SCHERMA IN CARROZZINA

In occasione del raduno della nazionale di scherma in carrozzina che si è tenuto alla scuola dello sport del CONI a Roma, il commissario tecnico della nazionale Fabio Giovannini ti spiega le regole della scherma in carrozzina.

SCHERMA IN CARROZZINA: SPORT DI COMBATTIMENTO, MA SICURO

“La prima caratteristica della scherma in carrozzina è quella della possibile integrazione con la scherma in piedi, nel senso che le regole, i materiali, le armi, fioretto, spada e sciabola, sono esattamente le stesse. Come la scherma in piedi è uno sport di confronto, di combattimento non cruento. Nella scherma in piedi la possibilità di farsi male è minore di quella di una partita di pallavolo. La scherma in carrozzina è ancora più sicura perché basandosi su una distanza fissa, non c’è nessuna possibilità di corpo a corpo, è assolutamente sicura”.

scherma in carrozzina

SCHERMA IN CARROZZINA: A CHI SI RIVOLGE

“E’ rivolta agli atleti con handicap fisico, quindi paraplegici, tetraplegici, cerebrolesi, quindi spasticità lievi, amputati… E’ un ottimo strumento di terapia perché i movimenti necessari, sia quelli specifici per la scherma in carrozzina, sia quelli per prepararsi alla scherma in carrozzina, sono un’ottima terapia anche riabilitativa”.

SCHERMA IN CARROZZINA: LE REGOLE

“E’ uno sport tecnico, cos’ come la scherma. Infatti anche nella scherma in carrozzina e le donne possono battere gli uomini, le categorie di handicap più svantaggiate possono battere quelle più avvantaggiate”.

“Le regole sono le stesse della scherma in piedi, se si esclude il bersaglio della spada che nella scherma in piedi è tutto il corpo, mentre nella scherma in carrozzina è soltanto la parte superiore del busto. La caratteristica della scherma in carrozzina riguarda tre categorie, A, B, C, di cui la A è la meno svantaggiata, la C è la più svantaggiata, categorie funzionali, categorie alle quali non corrisponde un handicap ma una funzionalità. In parole povere chi si muove meglio è in categoria A a prescindere dal tipo di handicap che ha, così come categorie B e categoria C”.

 

scherma in carrozzina

“Gli assalti… con la formula di gara funziona come la scherma in piedi, quindi un girone all’italiana, più gironi all’italiana, una classifica generale che comprende tutti i partecipanti, dopo scatta l’eliminazione diretta, il primo del girone contro l’ultimo, per multipli di 2 fino ad arrivare a 16, 8, 4, 2″.

SCHERMA IN CARROZZINA: DOVE PRATICARLA

“Ormai ha preso piede in tutte le principali sia dei scherma in Italia dove ci sono atleti in piedi che si allenano in carrozzina traendone un giovamento anche fisico, oltre che un insegnamento da un punto di vista umano… stare con questi atleti rappresenta un grosso insegnamento per i nostri ragazzi… e tra l’altro, molto spesso ragazzi in piedi che hanno un piccolo infortunio al ginocchio, alla caviglia etc. si allenano tranquillamente anche con le carrozzine per disabili. E’ un ottimo strumento di socializzazione ed integrazione”.

“Un giovane che voglia avvicinarsi alla scherma in carrozzina può ovviamente tramite la federazione scherma e i comitati regionali sapere quali sono le palestre nelle quali si fa scherma sia in piedi che in carrozzina… o comunque rivolgersi al comitato regionale di scherma tenendo presente che lui vuole fare scherma in carrozzina e magari far nascere magari appoggiandosi ad una società che fa già scherma in piedi un altra società che fa scherma in carrozzina”.

 

scherma in carrozzina

SCHERMA IN CARROZZINA: SPORT POCO COSTOSO

“I costi…sfaterei il mito che la scherma sia uno sport costoso…quello che può diventare costoso è lo spostarsi per le varie trasferte, ma questo è un discorso che riguarda la scherma in piedi, perché nella scherma in carrozzina molto spesso la federazione e le stesse società vengono incontro agli atleti e non mi risulta a tutt’oggi che gli atleti disabili paghino per fare le trasferte e le gare sul territorio nazionale”.

“E’ sufficiente utilizzare la propria carrozzina. C’è un regolamento internazionale che prevede delle misure standard per la carrozzine da scherma, che comunque non è una carrozzina costosa come può essere quella del basket, per fare un esempio, però a livello nazionale questa regola non l’abbiamo adottata per permettere la promozione e l’avvicinamento di chiunque alla scherma in carrozzina, quindi anche questa è una spesa che all’inizio non rappresenta un problema”.