. Tornato a casa posai il judogi e comprai un arco e da allora iniziò la mia carriera…

La perdita di un amico

Iniziai a fare attività agonistica anche di pesca subacquea e gareggiavo con un compagno di squadra. Il giorno che andai a fare la prima gara di tiro con l’arco il mio compagno di pesca e di squadra mi disse: ma dove vai a giocare con l’arco? Noi dobbiamo scendere il gommone, provare la squadra, provare i fucili… Io dissi no, dovevo fare la gara, la prossima domenica avremmo provato il gommone…Lui, nonostante ciò scese il gommone e andò a pescare. Quando sono tornato a casa mia moglie mi disse…vedi che è morto Nuccio…ho perso questo compagno di pesca e da allora smisi di pescare completamente. Ripresi il fucile e la maschera quando mio figlio decise di andare al mare. Per stare con lui al mare decisi di riprendere anche io… E’ qualcosa che ti porti dietro per tutta la vita, un pugno nello stomaco…forse se io fossi stato con lui tutto questo non sarebbe successo. E a quest’ora anche suo figlio si godeva suo padre…

La famiglia

Conobbi mia moglie durante una licenza e dopo due anni decisi di sposarmi e di mettere su famiglia perché era la cosa che mi mancava di più, io la volevo una famiglia, così andai via dalla Marina, mi sposai ed ebbi due figli…Quando ho sposato l’arco posso dire che sono cominciati a nascere i primi problemi. Già il primo problema era nato con la perdita di questo grande amico mio e poi il fatto che mi teneva lontano tutte le domeniche da casa sicuramente non era una cosa molto piacevole. Lo sport, per chi lo fa di professione, non è una cosa che va d’accordo con le famiglie, perché siamo sempre tutta la settimana fuori ad allenare e poi la domenica ci sono pure le gare e quindi non siamo assolutamente con la nostra famiglia. Sicuramente qualche problema si crea, me lo ha detto anche mio figlio…pensi più agli altri che a me…anzi…mi ha detto che per gli altri ci sei sempre, per me no!

Il papà è quello che nel momento in cui nascono dei figli si annulla completamente, tutto quello che fa lo fa per loro…ai miei figli oggi non faccio mancare niente però non so se ho fatto tutto per loro…forse ho fatto un po’ troppo per me e per gli altri. Io non penso che tutti i padri abbiano avuto i loro figli così vicino. I miei figli sono stati sempre con me, chi mi incontrava per strada mi incontrava sempre con loro, sempre, in palestra, fuori, io ero sempre con i miei figli…non lo so, forse ho sbagliato, li ho costretti a venire con me, non sono venuti loro. L’errore che ho fatto con mio figlio non l’ho fatto con mia figlia: mia figlia ha provato a tirare con l’arco ma poi mi ha detto subito no; mio figlio forse l’ho costretto un po di più e appena ne ha avuto la possibilità e il coraggio mi ha detto Papà…non voglio più tirare! Peccato perché era un grande arciere…

Mio figlio

Lo sento lontano, vedo che non mi rende partecipe della sua vita, mi esclude…questo mi manca molto. Io sono riuscito a fare belle cose; lui è un ragazzo che ha grande energia, un bravo ragazzo…penso che se io da solo sono arrivato a fare quello che ho fatto insieme a lui potrei fare cose ancora più grandi…Questo mi dispiace…Mi manca mio figlio

Uno dei miei più grandi difetti è che non riesco mai a dire di no alle persone e quindi capitava spesso e volentieri che sapevo che quella domenica ero libero ed allora organizzavo qualche cosa con la mia famiglia e poi arrivava qualcuno che diceva sai, ho una gara…allora io immediatamente cambiavo i programmi e andavo alla gara…non lo so…direi che ho dedicato troppo tempo a persone che forse non hanno meritato il mio tempo…però…c’è sempre tempo per rimediare se uno vuole…forse un ti voglio bene, forse un abbraccio…che sempre per questione d’orgoglio non si riesce a tirare fuori. Quello che mi piacerebbe avere è mio figlio, riavere mio figlio…perché io penso che anche a lui qualcosa manchi…