Marco Giunio De Sanctis – intervista al Segretario Generale del CIP

Marco Giunio De Sanctis è il Segretario Generale del Comitato Italiano Paralimpico. E’ stato ospite di Giovanna Chicco nello spazio che Ability Channel ha all’interno della trasmissione “Lungometraggio” trasmessa dal canale televisivo Rete Oro. Guarda la piacevole intervista…

In Italia ci sono circa quattro milioni di disabili, 30.000 dei quali praticano sport grazie al sostegno del Comitato Italiano Paralimpico, una grande istituzione e una grande famiglia. Parliamone con un uomo che da trent’anni è impegnato in questo grande sviluppo, in questa grande evoluzione che è lo sport per i disabili, il Segretario Generale Dott. Marco Giunio De Sanctis. Trent’anni fa per un disabile in Italia praticare sport era quasi un’utopia. Oggi al contrario molti disabili e sono perfettamente inseriti nella società, si guadagnao da vivere e alcuni di loro diventano anche dei personaggi noti: cosa è cambiato da allora?

1981…le origini del Comitato paralimpico

Marco giunio De Sanctis“Parliamo per quanto riguarda lo sport, parliamo di disabilità sportiva. C’è stata un’evoluzione incredibile ed inimagginabile da trent’anni a questa parte – racconta Marco Giunio De Sanctis – quando si parlava di sport, la prima volta nell’81, quando in una manifestazione internazionale un atleta disabile, paralimpico oggi, saltò più di due metri con una gamba…tutto il mondo vide questo gesto e allora naturalmente si iniziò il cammino con le varie strutture, il riconoscimento del Coni, la prima volta della Federazione Italiana Sport Handiccapati, poi diventata nel 90 Federazione disabili e nel 2005 Comitato Italiano Paralimpico (nell’acronimo c’è anche l’evoluzione…handicappati, disabili, paralimpici…). Per cui è cambiato tantissimo anche se non si è ancora completato del tutto il disegno della piena integrazione come avviene in tutti i paesi anglosassoni e in altri paesi molto più all’avanguardia ma per quanto riguarda lo sport devo dire che il progresso c’è stato ed è eccezionale rispetto alla disabilità in generale”.

Anche se trentamila rispetto ai quattro milioni sono ancora pochi…

“Rispetto ai quattro milioni si ma rispetto al milione di potenziali sportivi – io devo parlare di sport… Rispetto ai quattro milioni sono potenzialmente un milione quelli che potrebbero fare sport a tutti i livelli, dalla fase di avviamento sino al culmino, quello paralimpico…ma sono sempre pochissimi rispetto al comitato paralimpico tedesco o inglese, spagnolo e gli stessi americani…”

Obiettivi e promozione

Marco Giunio De Sanctis07Quali sono gli obiettivi per incrementare la diffusione degli sport per i disabili e cosa questi ultimi si aspettano da voi in questo senso…

“La promozione per noi è completamente diversa da quella che potrebbe essere per qualunque altra disciplina – spiega Marco Giunio De Sanctis –  perché per noi la promozione, l’avviamento allo sport per persone che neanche conoscono l’attività sportiva o non la conoscono in maniera non perfetta…hanno paura, hanno difficoltà, hanno mancanza di fondi per avviarsi, quindi sono tanti gli aspetti. Noi portiamo avanti questo discorso attraverso i rapporti con Inail che è un nostro partner istituzionale insieme allo Stato e al Coni”.

Voi siete un Ente pubblico?

“Noi siamo di fatto un Ente Pubblico, ci manca il sigillo formale ma di fatto lo siamo…abbiamo la vigilanza pubblica della Presidenza del Consiglio e i fondi sono tutti pubblici…stiamo attendendo questo riconoscimento per sgombrare il campo da equivoci che si verificano nelle procedure e nell’applicazione delle regole”.

“Pertanto noi abbiamo gli assistiti dell’inail, attraverso convenzionamento con le scuole con cui cerchiamo di fare l’avviamento alla sport, e soprattutto con le Unità Spinali e le Aziende Ospedaliere cercando nelle aree disponibili di far fare sport ai degenti come al Niguarda di Milano, il Villa delle Ginestre in Sicilia e il Carreggi a Firenze…”

Papa Francesco e gli sportivi disabili

Marco Giunio De Sanctis03Papa Francesco ha mostrato grande interesse verso le persone disabili, so che voi siete tra i promotori della prima giornata mondiale paralimpica che si terrà il prossimo 3 ottobre a Roma…vedremo Papa Francesco praticare sport in carrozzina?

“Papa Francesco non ha bisogno di mettersi in carrozzina… afferma Marco Giunio De Sanctis – poi lo potrà anche fare, straordinario qual è, peculiare qual è come persona…ma è una bella iniziativa, sicuramente abbiamo il vantaggio che qualunque istituzione e qui parliamo del top, il Vaticano, è vicina al mondo paralimpico – e parliamo sempre di disabilità sportiva, una categoria della disabilità in generale dove i problemi sono anche maggiori per tanti motivi, un conto è parlare con un atleta che fa sport in carrozzina e un conto è parlare con una persona in carrozzina, sono due mondi diversi. A livello di mentalità lo sport apre, è cultura, è insegnamento quindi è molto più facile”.

