Obiettivo Tokyo!

In occasione delle riprese realizzate a Trevignano Romano per uno spot per un’importante casa produttrice di carrozzine sportive ed ortopediche la campionessa europea dei 200misti Arianna Talamona si è ritagliata uno spazio di relax riabilitativo con Antonio Aniceti, esperto fisioterapista che utilizza la tecarterapia Fisiowarm.

Arianna e il nuoto

“Io ho cominciato a nuotare intorno al 2009 a livello agonistico ma già nuotavo da piccolina…nella prima manifestazione internazionale, gli europei del 2011 a Berlino, ho ottenuto la prima medaglia di bronzo nei 100 dorso. In seguito, nel 2013 ho fatto i miei primi campionati del mondo a Montreal dove ho raggiunto diverse finali e ottenuto un quarto posto nella staffetta 4×50 mista, poi nel 2014 ci sono stati i campionati europei di Eindhoven dove ho ottenuto 4 medaglie…ed infine Funchal, con il primo oro internazionale nei 200 misti e poi finalmente le Paralimpiadi di Rio…”

La fisioterapia

“Muscolarmente parlando i miei problemi principali sono di solito delle infiammazioni al capo lungo del bicipite, perchè nuotando principalmente con le braccia e facendo tutti gli stili, è una zona che sollecito moltissimo e anche i problemi alla schiena dovuti dal delfino e dalla rana”.

“Un supporto tecnico con gli strumenti adatti può essere un miglioramento per il terapista che, da solo, non sarebbe in grado di intervenire su problemi come le infiammazioni, delle borsiti, dei versamenti di liquidi che invece la Tecar è in grado di sistemare anche in tempi brevi perchè l’altro problema che abbiamo noi atleti è che se ci facciamo male, purtroppo, non possiamo stare fermi troppo perchè più giorni perdi di allenamento e peggio è!”

“La mia esperienza con Fisiowarm è stata un’esperienza ottima, ho incontrato un fisioterapista competente che ha saputo usare la macchina bene, con tecniche e strumenti diversi per poter intervenire nel miglior modo sui miei problemi e, adesso, devo dire che sto bene…”

Il futuro

“I miei progetti per il futuro sono al momento una laurea in psicologia, mi mancano tre esami e poi c’è questo percorso lungo quattro anni che spero mi porterà a partecipare alle paralimpiadi di Tokyo 2020 e a migliorare i risultati che ho fatto a Rio…”