La sfida – Monica Boggioni

Monica Boggioni è una delle nuotatrici paralitiche emergenti della nazionale azzurra. In occasione del raduno preparatorio dei campionati europei di Dublino è stata intervistata in esclusiva.

Monica Boggioni e il nuoto

“La sfida è la vita – afferma Monica Boggioni –  non potrei vivere senza agonismo. La sfida è principalmente contro se stessi poi contro gli altri perchè quando sei li sul blocco devi dare tutta te stessa, devi vincere, devi superare quello che il giorno prima era un tuo limite, l’hai superato e quindi te ne puoi porre un altro ancora più in alto”.

“Io ho sempre nuotato, inizialmente per motivi medici perchè io sono nata con una diplegia spastica agli arti inferiori e quindi dall’età di due anni ho sempre fatto nuoto, poi a cinque ho subito il primo intervento e dopo ho iniziato i corsi di nuoto fino a quando poi nel 2014 a Pavia, dove vivo io, è stata creata una squadra di nuoto paralimpico agonistico con il progetto “Nuota con Noi” e da lì ho iniziato il mio percorso agonistico”.

“Sono entrata in nazionale l’anno scorso, ero S4, SB3, SM4. Ho fatto i mondiali in Messico dove ho vinto tre medaglie d’oro e tre d’argento, ho attualmente tre record del mondo e tre europei nella categoria S4. Ho vinto la medaglia d’oro nei 100 stile, 50 stile e 150 misti a Città del Messico e nei 150 misti ho stabilito il nuovo record del mondo e ho vinto invece l’argento nei 50 dorso, 50 rana e nella staffetta“.

Diventare ricercatrice

“Ho iniziato l’Università, sono al primo anno di biotecnologie, ho finito l’anno scorso il liceo classico e il mio sogno è di specializzarmi in genetica e fare ricerca per trovare qualche cura per alcune patologie ancora poco conosciute. So che la mia patologia è abbastanza sconosciuta anche se non è di origine genetica perchè io sono nata con una diplegia spastica agli arti inferiori e poi all’età di circa 17 anni ho iniziato ad avere problemi anche agli arti superiori, inizialmente solo all’arto destro e poi a quello sinistro e quindi non riuscivo più a scrivere e avevo problemi a scuola nello svolgere i compiti e quindi poi mi hanno diagnosticato una distonia agli arti superiori con delle complicanze miocloniche. Io ho gli psoas corti, quindi devo allungare gli psoas e poi avendo queste contrazioni alla scapola per questi aspetti mioclonici ho bisogno di fare teca e massaggi per rilassare”.

La tecarterapia Fisiowarm

“Anche Monica Boggioni – spiega la fisioterapista federale Lia Fusco – ha dei risultati incredibili con la tecar, infatti abbassando l’ipertono muscolare lei riesce ad avere un’escursione della spalla maggiore e di conseguenza a prendere più acqua, a spingere più acqua, avere una propulsione maggiore…poi ha un effetto enorme sull’acido lattico…questo è un altro problema degli atleti, quando vanno sotto sforzo in queste occasioni dove c’è un carico esagerato i muscoli vanno in acidosi e con un buon massaggio drenante, associato alla tecar abbiamo degli effetti incredibili…”

“Lia è l’angelo custode per noi sportivi, quando siamo in trasferta e ai collegiali…un angelo custode sta magari nelle retrovie e non è sempre lì con il cronometro in mano però è indispensabile quando qualcosa non va e ci mette in ottima forma per poi dare il meglio! Senza Fisiowarm avrei le braccia contratte e probabilmente non riuscirei a spingere come invece riesco”.

La dieta di Monica Boggioni

“Mangio i cereali e, soprattutto prima di una gara, mangio il panino con la marmellata oppure con il miele, il succo d’arancia e poi dopo che ho fatto l’allenamento a pranzo preferisco mangiare i carboidrati, le proteine a cena. Poi faccio lo spuntino prima dell’allenamento e basta…”

Le critiche

“Io accetto le critiche e le ascolto però sono una persona che quando deve fare una gara non sto a pensare cosa pensano tutti gli altri perchè in quel momento penso solo a quello che ho fatto io, quello che voglio raggiungere e penso che in quel momento il tuo allenatore sappia dirti qualcosa…se poi stare ad ascoltare tutti quello che dicono non te la cavi più…se tutti son pronti a criticare quello che dico io è facciano loro quello che fai tu – conclude Monica Boggioni – e se son tanto più bravi di te, bravi! lo dimostrino!!