“Il Vaticano, attraverso il Papa e attraverso coloro che gli stanno vicino, ha avuto la sensibilità di organizzare insieme a noi e di promuovere questa grandissima iniziativa che può soltanto avvicinare tanti popoli e tante culture alle discipline paralimpiche. Spero che ci sia una grossa adesione ma non è facile soprattutto per motivi economici. Anche al di là dell’attrazione di avere un’udienza con il Papa oggi le spese fanno la differenza per promuovere iniziative come questa”.

Marco Giunio De Sanctis e lo sport

Marco Giunio De Sanctis01Lei è laureato in giurisprudenza però sin da ragazzino ha respirato l’aria dello sport. Se non erro suo padre era un grande arbitri di boxe internazionale…presidente della Federazione Bocce…come è avvenuto l’incontro tra lei, lo sport e la disabilità?

“Con lo sport attraverso mio padre, ovvio, ti trasmette la passione e poi se ce l’hai non fai altro che incrementarla – prosegue Marco Giunio De Sanctis –  quindi quello è stato anche più semplice. Io vengo dal mondo del calcio, ho fatto sport in varie discipline e nelle bocce e nel calcio con buoni risultati. Nelle bocce addirittura ero uno dei campioni nazionali. Per quanto riguarda la disabilità è stata un po’ come tutte le cose, casuale, forse è stato proprio un segno del destino: ebbi un incidente che mi fermò durante la mia carriera calcistica, mi bloccai perché era un incidente serio a quei tempi, naturalmente risibile rispetto a persone che hanno la gravità della carrozzina o di un non vedente o un sordomuto; un problema comunque rilevante per cui mi fermai dall’attività e mi segnai a giurisprudenza e cominciai a fare un’attività lavorativa nello sport…c’era questa associazione…e fu una sfida a quel tempo…era una semplice associazione neanche riconosciuta dal Coni…era una sorta di miniera d’oro…dovevi scavare prima per vederla e conoscerla bene e poi per promuoverla. Ho fatto questo percorso d ragazzo, avevo 22 anni, oggi ne ho 52… Credo di essere stato capace di fare il massimo di quello che avrei potuto fare in base alle mie capacità e alle mie passioni e il modo di essere entusiasta delle attività che pongo in essere”.

Marco Giunio De Sanctis e le paralimpiadi

Lei è stato Capo Missione in molte paralimpiadi, qual’è il suo ricordo più bello, più emozionante?

“Torino 2006 senz’altro, perché sono le paralimpiadi svolte in Italia, il mio paese…certo l’optimum sarebbe stato anche Roma perché sono romano…però come cittadino italiano è stata un’esperienza straordinaria al di là che sono state delle paralimpiadi molto belle sotto tutti i punti di vista, come in termini di risultati e di organizzazione. Però viverla in Italia, nel tuo paese, ti da una soddisfazione maggiore. Sicuramente Torino quindi, anche se poi Londra credo che sia stata la migliore paralimpiadi dal punto di vista dei risultati e dell’immagine”.

Nati il 29 settembre…

Marco Giunio De Sanctis02Un’ultima curiosità…Michelangelo Antonioni e il Caravaggio…due grandi artisti che hanno segnato la storia del cinema e dell’arte…so che anche lei ha un lato artistico, che canta…sono nati il 29 settembre, come lei, so che è un tenore…

“…un tenore mancato – confessa Marco Giunio De Sanctis – perché non ho fatto la carriera, ho fatto poche cose. Soprattutto le cose migliori le ho fatte da ragazzo, a 10 anni facevo parte del coro delle voci bianche della Rai, ho fatto anche trasmissioni, ero solista poi…”

Avremo il piacere un giorno di ascoltarla qui, sul palcoscenico del Teatro Greco?

“Mi dite una cosa che mi da forse la soddisfazione maggiore…è forse la cosa che io amo fare maggiormente. La vita ti costringe e ti induce a fare delle scelte, non ho certo rimpianti…sicuramente ho nostalgia di un periodo in cui maggiormente ero impegnato in questa arte straordinaria ma ho fatto altre cose e sono contento di quello che ho potuto fare…”

Un eclettico in piena regola…complimenti!

“Ma senza un po’ di eclettismo, di fantasia, è difficile poi raggiungere i risultati..l’arte è qualcosa di innato però poi ci vuole impegno, professionalità…però la fantasia è quel condimento in più che riesce a far buoni più cibi e da un sapore maggiore…”

E’stato un piacere averla qui con noi è spero di averla di nuovo quanto prima…anzi di ascoltarla quanto prima…