Norberto De Angelis

Norberto De Angelis è un gigante buono e simpatico. Ci troviamo a Happy Hand, vicino Bologna, e Norberto De Angelis è uno dei protagonisti di questa manifestazione. In questa intervista ti racconta la sua vita fatta di sport e avventura, il suo incidente e il forte legame che esiste tra lo sport e disabilità.

Norberto De Angelis decide di partire insieme ad una ONG di Bologna, il CEFA per una esperienza umanitaria in Africa, più precisamente in Tanzania. Dopo un mese e mezzo sul posto, succede l’imprevedibile: un grave incidente stradale manda in coma Norberto.  Mentre di quel momento terribile non ha alcun ricordo,  dei posti visitati, delle persone incontrate, dei paesaggi visti il ricordo è limpido e chiaro.

Norberto De Angelis da campione di Football Americano a campione di HandBike

Oltre che  avventuriero Norberto De Angelis si definisce anche grande sportivo, avendo sempre dedicato gran parte del suo tempo libero allo sport: nel 1987 diventa Campione d’Europa con la Nazionale Italiana di Football Americano svoltasi in Finlandia ad Helsinki, vincendo nella Finale contro la Germania 24 a 22.

Subito dopo il trascorso ospedaliero, rendendosi indipendente Norberto De Angelis si è dedicato al suo vecchio amore, il Body Building; un incontro fortunoso poi con un ragazzo che praticava HandBike lo fa avvicinare a questa disciplina, aiutandolo a mantenere il proprio peso corporeo.

Norberto De Angelis e le Prime Maratone

Appassionandosi sempre di più a questo sport, Norberto De Angelis decide di prendere parte a qualche competizione sportiva e ad alcune maratone portandole positivamente a termine, e da qui la decisione di realizzare un sogno, fare un qualcosa che faccia sentire Norberto De Angelis il protagonista.

Durante un periodo di convalescenza in ospedale, a causa di un’asportazione di un tumore alla schiena, la mente  gli comunica di dover fare qualcosa per se stesso e traendo ispirazione dal Film Forrest Gump, Norberto De Angelis decide di attraversare tutti gli Stati Uniti percorrendo la leggendaria Route 66, la strada dei sogni, dalla città di Chicago nell’Illinois al Porto di Santa Monica in California.

Norberto De Angelis

Norberto De Angelis e la Route 66, lungo la strada dei sogni

Per l’organizzazione dell’impresa Norberto De Angelis ha dedicato 15 mesi del suo tempo, full time, occupandosi del reperimento degli sponsor per coprire le spese dell’attrezzatura tecnica e della logistica, ma, soprattutto, ha dovuto trovare gli accompagnatori adatti per questa avventura.

L’impresa è durata 80 giorni, ed in totale le persone che hanno accompagnato Norberto De Angelis in questo progetto sono state 9, e si sono intervallate ogni 3 settimane.  Una persona affiancava in bicicletta Norberto De Angelis durante l’impresa mentre un’altra  guidava l’indispensabile Motorhome, non essendo sempre presenti sulla strada motel e alberghi dove riposare tra una tappa e l’altra, soprattutto nelle praterie dell’Arizona, New Messico e della California.

L’alimentazione per un impresa simile non poteva che essere mediterranea, si effettuavano spese di alimenti deteriorabili nei grandi magazzini e supermercati, come frutta e verdura, poichè nei paesini sperduti del continente americano alimenti fondamentali per reintegrare le energie non erano presenti, cosi ogni 3 o 4 giorni era obbligatorio cercare un grande super mercato.

Norberto De Angelis difficoltà e coraggio

L’approviggionamento del cibo non è stato l’unico ostacolo del percorso, la lunga distanza e il continuo cambiamento di altitudine non hanno facilitato la vita a Norberto; la partenza da Chicago è stata raggelata da raffiche di vento da Nord che facevano scendere la temperatura media 4 C° per poi passare a violenti acquazzoni in tutto lo stato dell’Illinois; il Missouri invece è caratterizzato da grandi zone di vedere con continue e costanti salite e discese molto impegnative. Ma il problema più rilevante di tutta l’impresa è stato l’asfalto, non essendo come in Italia – Norberto De Angelis lo definisce “tavolo da biliardo” –  negli Stati Uniti, gran parte della Route 66 è stata realizzata con grandi lastre di cemento piene di buche,  massacrante per i reni e la schiena di Norberto.

Nello stato dell’Oklahoma, Norberto De Angelis si è trovato a soli cinque miglia di distanza da un tornado, avendo attraversato questo stato proprio durante la stagione più critica per questi fenomeni atmosferici. Grazie alla tecnologia il pericolo è stato costantemente monitorizzato ed evitato.

Oltre alle difficoltà delle intemperie la sfida maggiore è stata quella della salita, partendo da Chicago con una altezza di 170 metri sul livello del mare, Norberto De Angelis con la sua HandBike è arrivato a quota 2.200 metri in Arizona nella cittadina di Flagstaff, fino al deserto del Mojave, con temperature altissime, tanto da non riuscire a reidratare i liquidi persi con la sudorazione.

Altro ostacolo è stato l’head wind, pedalando costantemente con il vento contrario, che ha rallentato la riuscita in questa impresa.

Le tappe effettuate durante tutto il tragitto variavano da 50 km a 100 km, ma mediamente si percorrevano 70 km circa al giorno, per coprire i  3.798 km  in 55 giorni di effettiva pedalata.

Sport e Disabili

Norberto De Angelis la determinazione prima di tutto

Il segreto per riuscire in un progetto simile è essere determinati, solo essendo fermamente convinti delle proprio capacità si può riuscire, altrimenti come dice Norberto, “senza determinazione non si riesce ad uscire fuori dal garage di casa”.

A questa impresa la scrittrice Teresa Giulietti ha dedicato un libro dal titolo “CON TUTTA LA VITA ADDOSSO” che a  Ottobre verrà distribuito nelle librerie d’Italia.

I progetti di Norberto De Angelis sono rivolti al mantenimento delle forma fisica, per lui obbligatoria a causa di problemi ormonali, e a una stretta collaborazione con il CIP regionale per la diffusione del messaggio che lo sport fa bene a tutti paraplegici, tetraplegici, amputati ecc.