Mondiali di Doha giorno 3 – Giusy Versace e Oxana Corso in finale dei 200

Azzurri in gara sabato 24 ottobre

  • 15:40 – Giusy Versace  finale 200 T43/44
  • 15:50 – Oxana Corso finale 200 T35
  • 20:25 – Emanuele Di Marino, 200 T43/44

Per motivi precauzionali legati al riacutizzarsi di un problema fisico sofferto negli ultimi mesi, lo staff tecnico della Nazionale ha invece ritenuto opportuno non iscrivere Arjola Dedaj ai 200 metri T11. Per lei e la guida Sara Leidi, il primo appuntamento a Doha è rimandato al prossimo 27 ottobre con i 100.

Seconda giornata: la cronaca

Giusy VersaceL’Italia chiude la seconda giornata ai Mondiali Paralimpici di Atletica leggera di Doha con due settimi posti e due finali conquistate.

All’età di 48 anni Roberto La Barbera ha ancora qualcosa da dire al mondo. Nel lungo T44 l’atleta piemontese, che ha un personale di 6,50 metri, si difende benissimo dall’attacco dell’inarrivabile talento tedesco Marcus Rehm (titolo e primato mondiale per lui ad una misura straordinaria di 8,40) e degli altri giovani assi emergenti del salto. Tra 15 concorrenti, l’argento paralimpico di Atene 2004 tira fuori la sua natura di grande lottatore per guadagnarsi la finale a otto in sesta posizione (6,30), per poi ed assestarsi alla settima con 6,36: “Oggi mi sono sentito un leone nonostante il risultato. Gli ultimi due tentativi sono stati nulli per mezzo centimetro, ma avevo raggiunto i 7 metri. Ho ricevuto la protesi definitiva solo 15 giorni fa e non ne sono diventato ancora padrone. Ad agosto ho subìto un intervento al gluteo, ma ho un amore talmente folle per questo sport che oggi forse ho gareggiato nella migliore condizione di tutta la mia vita. È un peccato, però ho un anno davanti e a Rio sarà sicuramente un’altra storia. Voglio ringraziare mia moglie che amo da impazzire e che mi ha sempre sostenuto. Se sono ancora qua, è anche per lei”.

Stesso piazzamento per Ruud Koutiki che corre la finale dei 400 metri T20 in 52.30. L’oro continentale del 2014 ha una buona partenza, ma accusa stanchezza all’uscita della curva negli ultimi metri che lo separano dal traguardo. Il suo allenatore Mauro Ficerai legge così la gara: “Ci ha provato nei primi 200 ma è mancata la tenuta. Sono comunque soddisfatto perché è andata meglio del previsto vista la stagione travagliata caratterizzata da problemi muscolari. La sua partecipazione al Mondiale era in dubbio ma Ruud è stato molto bravo a reagire e a trovare il carattere e l’orgoglio per arrivare in finale.” Il podio del giro di pista è di color verdeoro con il primo gradino occupato da Daniel Martins, seguito dallo spagnolo Deliber Rodriguez e dal russo Artem Muratov.

In chiave femminile, le semifinali dei 200 metri hanno portato applausi in casa Italia. Tra le T35 Oxana Corso entra di diritto nelle otto della finale vincendo con facilità il primo turno. Il crono di 31.53 le varrebbe il record italiano se non fosse per il vento a +2.5. La gioia della campionessa mondiale in carica è comunque incontenibile: “È assurdo, non pensavo di fare una cosa del genere in scioltezza, che bello! Pensavo che la statunitense (Suzanne Arenal) avesse più margini di me e invece sul rettilineo sono andata in tranquillità. Domani quel podio lo devo mangiare”.

Anche nella gara accorpata T43/44 le velociste azzurre sono state all’altezza del compito. La primatista tricolore Giusy Versace brucia sul filo di lana l’olandese Marlene Van Gansewinkel per qualificarsi in finale con il terzo tempo (28.31, +2.5) del suo turno. La sprinter calabrese si commuove al traguardo: “Non ho parole, ero agitata perché ieri è morto un mio carissimo amico e questo mi ha destabilizzato per tutta la giornata. Lui amava correre e io ho corso per lui e con lui. Alla partenza ho guardato il cielo e ho detto: ‘Fabrizio aiutami a colorare questa pista’. Io mi sento di aver già vinto: per me, il mio allenatore, la Federazione e soprattutto per lui”.

Con la quinta posizione nel suo round, Federica Maspero manca per poco il passaggio alla finale, ma la sua prestazione da 29.33 (+3.8) le dà grande fiducia per le prossime sfide: “Tecnicamente potevo far meglio. Volevo abbattere il muro dei 30 secondi e ci sono riuscita. Avevo l’americana (Liz Willis) a fianco, l’ho lasciata dietro e mi sono caricata. Solo dieci giorni fa ho cambiato le lamine delle protesi e penso di avere degli ottimi margini di miglioramento in termini di tecnica e di confidenza”.

(Foto di Mauro Ficerai)